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Commedia in un atto - 1925

 

Nel 1925 Pirandello assume la direzione artistica del  "Teatro  d'Arte di Roma",  fondato da un gruppo di giovani scrittori tra cui il figlioStefano. L'attività  del  teatro  ha  inizio  il  4  aprile  con  la rappresentazione,  nella  piccola  sala  Odescalchi,  della "Sagra del Signore della Nave",  atto unico ricavato dalla  novella  "Il  Signore della  Nave".  Pubblicato  dalla rivista "Il Convegno" il 30 settembre 1924 (con illustrazioni che riproducono i bozzetti dei costumi), viene successivamente presentato in  volume  con  gli  atti  unici  "L'altro figlio" e "La giara" (Bemporad, Firenze, 1925).

 

Risalta,  in  questo  atto  unico,  l'interesse  pirandelliano  per la scenografia,  il desiderio di una  partecipazione  della  platea  alla rappresentazione,  l'ansia  di  cercare  soluzioni corali e affrontare difficili problemi scenici.  Scrive Italo Siciliano: "Pirandello  fece di  tutto per interessare e possibilmente erudire i suoi spettatori... fu abile come nessuno nel suscitarne la curiosità e nel tenerne  desta l'attenzione...  gli  presentò 'miti' e apologhi...  abolì le distanze fra palcoscenico e platea... Per la rappresentazione di questa "Sagra" ricorre alla novità tecnica, al trucco, alla 'ficelle'...". Neppure  Pirandello  sfuggì  al  gusto  prettamente dannunziano di ribattezzare poeticamente luoghi e persone;  e per questa "Sagra" si è ispirato  a  un'antica  leggenda  fiorita  intorno alla dugentesca chiesetta  di  San  Nicola,  che sta in una piccola valle non distante dalle maestose rovine dei templi di Agrigento. La trama è esile, ma le intenzioni dell'autore mirano a una conclusione precisa: l'esaltazione e il trionfo dello spirito sulla materia.

 

 E' un giorno di festa: una folla paesana colorita e  vivace  si  muove tra le baracche della fiera campestre - marinai, prostitute, venditori ambulanti  vanno  e  vengono  tra i canti,  le grida degli imbonitori, quasi una musica stridula e penetrante. E' un susseguirsi di scenette vivide, di minuscoli quadri, tra i quali uno spicca in particolare. Ha come centro tematico il grasso signor Lavaccara, amaramente pentito di aver  mandato  allo  scannatoio  un maiale da lui detto Nicola;  e che piange il  ricordo  della  sua  misteriosa  intelligenza.  Un  giovane pedagogo  vuol  fargli osservare come solo gli uomini,  non le bestie, possiedano  un'intelligenza, e  tenta  riferirsi  a  una  dignità  e compostezza di quanti li circondano.

 

Purtroppo la tesi non è valida. I due protagonisti, guardandosi intorno, vedono soprattutto la violenza, le  forme  orgiastiche,  le sensualità ribalde alle quali cede,  ormai scatenata, la folla.Ma all'arrivo della processione e ai solenni rintocchi  della  campana della  chiesa,  tutti  cadono  in  ginocchio  e si mettono a recitare, spaventati, il "mea culpa".

Scrive Gino De Sanctis, nel commento alla rappresentazione svoltasi ad Agrigento,  nella piccola valle sotto la chiesa evocata da  Pirandello (1951,  regia di Tatiana Pavlova,  coreografie di Lajos Houdj): "Si sa che questo dramma [...] è denso, teso, oscuro,  senza respiro.  Quando molti  anni  fa,  con  la  "Sagra",  si  volle  inaugurare  il  teatro Odescalchi,  il corale dette gravi  dispiaceri  a  Pirandello  e  agli organizzatori  dello  spettacolo. Ma  la  Pavlova  [...] ha ritentato l'impresa e ha  voluto,  nel  grumo  chiuso  della  materia  teatrale, dipanarne le fila  e  stenderle  alla  comprensione  del  pubblico agrigentino.  Ha usato ogni mezzo: ha piantato le sue  tende  teatrali sotto le mura di San Nicola...  ha mosso con magistrale bravura cortei di miracolati,  processioni di pellegrini,  colonne di  ballerini;  ha animato  la  vicenda con diciotto pezzi musicali,  fuochi d'artificio, giostre luminose...


Il successo non poteva essere più lusinghiero: sia la rappresentazione considerata una prova generale, sia la 'prima' che ha aperto le onoranze nazionali a Pirandello,  hanno avuto un pubblico numerosissimo e plaudente...  Il pubblico, sconcertato nel primo tempo dall'ermetismo del dialogo...  e dalla messa in scena tutta trovate  e sorprese,  è stato poi - esattamente secondo le intenzioni dell'autore - obbligato a sentirsi partecipe della "Sagra";  alla fine ha  accolto con  sinceri  e  commossi  applausi la conclusione filosofica e morale dell'opera».

 

1925

INTRODUZIONE
ATTO UNICO

IL TEATRO DI PIRANDELLO

 Atti unici

●●  DUE atti

●●●  tre atti

INTRODUZIONE

CRONOLOGIA

1892 ●

La morsa

1895 ●●●

La ragione degli altri

1906 ●●●

Tutto Per bene

1910 ● Versione Inglese

Lumie di Sicilia

1911 ●

Il dovere del medico

1913 ●

Cecè

1916 ●

All'uscita

1916 ●●● 

Liolà

1916 ●●●

Pensaci Giacomino!

1917 ●●●

Il Piacere Dell'Onestà

1917 ●●●

L'Innesto

1917 ●●● Versione Inglese

Cosi è (se vi pare)

1917 ●

La patente

1918 ●●●

Ma non è una cosa seria

1918 ●●

Il berretto a sonagli

1918 ●●●

Il Giuoco Delle Parti

1919 ●●●

Come prima, maglio di prima

1919 ●●●

L'uomo, la bestia e la virtù

1920 ●●●

La signora morli, uno e due

1921 ●●● Versione Inglese Versione Spagnola

Sei Personaggi In cerca D'Autore

1922 ●●● Versione Inglese Versione Spagnola

Enrico IV

1922 ●●●

Vestire gli ignudi

1922 ●

L'imbecille

1923 ●●●

La vita che ti diedi

1923 ●

L'altro figlio

1923 ● Versione Spagnola

L'uomo dal fiore in bocca

1924 ●●

ciascuno a suo modo

1925 ●

La Giara

1925 ●

Sagra del signore della nave

1926 ●●●

L'amica delle mogli

1926 ●●●

Diana e la tuda

1928 ●

Bellavita

1928 - Mito ●●●

la nuova colonia

1928 - Mito ●●●●●

Scamandro

1929 - Mito ●●●

Lazzaro

1929 - ●●●

O di uno o di nessuno

1929 ●

Sogno (ma forse no)

1930 ●

Questa sera si recita a soggetto

1932 ●●●

Quando Si è Qualcuno

1932 ●●●

Trovarsi

1932 ●●●

i giganti della montagna

1934 ●●●

Non si sa come