Voci d'un terzo crocchio (attorno ai
critici drammatici): - Ma sono pazzie! Ma dove siamo!
- Voi che siete critici di professione, illuminateci.
Primo critico: Mah! L'atto è vario. C'è forse del
superfluo.
Uno del crocchio: Tutta quella
disquisizione sulla coscienza!
Secondo critico: Signori miei, siamo ancora al
primo atto!
Terzo critico: Ma diciamo la verità! Vi par
lecito, scusate, distruggere così il carattere dei personaggi?
condurre l'azione a vento, senza né capo né coda? ripigliare il
dramma, come a caso, da una discussione?
Quarto critico: Ma la discussione è appunto su
questo dramma. È il dramma stesso!
Secondo critico: Che appare del resto vivo, in
fine, nella donna!
Terzo critico: Ma io vorrei vedere rappresentato
il dramma, e basta!
Uno dei favorevoli: E la donna è disegnata benissimo!
Uno dei contrari: Dici piuttosto che l'ha resa a
meraviglia la...
nominerà l'attrice che avrà fatto la parte della Morello.
Quello che si spicca (ritornando al primo crocchio):
Il dramma però è vivo, vivo nella donna! Questo è
innegabile! Lo dicono tutti!
Uno del primo crocchio (rispondendogli,
indignato): Ma va' là! Se è tutta una matassa arruffata di
contraddizioni!
Un altro (investendolo a sua volta): È
la solita casistica! Non se ne può più
Un terzo (c.s.): Tutte, tutte trappole
dialettiche! Acrobatismi cerebrali!
Quello che si spicca (allontanandosi per accostarsi al
secondo crocchio): Eh sì, veramente sì, la solita casistica!
È innegabile. Lo dicono tutti!
Quarto critico (al terzo): Ma che
caratteri, ormai, fammi il piacere! dove li trovi nella vita, i
caratteri?
Terzo critico: Oh bella! Per il solo fatto che
esiste la parola!
Quarto critico: Parole, appunto, parole, di cui si
vuol mostrare l'inconsistenza!
Quinto critico: Ma io domando, ecco, se il teatro
che, salvo errore, dev'esser arte -
Uno dei contrari: - benissimo! poesia! poesia!
Quinto critico: - debba essere invece controversia
- ammirevole, sì, non dico di no - contrasto, urto d'opposti
ragionamenti, ecco!
Uno dei favorevoli: Ma si fanno qua, mi pare, i
ragionamenti! Sul palcoscenico non me ne sono accorto! Se per
voi è ragionamento la passione che sragiona...
Uno dei contrari: Qua c'è un illustre autore: dica lei!
dica lei!
Il vecchio autore fallito: Ah, per me, lo volete,
tenetevelo! Quel che ne penso lo sapete.
Voci: No, dica! dica!
Il vecchio autore fallito: Ma piccole
sollecitudini intellettuali, signori miei, di quelle... di
quelle... - come vorrei dire? - problemucci filosofici da
quattro al soldo!
Quarto critico: Ah questo poi no!
Il vecchio autore fallito (grandeggiando):
E nessun profondo travaglio di spirito, che nasca da forze
ingenue e veramente persuasive!
Quarto critico: Ah sì, le conosciamo! le
conosciamo, codeste forze ingenue e persuasive!
Un letterato che sdegna di scrivere:
Quello che, secondo me, offende sopra tutto è il poco garbo -
ecco.
Il secondo critico: Ma no; anzi, questa volta mi
pare che circoli nell'atto un po' più d'aria del solito!
Il letterato che sdegna di scrivere:
Ma nessuna vera discrezione artistica, via! A scrivere, così,
saremmo tutti buoni!
Quarto critico: Io, per me, non voglio anticipare
il giudizio, ma vedo lampi, guizzi. Ecco, ho l'impressione come
d'uno sbarbagliare di specchio impazzito.
Da sinistra arriverà a questo punto il clamore violento, come
d'un tumulto. Si griderà: - «Sì, manicomio, manicomio!». -
«Macchina! Trucco! trucco!» - «Manicomio! manicomio!» - Molti
accorreranno gridando: «Che avviene di là?».
Lo spettatore irritato: Ma possibile che a ogni prima di
Pirandello debba avvenire il finimondo?
Lo spettatore pacifico: Speriamo che non si bastonino!
Uno dei favorevoli: Oh badate che è una bella sorte
davvero! Quando venite ad ascoltare le commedie degli altri
autori, vi abbandonate sulla vostra poltrona, vi disponete ad
accogliere l'illusione che la scena vi vuol creare, se riesce a
crearvela! Quando venite invece ad ascoltare una commedia di
Pirandello, afferrate con tutte e due le mani i bracciuoli della
poltrona, così, vi mettete - così - con la testa come pronta a
cozzare, a respingere a tutti i costi quel che l'autore vi dice.
Sentite una parola qualunque - che so? «sedia» - ah perdio,
senti? ha detto «sedia»; ma a me non me la fa! Chi sa che cosa
ci sarà sotto a codesta sedia!
Uno dei contrari: Ah, tutto, tutto - d'accordo! - tranne
un po' di poesia però!
Altri contrari: Benissimo! benissimo! E noi
vogliamo un po' di poesia! di poesia!
Un altro dei favorevoli: Sì, andate
a cercarla sotto i sediolini degli altri, la poesia!
I contrari: Ma basta con questo nihilismo spasmodico! - E
questa voluttà d'annientamento!
- Negare non è costruire!
Il primo dei favorevoli (investendo):
Chi nega? Negate voi!
Uno degli investiti: Noi? Non abbiamo mai detto,
noi, che la realtà non esiste!
Il primo dei favorevoli: E chi ve la nega,
la vostra, se siete riusciti a crearvela?
Un secondo: La negate voi agli altri, dicendo che
è una sola -
Il primo: - quella che pare a voi, oggi -
Il secondo: - e dimenticando che jeri vi pareva un'altra!
Il primo: Perché la avete dagli altri, voi, come una
convenzione qualunque, parola vuota: monte, albero, strada,
credete che ci sia una «data» realtà; e vi sembra una frode
se altri vi scopre ch'era invece un'illusione! Sciocchi! Qua
s'insegna che ciascuno se lo deve costruire da sé il terreno
sotto i piedi, volta per volta, per ogni passo che vogliamo
dare, facendovi crollare quello che non v'appartiene, perché non
ve l'eravate costruito da voi e ci camminavate da parassiti, da
parassiti, rimpiangendo l'antica poesia perduta!
Il barone Nuti (che sarà sopravvenuto da sinistra,
pallido, contraffatto, fremente, in compagnia di altri due
spettatori, che cercheranno di trattenerlo): E un'altra cosa
però mi pare che s'insegni qua, caro signore: a calpestare i
morti e a calunniare i vivi!
Uno dei due che l'accompagnano (subito, prendendolo
sotto il braccio per trascinarlo via): Ma no, vieni via!
vieni via!
L'altro accompagnatore (contemporaneamente c.s.):
Andiamo, andiamo! Per carità, lascia andare!
Il barone Nuti (mentre se lo trascineranno verso
sinistra, si volterà a ripetere convulso): Calpestare i
morti e calunniare i vivi!
Voci di curiosi (tra la sorpresa
generale): - Ma chi è?
- Chi è?
- Che faccia, oh!
- Pare un morto!
- Un pazzo!
- Chi sarà?
Lo spettatore mondano: È il barone Nuti! il barone Nuti!
Voci di curiosi: - E chi lo conosce? - Il
barone Nuti? - Perché ha detto così?
Lo spettatore mondano: Ma come! Nessuno ha capito ancora
che la commedia è a chiave?
Uno dei critici: A chiave? Come, a chiave?
Lo spettatore mondano: Ma sì! Il caso della Moreno! Tal
quale! Tolto di peso dalla vita!
voci: - Della Moreno?
- E chi è?
- Eh via! La Moreno, l'attrice che è stata in Germania tanto
tempo!
- Tutti sanno chi è, a Torino!
- Ah già! Quella del suicidio dello scultore La Vela, avvenuto
qualche mese fa!
- Oh guarda! guarda! E Pirandello?
- Ma come! Pirandello si mette a scrivere adesso commedie a
chiave?
- Pare! eh, pare!
- Non è la prima volta!
- Ma è legittimo trarre dalla vita l'argomento d'un'opera
d'arte!
- Già, quando con essa, come ha detto quel signore, non si
calpestino i morti e non si calunnino i vivi!
- Ma quel Nuti chi è?
Lo spettatore mondano: Quello per cui s'è ucciso il La
Vela! e che doveva essere appunto suo cognato!
Un altro dei critici: Perché si mise
veramente con la Moreno? alla vigilia delle nozze?
Uno dei contrari: Ma allora il fatto è identico! È
enorme, perdio!
Un altro: E ci sono dunque in teatro gli attori
del dramma vero, della vita?
Un terzo (alludendo al Nuti e indicando perciò
verso sinistra): Eccolo là, uno!
Lo spettatore mondano: E la Moreno è su, nascosta in un
palchetto di terza fila! S'è riconosciuta subito nella commedia!
La tengono, la tengono, perché pare veramente impazzita! Ha
lacerato coi denti tre fazzoletti! Griderà, vedrete! Farà
qualche scandalo!
voci: - Sfido! Ha ragione!
- A vedersi messa in commedia!
- Il proprio caso sul palcoscenico!
- E anche quell'altro! Perdio, m'ha fatto paura!
- Ah, finisce male! finisce male!
Si sentiranno squillare i campanelli che annunziano la
ripresa della rappresentazione.
- Oh suonano! suonano!
- Comincia il secondo atto!
- Andiamo a sentire! andiamo a sentire!
Movimento generale verso l'interno della sala, con sommessi
confusi commenti alla notizia che man mano si diffonde.
Resteranno un po' indietro tre dei favorevoli, in tempo per
assistere, nel corridojo già sgombrato dal pubblico,
all'irruzione da sinistra della Moreno, scesa dal suo palchetto
di terza fila e trattenuta da tre amici che vorrebbero condurla
fuori del teatro per impedirle di fare uno scandalo. Gli usceri
del teatro, dapprima impressionati, faranno poi cenni di tacere
perché non sia disturbata la rappresentazione. I tre spettatori
favorevoli si terranno in disparte ad ascoltare, stupiti e
costernati.
La Moreno: No, no, lasciatemi! lasciatemi!
Uno degli amici: Ma è una pazzia! Che vorreste
fare?
La Moreno: Voglio andare sul palcoscenico!
L'altro: Ma a far che? Siete pazza?
La Moreno: Lasciatemi!
Il terzo: Andiamo via piuttosto!
Gli altri due: Sì, sì, via! via! -
Lasciatevi persuadere!
La Moreno: No! Voglio punire, debbo punire quest'infamia!
Il primo: Ma come? Davanti a tutto il pubblico?
La Moreno: Sul palcoscenico!
Il secondo: Ah no, perdio! Non vi lasceremo commettere
questa pazzia!
La Moreno: Lasciatemi, vi dico! Voglio andare sul
palcoscenico!
Un terzo: Ma gli attori sono già in iscena!
Il primo: Il second'atto è cominciato!
La Moreno (subito, cambiando): È
cominciato? Voglio sentire allora! Voglio sentire!
E farà per ritornare verso sinistra.
Gli amici: - Ma no, andiamocene! - Date ascolto a noi! -
Sì, sì, via! via!
La Moreno (trascinandoseli dietro): No, risaliamo!
risaliamo in palco, subito! Voglio sentire! Voglio sentire!
Uno degli amici (mentre scompariranno da
sinistra): Ma perché volete seguitare a straziarvi?
Uno degli usceri (ai tre spettatori
favorevoli): Son matti?
Il primo dei favorevoli (agli altri due):
Avete capito?
Il secondo: E la Moreno?
Il terzo: Ma dite un po', Pirandello è sul
palcoscenico?
Il primo: Io scappo a dirgli che se ne vada. Questa sera
non finisce bene certamente!
TELA
Inizio pagina