Dalla porta della villa accorre Mara-Mara, gridando:
MARA-MARA Eccomi qua! eccomi qua! Della Scozzese avranno
paura!
Mara-Mara è una donnetta, che si può figurare come gonfiata,
tutta imbottita come una balla, con una sottanino corta corta di
stoffa scozzese a quadriglie su tutto il rigonfio
dell'imbottitura, le gambe nude, con le calze di lana ripiegate
sui polpacci, un verde cappellina in capo di tela cerata, a
falde dritte, e una penna di gallo da un lato, un piccolo
ombrellino a parasole in mano, un tascapane e una fiasca a
tracolla.
Oh, ma fatemi lume dal tetto! Non voglio mica rompermi il collo!
Corre al ponticello, monta sul parapetto e, illuminata
dall'alto della villa da un riflettore verde che le da un'aria
spettrale, si mette a passeggiare su esso, avanti e indietro,
simulando un'apparizione. A tratti, da dietro la villa s'aprono
anche larghi fiati di luce, come lampi d'estate, accompagnati da
scrosci di catene.
LA SGRICIA {ai due che guardano} Si fermano? Tornano
indietro?
QUAQUÈO Chiamate Cotrone!
DOCCIA Cotrone! Cotrone!
LA SGRICIA Ha la gotta!
Tanto la Sgrida quanto Duccio sono scesi dalle loggette e ora
son davanti la villa, sullo spiazzo erboso, costernati. Dalla
porta appare Cotrone, ch'è un omone barbuto, dalla bella faccia
aperta, con occhioni ridenti splendenti sereni, la bocca fresca,
splendente anch'essa di denti sani tra il biondo caldo dei baffi
e della barba non curati.
Ha i piedi un po' molli e veste sbracato, un nero
giacchettone a larghe falde e larghi calzoni chiari, in capo ha
un vecchio fez da turco, e un po' aperta sul petto una camicia
azzurrina.
COTRONE Che cos'è? O non vi vergognate? Avete paura, e
vorreste farne?
MILORDINO Salgono in frotta! Son più di dieci!
QUAQUÈO No, sono otto, sono otto; li ho contati! Con la
donna!
COTRONE E allegri! C'è anche una donna? Sarà una regina
spodestata. E’ nuda?
QUAQUÈO (sbalordito) Nuda? No, nuda non mi è parsa.
COTRONE Nuda, sciocco! Su un carretto di fieno, una donna
nuda, coi seni all'aria e i capelli rossi sparsi come un sangue
di tragedia! I suoi ministri in bando la tirano, per sudar meno,
in maniche di camicia. Su, svegli, immaginazione! Non mi vorrete
mica diventar ragionevoli! Pensate che per noi non c'è pericoli,
e vigliacco chi ragiona! Perbacco, ora che vien la sera, il
regno nostro!
MILORDINO Già, ma se non credono a nulla...
COTRONE E tu hai bisogno che ti credano gli altri, per
credere a tè?
LA SGRICIA Seguitano a salire?
MILORDINO Non li arrestano i lampi! Non li arresta la
Mara!
DOCCIA Oh, se non giova, è uno spreco; spegnete!
COTRONE Ma sì, spegnete lassù! E basta con questi lampi!
Tu Mara, vien qua! Se non si spaventano, vuoi dire che sono dei
nostri e sarà facile intenderci. La villa è grande.
Colpito da un 'idea
Oh, ma aspettate!
A Quaquèo:
Hai detto che son otto?
QUAQUÈO Otto, si, m'è parso...
DOCCIA Se li hai contati! Che storie!
QUAQUÈO Otto, otto.
COTRONE E allora son pochi.
QUAQUÈO Otto e un carretto; ti pajono pochi?
COTRONE Tranne che gli altri si siano sbandati.
LA SGRICIA Briganti?
COTRONE Ma no, che briganti! Sta' zitta. Quando s'è
pazzi, tutto è possibile. Forse son loro.
DOCCIA Chi, loro?
QUAQUÈO Eccoli!
Spenti i lampi e il riflettore che illuminava Mara-Mara sul
parapetto del ponticello la scena è rimasta in un tenue chiaror
crepuscolare che diventa a poco a poco alba lunare.
Appajono dalla via dietro al cipresso il Conte, Diamante,
Cromo e il Battaglia generico-donna, della Compagnia della
Contessa.
Il Conte è un giovane pallido biondo, dall'aria smarrita e
molto stanca. Benché ormai poverissimo, come lo dimostra l'abito
- a tait - dì color cece assai logoro e anche qua e là
strappato, il panciotto bianco e il vecchio cappello di paglia,
conserva nei tratti e nei modi il deluso squallore d'una grande
nobiltà.
Diamante tocca la quarantina, e su un busto formoso piuttosto
esuberante, tiene ben piantata, con una certa spavalderia, una
testa dura, dipinta con violenza, armata dì tragiche
sopracciglia su due occhi densi e gravi, divisi da un naso
perentorio e sdegnoso. Agli angoli della bocca ha due virgolate
di peli nerissimi e qualche altro peluzzo metallico le
s'arriccia sul mento. Par sempre in procinto di scoppiare di
carità protettrice per quel povero giovane Conte sventurato e
d'indignazione per Ilse, sua moglie, di cui lo crede vittima.
Cromo ha una strana calvizie frontale e occipitale, poiché i
capelli di un color carota gli son rimasti come due triangoli
che si tocchino per le punte a sommo del capo; pallido,
lentigginoso e con gli occhi verdi chiari, parla con voce
cavernosa, col tono e coi gesti di chi è solito di pigliar bile
da ogni minimo incidente.
Il Battaglia, benché uomo, ha la faccia cavallina di una
vecchia zitella viziosa, tutta lezii da scimmia patita. Fa parti
da uomo e da donna, in parrucca s'intende, e anche da
suggeritore. Ma pur tra i segni del vizio, ha due occhi
supplichevoli e miti.
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CROMO Ah, grazie, amici! Bravi veramente! Non se ne
poteva più!
DOCCIA (stonato) Grazie? di che?
CROMO Come di che? Dei segni che ci avete fatti per
indicarci ch'eravamo giunti finalmente alla mèta.
COTRONE Ah, ecco, dunque! sono proprio loro!
BATTAGLIA (indicando Mara) Che coraggio, beata lei, la
signora!
CROMO Già, su quel parapetto di ponte! Meravigliosa! Con
l'ombrellino!
DIAMANTE E bellissimi i lampi! Quella fiamma verde sul
tetto!
QUAQUÈO Toh, guarda! L'hanno preso per teatro! Noi
facciamo i fantasmi...
MILORDINO Ci si son divertiti!
DIAMANTE I fantasmi! Che fantasmi?
QUAQUÈO Ma sì, le apparizioni, per spaventare la gente e
tenerla lontana!
COTRONE Zitti là!
A Cromo:
La Compagnia della Contessa? Lo stavo dicendo..
CROMO Eccoci qua!
DOCCIA La Compagnia?
BATTAGLIA ... gli ultimi resti...
DIAMANTE Nient'affatto! I capisaldi! Dici, per fortuna, i
capisaldi. E prima di tutti, qua, il signor Conte.
Gli prende una mano, e con l'altra dietro la spalla, come se
fosse un ragazzino.
Fatti avanti, prego!
COTRONE (porgendogli la mano) Ben arrivato, signor Conte!
CROMO (declamando) Ma senza più contea ne più contanti!
DIAMANTE {indignata} Quando la finirete, insomma, di
mancare di rispetto a voi stessi, umiliando...
IL CONTE (seccato} Ma no, cara, non m'umiliano...
CROMO Diciamo pur Conte, ma credi che, al punto in cui
siamo, è bene subito attenuare.
BATTAGLIA ... e «ultimi resti» io lo dicevo per me...
CROMO (per metterlo a posto} Tu sei modesto, lo sappiamo.
BATTAGLIA No, direi svagato piuttosto, per la stanchezza
e la fame.
COTRONE Ma troverete qua da riposarvi e... si, credo
anche da rifocillarvi un po'...
LA SGRICIA [pronta, fredda, recisa} Tutto spento in
cucina.
MARA-MARA Si potrà per questo riaccendere; ma facci
almeno sapere...
DOCCIA ... già, chi sono questi signori...
COTRONE Sì, subito.
Al Conte:
Ma la signora Contessa?
IL CONTE È qua, ma anche lei così stanca...
BATTAGLIA Non si regge più in piedi.
QUAQUÈO Quella sul carretto? Contessa?
facendo piattini delle mani e alzando un piede:
Abbiamo capito! Tu ci hai combinato di sorpresa una
rappresentazione!
COTRONE Ma no, amici miei; ora vi spiego...
QUAQUÈO Ma sì; tant'è vero che anche a loro, la nostra, è
parsa rappresentazione!
COTRONE Perché anche loro
son press a poco della nostra stessa famiglia. Ora sentirai!
Al Conte:
C'è da dare ajuto alla Contessa?
DIAMANTE Potrebbe fare lo sforzo di salire a piedi da sé!
IL CONTE (adirato, reciso, le grida subito in faccia} Ma
no, che non può!
CROMO II Lumachi sta raccogliendo le forze...
BATTAGLIA .. .le ultime forze...
CROMO ...per quest'ultima pettata.
COTRONE (premuroso) Ma posso dare anch'io una mano...
IL CONTE No, ci sono altri due, giù col Lumachi.
Piuttosto vorrei che lei ci dicesse. Qua
si guarda in giro, smarrito
siamo, vedo, in una vallata, alle falde d'una montagna...
CROMO E dove saranno gli alberghi?
BATTAGLIA ...e le trattorie?...
DIAMANTE II teatro dove dobbiamo recitare?
COTRONE Ecco, se mi lasciate dire, spiego tanto ai miei,
quanto a voi. Siamo tutti in errore, signori miei; ma non ci
dobbiamo confondere per cosi poco.
Si odono a questo punto dall'interno le voci dell'Attor
Giovane, di Sacerdote e di Lumachi che spingono il carretto di
fieno su cui giace la Contessa.
- Su, forza! forza!
- Siamo arrivati!
-
Piano, oh, piano! Non spingete troppo!
Si voltano tutti a guardare. Il carretto appare.
CROMO Ecco la Contessa!
IL CONTE Attenti al cipresso! Attenti al cipresso!
Accorre ad aiutare insieme
con Cotrone.
Lumachi, portato il carretto
sullo spiazzo, abbassa i due puntelli che stanno lungo le
stanghe, per modo che il carretto rimanga ritto su essi e sulle
ruote senza bisogno d'altro sostegno, ed esce dalle stanghe per
levarsi davanti.
Tutti gli altri restano a
guardar costernati la Contessa che giace sul verde di quel fieno
coi capelli sparsi, color di rame caldo, l'abito dimesso e
doloroso, di velo violaceo, scollato, un pò logoro, dalle
maniche ampie e lunghe, che facilmente ritraendosi le lasciano
scoperte le broccia.
MILORDINO Oh, Dio, com'è pallida...
MARA-MARA Pare morta...
SPIZZI Silenzio!
Ne ridono tutti così, la gente istruita che pure lo vede che
piango, e non se ne commuove...
COTRONE (riscuotendosi dallo stupore) Ah, ma voi state
recitando!
MILORDINO Oh bella!
MARA-MARA Recitano!
SACERDOTE Zitti! Ha attaccato, bisogna secondarla!
ILSE (seguitando)
...ne prova anzi fastidio, e:
«Stupida! Stupida!»
mi grida in faccia, perché non crede che possa esser vero
che il figlio mio la creatura mia...
Ma voi dovete credere a me;
vi porto le testimonianze;
son tutte povere donne,
povere madri come me,
del mio vicinato, che ci conosciamo tutte e sappiamo
ch'è vero
Agita una mano come per chiamare.
IL CONTE (chinandosi su lei, con dolcezza) No, smetti,
cara...
ILSE (con impazienza, agitando le mani) Le donne... le
donne...
IL CONTE Ma le donne, vedi? per ora non ci sono...
ILSE (come svegliandosi} Non ci sono? Perché? Dove
m'avete portata?
IL CONTE Siamo arrivati... Ora c'informeremo...
MILORDINO Come recitava bene!
LA SGRICIA Peccato, mi piaceva tanto...
DOCCIA A sentirli ridere così tutti insieme...
QUAQUÈO (a Cotrone) Lo vedi se è vero? lo vedi se è vero?
COTRONE Sicuro ch'è vero! Recitano. Che volete che
facciano? Son teatranti!
IL CONTE Per carità, non dica così davanti a mia moglie!
ILSE (scendendo dal carretto, con qualche filo di fieno
tra i capelli} Perché non dovrebbe dirlo? Lo dica anzi!
Mi fa piacere!
COTRONE Mi scusi, signora, io non ho inteso offendere...
ILSE (parlando come in delirio) Teatrante, si, teatrante!
Lui no,
indica il marito
ma io sì, nel sangue, di nascita! - E giù con me, ora, lui-
IL CONTE (cercando d'interromperla) Ma no, Dio, che dici?
ILSE Sì, giù con me, dai suoi palazzi di marmo, nelle
baracche di legno! ma anche in piazza, anche in piazza! Dove
siamo qua? Lumachi, dove sei? Lumachi? provati a sonar la
tromba! Vediamo di fare un po' di gente!
Guardandosi attorno, smarrita nel delirio e piena di orrore.
Oh Dio, ma dove siamo qua? dove siamo?
si ripara sul petto di Spizzi che le si è accostato.
COTRONE Non temete, Contessa, tra amici!
CROMO Ha la febbre: delira.
QUAQUÈO Ma è una contessa davvero?
IL CONTE Contessa: è mia moglie!
COTRONE Sta' zitto, Quaquèo!
MARA-MARA Ma se non ci fai sapere...
DOCCIA A noi pajono pazzi!
IL CONTE (a Cotrone) Siamo stati indirizzati a voi...
COTRONE Si, signor Conte, la prego di scusarli: mi sono
dimenticato di prevenirli; e quella parola l'ho usata per loro;
ma io so bene che...
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SPIZZI (appena ventenne, pallido, con occhi spiranti,
capelli biondi, forse un tempo ossigenati, ora scoloriti, bocca
a bocciuolo di rosa ma un pò offesa dal naso alquanto
ingombrante che le pende sopra; compassionevolmente elegante nel
suo sbiadito costume sportivo; calzoni a mezza gamba e
calzettoni di lana)
interrompendo:
Lei non sa nulla, non può saper nulla dell'eroico martirio di
questa donna!
ILSE (risentita e irruenta, staccandoglisi dal petto)
Ti proibisco di parlarne, Spizzi!
poi tutta vibrante di sdegno, investendo Cromo
Se non fossi nata attrice, capisci? Il mio schifo è questo, che
dobbiate esser voi, proprio voi i primi a crederlo e a farlo
credere agli altri... «Vuoi una buona scrittura? - Vénditi!»,
«Abiti, gioje? - Vénditi!» Anche per una sudicia lode in un
giornale!
CROMO (stordito) Ma che dici? Perché ti rivolgi a me?
ILSE Perché tu l'hai detto!
CROMO Io, l'ho detto? quando? Che ho detto?
IL CONTE (supplichevole alla moglie) Non avvilirti a
parlar di queste cose - tu! - è orribile!
ILSE No, caro; è bene anzi parlarne, ora che siamo alla
fine! Quando ci si riduce cosi, larve di quello che fummo...
A Cotrone, un momento, poi anche a tutti gli altri
Sa, si dorme tutti insieme... nelle stalle...
IL CONTE Non è vero...
ILSE Come non è vero? jeri...
IL CONTE Ma non era una stalla, cara; hai dormito su una
panca di stazione ferroviaria.
CROMO Sala d'aspetto di terza classe.
ILSE (a Cotrone, seguitando) Stirandosi, nel voltarsi
sull'altro fianco, parole scappano... si sparla...
A Cromo
Forse perché al bujo non si vede, credi che non si debba nemmeno
sentire? Io t'ho sentito!
CROMO Che hai sentito?
ILSE Una cosa che, là immersa tra quelle... non so se
erano ragnatele...
IL CONTE Ma no. Ilse, dove mai?
ILSE ... e allora lembi di tenebra che, nella febbre, mi
sbattevano fredde in faccia... si, si... col respiro...
A Cromo
Appena t'udii... - ihihìh, ihihìh, - ne risi cosi, ma n'ebbi
subito un brivido e serrai i denti; mi strinsi tutta in me per
non mettermi a guaire come una cagna bastonata...
Di scatto, a Cromo di nuovo
Non sentisti nemmeno questo riso?
CROMO Io no...
ILSE Si, che lo sentisti; ti parve d'un altro, al bujo;
non credesti che potessi essere io; d'un altro che
consentisse...
CROMO Io non ricordo nulla!
ILSE Io ricordo tutto!
SPIZZI Ma che disse infine?
ILSE Che per non patire quest'eroico martirio, come tu
dici, e non farlo patire anche a voi tutti - oh quanto sarebbe
stato meglio - disse...
CROMO {comprendendo alla fine e insorgendo) Ah! già! Ho
capito! ma questo l'abbiamo detto tutti, non io solo; e chi non
l'ha detto, l'ha pensato; scommetto, lui stesso!
indica il Conte.
IL CONTE Io? Che cosa?
ILSE ... che io, caro
gli prende il capo fra le mani
- qua, su questa nobile fronte -
si volge a Cromo
«alla spiccia», eh? dicesti proprio cosi.
CROMO... alla spiccia, alla spiccia, si, e non saremmo
ora cosi tutti alla fame!
ILSE ... avrei dovuto piantarti due magnifiche corna...
sta per allungare su la sua fronte il gesto di due corna,
ma è presa da un impeto incontenibile di sdegno e di schifo.
Ah!
E subito, interrompendo il laido gesto, lo cangia in un
sonoro manrovescio sulla guancia di Cromo; vacilla, cade a terra
in una violenta convulsione di riso e pianto insieme. Cromo si
ripara, stordito, la guancia offesa.
Tutti, sorpresi da quell'atto improvviso, si danno a parlare
simultaneamente, gli uni commentando, gli altri accorrendo a
soccorrere. Quattro gruppi: nel primo, in soccorso della
Contessa, il Conte, Diamante e Cotrone; nel secondo, Quaquèo,
Doccia, Mara-Mara e Milordino; nel terzo, Sacerdote, Lumachi, il
Battaglia e la Sgricia;
nel quarto, Spizzi e Cromo. Contemporaneamente i quattro
gruppi consumeranno le quattro battute assegnate a ciascuno.
IL CONTE Oh, Dio, impazzisce! Ilse, Ilse, per carità! Non
è possibile seguitare così!
DIAMANTE Calmati, calmati, Use! Fallo almeno per pietà di
tuo marito!
COTRONE Contessa... Contessa... Su, portiamola di là,
sarà meglio...
ILSE No, lasciatemi! lasciatemi! Voglio che intendano
tutti!
QUAQUÈO Che straccio di spettacolo! E poi dice di no!
DOCCIA È brava, oh! va per le spicce!
MARA-MARA Gliel'ha appioppato a quel Dio!
MILORDINO Ma di dove sono scappati?
BATTAGLIA Scava e scava, ci facciamo la fossa...
LUMACHI Pare impossibile che si debba cosi smaniare per
nulla!
SACERDOTE E pure vero che l'abbiamo detto tutti!
LA SGRICIA (segnandosi) Mi par d'essere in mezzo ai
turchi!
SPIZZI (a Cromo venendogli a petto} Vigliacco! Hai potuto
osare...
CROMO {spingendolo indietro) Levati tu! È tempo di
finirla!
SPIZZI «Alla spiccia!» per salvar la baracca... Tu
avresti venduto tua moglie!
CROMO Che baracca, imbecille! lo dicevo per quello che
s'uccise...
LA CONTESSA (sciogliendosi da coloro che vorrebbero
trattenerla e venendo avanti) L'avete detto tutti?
SPIZZI Ma no! Non è vero!
DIAMANTE Io non ho detto nulla.
BATTAGLIA E io nemmeno.
ILSE (al marito) E vero che l'hai pensato anche tu?
IL CONTE Ma no. Ilse! Tu farnetichi! Davanti a gente che
non si conosce...
COTRONE Ah, se è per questo, signor Conte...
ILSE Appunto, appunto per questo! Arrivati così...
COTRONE Non si dia pensiero di noi, siamo gente in
vacanza noi, e a cuore aperto, signora Contessa.
ILSE Contessa? Sono attrice - e ho dovuto ricordarlo a
lui
indica Cromo
come un titolo d'onore - a lui ch'è attore, come gli altri.
CROMO E non me ne vanto, no! e non hai da vantartene
neanche tu, davanti a me, sai? perché l'attore, io, l'ho fatto
sempre, e onoratamente, e t'ho seguita fin
qua; mentre tu ricordati che attrice, a un certo punto, non
volesti più essere!
IL CONTE Non è vero! Fui io a forzarla a ritirarsi dalle
scene.
CROMO E facesti benone, caro! Cosi avessi durato - tu
Conte, e io miserabile - non ti darei ora del tu!
alla Contessa
Avevi sposato un conte -
agli altri come tra parentesi
era ricco! -
di nuovo alla Contessa
non eri più un'attrice, da serbarti onesta, come orgogliosamente
avevi saputo serbarti (lo so, l'ho inteso che hai voluto dir
questo).
ILSE Questo, si, questo!
CROMO Ma hai voluto troppo vantartene, cara, della tua
onestà! Eri ormai contessa, santo Dio! E da contessa, le corna,
avresti potuto fargliele! Le contesse sono più generose: le
fanno. Quel disgraziato non si sarebbe ucciso, e tu stessa, e
lui poveretto, e noi tutti quanti non ci troveremmo ora così!
ILSE (che si tien ritta, rigida, quasi indurita, in un
convulso che le parte dalle viscere, sussultando, si rimette a
ridere, com'ha detto d'averne già riso) Ihihih, ihihìh, ihihih...
Leva le mani e coi due indici tesi allunga sulla fronte due
sperticate corna, dicendo convulsa, con voce cruda:
Quelle delle farfalle si chiamano antenne...
IL CONTE {con contenuto sdegno, facendosi incontro a
Cromo} Vattene! vattene! Tu non puoi più rimanere con noi!
CROMO Vado? e dove vuoi che vada ora? Con che mi paghi?
ILSE {subito al marito) Già, con che lo paghi? Lo senti?
Poi, rivolgendosi a Cotrone:
E tutto qui, signore: che non si riesce a far più la paga.
SPIZZI Ah, no! Ilse! Tu non puoi dire questo di noi!
ILSE Io lo dico per lui! Che c'entri tu?
CROMO Non è vero! Non puoi dirlo nemmeno per me! La paga?
Me ne sarei già andato da un pezzo, come gli altri. Sono ancora
qua, perché t'apprezzo. Parlo per la rabbia che mi fai, così
ancora...
ILSE [con un grido disperato} Ma che vuoi che faccia più?
CROMO Ah, ora lo so! Io dico prima! Prima che quello
s'uccidesse e diventasse per tè e per tutti noi il cancro che ci
ha mangiati fino all'osso. Guardateci:
cani spelati, affamati, randagi, cacciati da tutti a pedate... e
lei là, con quella testa levata e le ali cadute, come un
uccellino appeso, di quelli che si vendono a mazzo, legati per i
fori del becco...
QUAQUÈO Ma chi s'uccise?
La domanda cade nella commozione che le parole di Cromo hanno
suscitato nei suoi compagni. Nessuno risponde.
Inizio pagina
LA SGRICIA
Uno di loro?
ILSE {scorgendola, con un subitaneo moto di simpatia) No,
cara nonnina! Nessuno di loro. Uno ch'era di più, tra la gente.
Un poeta.
COTRONE Ah, no, signora: un poeta no, mi perdoni!
SPIZZI La Contessa parla di chi scrisse «La Favola del
figlio cambiato» che noi andiamo recitando da due anni.
COTRONE Appunto, ho indovinato...
SPIZZI E osa dire che non era un poeta?
COTRONE Se era; non si sarà ucciso per questo!
CROMO S'è ucciso perché amava lei!
Indica la Contessa
COTRONE Ah, ecco - e perché la signora - suppongo -
fedele al marito, non volle rispondere all'amore di lui. La
poesia non c'entra! Chi è poeta fa poesie: non s'uccide.
ILSE (accennando a Cromo) Dice che avrei dovuto
rispondere all'amore di lui, non ha inteso? Ormai contessa!
Quasi che l'abilità mi dovesse venir dal titolo...
IL CONTE .. .e non dal cuore !
CROMO Ma sta' zitto tu! Se l'amava anche lei!
ILSE Io?
CROMO SI, sì tu! anche tu! e questo agli occhi miei ti fa
più merito! Altrimenti, non mi spiegherei più nulla. E lui
indica il Conte
ora sconta il tuo sacrificio di non esserti arresa! Tant'è vero
che non si deve andar mai contro a ciò che il cuore comanda!
IL CONTE La vuoi insomma finire di mettere in piazza?
CROMO Giacché se ne parla... Non ho cominciato io.
IL CONTE Hai cominciato tu!
QUAQUÈO Tant'è vero, scusa, che ti sei preso uno
schiaffo!
Quest'ultima uscita di Quaquèo fa ridere.
ILSE Bravo, caro, uno schiaffo...
s'accosta a Cromo e gli carezza la guancia
che ora si cancella così... Il nemico non sei tu, anche se mi
metti in piazza.
CROMO Ma io no!
ILSE Sì, e m'accoltelli, davanti alla gente che sta a
guardarci.
CROMO T'accoltello? Io?
ILSE Eh, mi pare...
Volgendosi a Cotrone:
Ma è naturale... quando ci si scende in piazza...
al Conte:
Tu, poverino, vorresti serbare ancora la tua dignità..
Stai tranquillo, che finirà, sento che siamo alla fine...
IL CONTE Ma no. Ilse! Basterebbe che ora tu ti riposassi
un poco...
ILSE Che vuoi più nascondere? E dove? L'anima, se non hai
peccato, la puoi mostrare, come una bambina nuda o tutta
stracciata. Anche il sonno dagli occhi mi sento stracciato...
si guarda attorno, guarda infondo.
Qua è la campagna. Dio mio... e la sera... e questi che ci
stanno davanti...
al marito
L'amavo, hai inteso? e l'ho fatto morire. Questo, ormai, caro,
d'un morto che non ha avuto nulla da me, si può dire.
Si fa avanti a Cotrone.
Signore, mi par quasi un sogno, o un'altra vita, dopo la
morte... Questo mare che abbiamo traversato... Mi chiamavo
allora Ilse Paulsen...
COTRONE Lo so, Contessa...
ILSE Avevo lasciato un buon ricordo di me sulle scene...
IL CONTE [guardando male Cromo} Puro!
CROMO (scattando) Ma chi ha mai detto di no! Fu sempre
un'esaltata! Prima che lui la sposasse, si voleva far monaca, si
figuri!
SPIZZI Ah, lo sai dire? E pretendi che, diventata
contessa...
CROMO Ma ho spiegato bene perché l'ho detto!
ILSE Era per me un debito sacro!
Di nuovo a Cotrone:
Un giovane, suo amico,
indica il marito
poeta, venne a leggermi un giorno un'opera che stava scrivendo -
per me, - disse - ma senza più speranza, perché io non ero ormai
più attrice. L'opera mi parve così bella che (si volge verso
Cromo)
sì, me n'esaltai subito. (Di nuovo a Cotrone:)
Ma compresi bene (una donna fa presto ad accorgersi di queste
cose; voglio dire quando s'è fatto un pensiero su lei): voleva
col fascino dell'opera riattrarmi alla mia vita di prima; ma non
per l'opera; per sé, per avermi sua... Sentii che se l'avessi
disilluso subito, non avrebbe più portato il suo lavoro a fine.
E per la bellezza di quell'opera, non solo non lo disillusi, ma
alimentai fino all'ultimo la sua illusione. Quando l'opera fu
compiuta, mi ritrassi - ma già tutta in fiamme - da quel fuoco.
Se mi son ridotta così, come fate a non comprenderlo? Ha ragione
lui:
(indica Cromo)
non dovevo più liberarmene. La vita negata a lui, ho dovuto
darla alla sua opera. E lui stesso lo comprese
(indica il marito)
e consentì che ritornassi a recitare per adempiere a questo
debito sacro. Per quest'opera sola!
CROMO Consacrazione e martirio! Perché lui
indica il Conte
non n'è stato mai geloso, neanche dopo.
IL CONTE Non ne avevo motivo!
CROMO Ma non senti che per lei non è morto? Vuole che
viva! E lì, lacera come una mendica, ne sta morendo lei, sta
facendo morire noi tutti, perché lui - eh, lui - viva ancora!
DIAMANTE N'è geloso lui, invece!
CROMO Brava, sì, l'hai indovinato!
DIAMANTE Ma se ne siete tutti innamorati!
CROMO No, è dispetto e compassione!
ILSE {contemporaneamente a Spizzi} Vorrebbe avvilirmi e
mi esalta di più!
SPIZZI E il gusto di fare il cattivo, senza nemmeno
esserlo!
BATTAGLIA (contemporaneamente anche lui) Terremoto
dell'anima... Mi sento tutto dislogato...
LUMACHI (c.s. mettendosi a broccia conserte} Io domando
se questa è una situazione possibile!
ILSE (a Cromo) Certo che ne sto morendo! L'ho accettato,
come un'eredità! Benché debba dire che non mi parve in principio
che dovesse darmi a soffrire con la sua opera tutto questo
dolore, che aveva in sé, e che v'ho trovato...
COTRONE E quest'opera - in mezzo alla gente - perché d'un
poeta - è stata la vostra rovina? Ah come lo comprendo bene!
come lo comprendo bene!
BATTAGLIA Fin dalla prima rappresentazione...
COTRONE Nessuno volle saperne?
SACERDOTE Tutti contrarii
CROMO Fischi che ne tremarono i muri!
COTRONE Si, eh? Si, eh?
ILSE Lei ne gode?
COTRONE No, Contessa, è perché lo comprendo bene! L'opera
d'un poeta...
DIAMANTE Non valse nulla! Nemmeno lo stupore di scenarii
mai visti! Cani!
BATTAGLIA (con la sua solita aria sospirosa) E le luci!
Che luci!
CROMO Tutti i prodigi d'una messinscena spettacolosa!
Eravamo quarantadue, tra attori e comparse...
COTRONE E vi siete ridotti in cosi pochi?
CROMO (mostrando l'abito) ...e così...! L'opera d'un
poeta...
IL CONTE (con amaro sdegno) Anche tu!
CROMO (mostrando il Conte) E tutto un patrimonio
consumato!
IL CONTE Non me ne pento! L'ho voluto!
ILSE Quest'è bello! Degno di tè!
IL CONTE Ma no, io non sono un esaltato; io ho creduto
veramente nell'opera...
COTRONE Ah ma sa, io ho detto «l'opera d'un poeta» non
per sdegnarla, signora; al contrario! per sdegnare la gente che
le s'è voltata contro!
IL CONTE Avvilire l'opera è per me avvilire lei
(indica la moglie)
avvilire il prezzo che ha per me quanto lei ha fatto! L'ho
pagato con tutto il mio patrimonio, e non me ne importa, non me
ne pento! Purché lei stia in alto però, e questa condizione in
cui mi sono ridotto sia nobilitata almeno dalla bellezza e dalla
grandezza dell'opera; se no... se no, tutto il disprezzo della
gente... lei lo capisce... e le risa... (resta come affogato
dalla commozione)
COTRONE Ma io l'ho in odio, questa gente, signor Conte!
Vivo qua per questo. E in prova, vedono?
mostra il fez che dall'arrivo degli ospiti tiene in mano e se
lo caccia in testa
ero cristiano, mi son fatto turco!
LA SGRICIA Non tocchiamo, o oh! non tocchiamo la
religione!
COTRONE Ma no, cara, niente da veder con Maometto! Turco,
per il fallimento della poesia della cristianità. Ma è stata
dunque tanta, Dio mio, l'inimicizia?
IL CONTE No, non è vero, abbiamo anche trovato amici qua
e là...
SPIZZI ...pieni di fervore...
DIAMANTE {cupa) ...ma pochi!
CROMO ...e le imprese ci han disdetto i contratti e
negato i teatri nelle grandi città con la scusa della compagnia
cosi ridotta, senza più attrezzi ne costumi.
IL CONTE Non è vero! Abbiamo ancora con noi tutto
quant'occorre per la rappresentazione!
BATTAGLIA I costumi sono là nei sacchi.
LUMACHI ...sotto il fieno...
SPIZZI ...e del resto, non sono necessari!
CROMO E le scene?
IL CONTE S'è sempre rimediato finora!
BATTAGLIA Le parti si ripiegano; io faccio da uomo e da
donna...
CROMO Questo anche fuori della parte!
BATTAGLIA (con un gesto donnesco della mano) Maligno!
SACERDOTE Insomma, facciamo di tutto!
DIAMANTE E non se ne lascia fuori nulla! Quello che non
si può più rappresentare, lo si legge.
SPIZZI E la bellezza del lavoro è tanta, che nessuno bada
agli attori e agli accessori che mancano!
IL CONTE {a Cotrone) Ma non manca nulla, non stia a
credere, non manca nulla! È sempre il gusto maledetto di
buttarci a terra da noi stessi!
COTRONE Io ammiro il suo animo, signor Conte; ma creda
che con me non ha bisogno di far valere la bellezza dell'opera e
la bontà dello spettacolo. Loro sono stati indirizzati a me da
un mio lontano amico, che probabilmente non ha fatto a tempo, o
non ha trovato il modo, di comunicare a loro il consiglio
ch'io gli davo di impedire che s'avventurassero fin qua.
IL CONTE Ah si? Perché?
SPIZZI Nulla da fare qua?
CROMO Ve lo dicevo io?
LUMACHI Eh, mi pareva assai! Sulle montagne!
COTRONE Abbiano pazienza; non si perdano d'animo;
combineremo qualcosa!
DIAMANTE Ma dove, scusi? Se qua non c'è niente!
COTRONE In paese, no, di certo; e se vi avete lasciato la
roba, sarà meglio ritirarla.
IL CONTE Ma non c'è un teatro nel paese?
COTRONE C'è, sì, ma per i topi, signor Conte, è sempre
chiuso. Anche se fosse aperto non ci andrebbe nessuno.
QUAQUÈO ...pensano d'abbatterlo...
COTRONE ...Si, per farci un piccolo stadio...
QUAQUÈO ...Per le corse e le lotte...
MARA-MARA No, no, ho sentito che ci vogliono fare il
cinematografo!
COTRONE Non ci pensi neppure!
IL CONTE E allora dove? Qua non c'è abitato...
DIAMANTE Dove siamo venuti a sbattere?
SPIZZI Ci hanno raccomandato a lei...
COTRONE ...e io sono qua, tutto per loro, con questi miei
amici. Non si confondano: vedremo, studieremo; troveremo.
Intanto, se vogliono entrare nella villa... Saranno stanchi.
Provvederemo ad alloggiarli alla meglio per questa sera. La
villa è capace.
BATTAGLIA ...e per un boccone di cena...
COTRONE Ma sarà bene che prendano un po' regola da noi.
BATTAGLIA sarebbe a dire?
DOCCIA Fare a meno di tutto e non aver bisogno di nulla.
QUAQUÈO Ma non li spaventare!
BATTAGLIA E quando si ha bisogno di tutto?
COTRONE Entrino! Entrino!
BATTAGLIA ...come si fa senza nulla?
COTRONE Signora Contessa...
Ile, abbandonata sulla panchina, fa cenno di no col capo
...lei no?
QUAQUÈO (a Doccia) Hai visto? Non vuole più entrare.
IL CONTE Sì, più tardi. (A Cotrone:)
Ora attenda agli altri, se crede.
DIAMANTE Ma sei di parere che si debba accettare?
CROMO Eh, almeno riparati! Che vorresti restare qua
all'umido della notte?
BATTAGLIA E bisognerà pur mangiare qualche cosa!
COTRONE Ma sì, ma sì! Si troverà. Pensaci tu, Mara-Mara.
MARA-MARA Sì, sì, venite, venite!
LUMACHI Certo rifare tutta la strada per ritornare al
paese non si potrà. Ho il carretto, ma grazie, lo tiro!
SACERDOTE (a Battaglia, avviandosi per entrare nella
villa} Se mangi poco, dormi meglio.
BATTAGLIA In principio, sì! ma poi ti comincia lo
struggimento, caro mio, che ti rompe il sonno e lo stomaco!
COTRONE {a Lumachi) II carretto può restare qua fuori.
(A Doccia:)
Tu Duccio, pensa ad assegnare i posti.
SPIZZI Per la Contessa!
CROMO Ma ce ne sarà per tutti, si spera!
MILORDINO Per tutti, per tutti! Camere ce n'è d'avanzo.
LA SGRICIA (a Cotrone} Oh, ma la mia no, la mia, bada,
non la cedo a nessuno!
COTRONE Ma sì, la tua, si sa, sta' tranquilla! C'è
l'organo: è la chiesa.
QUAQUÈO {spingendoli, divertito) Andiamo, su! Andiamo! Ci
divertiremo! Io faccio il ragazzino! Ballo come un gatto sulla
tastiera dell'organo!
Entrano tutti nella villa, tranne Ilse, il Conte e Cotrone.
Pausa momentanea