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Teatro - 1928

La nuova colonia

da Biblioteca dei Classici Italiani

Introduzione

Prologo

Atto primo

Atto secondo

Atto terzo

Pirandello - Teatro - Indice

INTRODUZIONE

CRONOLOGIA

 Atti unici

●●  DUE atti

●●●  tre atti

1892 ●

La morsa

1895 ●●●

La ragione degli altri

1906 ●●●

Tutto Per bene

1910 ●

Versione Inglese

Lumie di Sicilia

1911 ●

Il dovere del medico

1913 ●

Cecè

1916 ●

All'uscita

1916 ●●●

Liolà

1916 ●●●

Pensaci Giacomino!

1917 ●●●

Il Piacere Dell'Onestà

1917 ●●●

L'Innesto

1917 ●●●

Versione Inglese

Cosi è (se vi pare)

1917 ●

La patente

1918 ●●●

Ma non è una cosa seria

1918 ●●

Il berretto a sonagli

1918 ●●●

Il giuoco delle parti

1919 ●●●

Come prima, maglio di prima

1919 ●●●

L'uomo, la bestia e la virtù

1920 ●●●

La signora Morli, uno e due

1921 ●●●

Versione Inglese

Versione Spagnola

Sei personaggi in cerca d'autore

1922 ●●●

Versione Inglese

Versione Spagnola

Enrico IV

1922 ●●●

Vestire gli ignudi

1922 ●

L'imbecille

1923 ●●●

La vita che ti diedi

1923 ●

L'altro figlio

1923 ●  

Versione Spagnola

L'uomo dal fiore in bocca

1924 ●●

Ciascuno a suo modo

1925 ●

La giara

1925 ●

Sagra del signore della nave

1926 ●●●

L'amica delle mogli

1926 ●●●

Diana e la tuda

1928 ●

Bellavita

1928 - Mito ●●●

La nuova colonia

1928 - Mito ●●●●●

Scamandro

1929 - Mito ●●●

Lazzaro

1929 - ●●●

O di uno o di nessuno

1929 ●

Sogno (ma forse no)

1930 ●●●

Questa sera si recita a soggetto

1932 ●●●

Quando si è qualcuno

1932 ●●●

Trovarsi

1932 ●●●

I giganti della montagna

1934 ●●●

Non si sa come

 

 

 

teatro  - 1928 - La nuova colonia - mito e prologo in tre atti 

personaggi ed introduzione

 

PERSONAGGI

 

La Spera

Mita

La Dia

Marella

Sidora

Nela

Currao

Crocco

Tobba

Padron Nocio

Dorò

Papìa

Fillicò

Burrania Quanterba

Trentuno

Ciminudù

Osso-di-Seppia

Il Riccio

Nuccio d’Alagna

Bacchi-Bacchi

Filaccione

Pallotta

Giovane contadino

Marinaj

Pescatori

Uomini della ciurma

Guardie di dogana

Due donne

 

 

INTRODUZIONE

 

La nuova colonia è un mito sociale, il primo dei “miti” pirandelliani – composto nel 1928 – cui seguiranno con Lazzaro il mito religioso e con I giganti della montagna il mito dell’arte.
Testo pochissimo frequentato - a differenza dei "Giganti" di cui a distanza di anni si ha memoria dello storico allestimento firmato da Giorgio Strehler - La nuova colonia da tempo ci attira per almeno due motivi.
Il carattere popolare del testo, a partire dalla sua ambientazione (un borgo di pescatori, squallido e francamente non ben frequentato), così distante dalle ambientazioni borghesi che caratterizzano i testi più noti del drammaturgo siciliano (da Così è (se vi pare) a Come tu mi vuoi, dal Berretto a sonagli all’Enrico IV) o quelli metateatrali e surreali dei Sei personaggi in cerca d’autore o di Questa sera si recita a soggetto; l’aria che si respira nella Nuova colonia è più simile a quella di Liolà o della Giara, quindi più vicina alle novelle (anche sul piano cronologico), con una sottolineatura, però, più forte della componente drammatica, se non addirittura tragica.

 

Il profilo dei personaggi è forte e carico di passionalità, anzi proprio la repressione degli istinti si pone ad un certo punto come elemento catalizzante della narrazione.
Poveri, ladri e prostitute popolano La nuova colonia: un nucleo di diseredati, spinto con forza ai margini della società, che decide di cambiar vita e di esiliarsi da sé, per costruire una nuova società, un nuovo mondo, che se a primo acchito sembra prendere il carattere della ribellione, ad un’attenta lettura si rivela come ferma volontà di redenzione: darsi una seconda opportunità di liberarsi da un passato di illegalità, darsela da sé questa opportunità visto che la cosiddetta società civile non ci pensa neanche, avendoli marchiati a vita come reietti.

 

E qui risiede il secondo motivo d’attrazione: la riflessione sulla possibilità di ricreare una comunità garantendo regole giuste e democratiche. Impresa ardua, quasi impossibile: la ferinità dell’animo umano tende ad avere la meglio, nonostante i tentativi più puri; la convivenza ribalta addirittura i valori individuali, facendo prevalere l’interesse ed un costante stato d’emergenza.
Una tematica quindi di un’attualità impressionante, addirittura profetica: è il 1928, data spartiacque fra le due guerre che hanno devastato l’Europa: la prima non avrebbe insegnato niente, visto che dopo vent’anni la “civiltà” sarebbe nuovamente caduta vittima di se stessa.

 


Trama da Wikipedia

Un gruppo di emarginati dalla società civile decide di fondare una colonia su un'isola vulcanica deserta, per creare una nuova società più giusta e libera.

Capo della comunità sarà Currao con la sua donna, La Spera, un ex prostituta che si è riscattata dalla precedente vita dal momento in cui è diventata madre.

Tutto sembra andare per il meglio quando sull'isola sbarca con donne e denaro, padron Nocio, il cui intento è quello di far fallire quel singolare esperimento, dimostrando come gli uomini rimangano sempre attratti dal male e dai loro istinti egoistici.

Infatti La Spera torna ad essere la prostituta che era, mentre Currao l'abbandona per sposare Mita, la figlia di Padron Nocio. Alla nuova coppia manca però un figlio che troverà in quello già nato dalla relazione di Currao con La Spera. La donna però si oppone con tutte le sue forze a che le venga tolto il figlio per renderlo legittimato dal matrimonio di Currao.

La natura interverrà in aiuto e a difesa della violata maternità naturale, più forte e giusta di quella legale, scatenando un terremoto che ingoierà l'intera isola, lasciando come unici sopravvissuti La Spera con il suo figliolo.

 

 

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