Home Page

Italiano

Deutsch

English

Sicilianu

Français

Portugues

Español

E-Mail

ShakespeareWeb

 

< MENU >

> La Biografia

> La Poetica

> La Storia

> Teatro

> Romanzi

> Novelle

> Poesie

> Scritti

> Discorsi

> tematiche

> Audiolibri

> Nobel

> youtube

Tragedia in tre atti - 1923

 

Introduzione e note di Regia

 

PERSONAGGI

Donn'Anna

Lucia Maubel

Francesca Noretti, sua madre

Fiorina Segni, sorella di Donn'Anna

Don Giorgio Mei, parroco

Lida e Flavio, figli di Donna Fiorina

Elisabetta, vecchia nutrice

Giovanni, vecchio giardiniere

Due fanti

Donne del contado

 

In una villa solitaria della campagna toscana. Oggi.



Scritta da Pirandello per Eleonora Duse, "La vita che ti diedi" appare alla lettura di oggi estremamente attuale, perché approfondisce con grande acutezza la complessità dei rapporti madre-figlio all'interno di una famiglia borghese, dove l'arrivo di una giovane donna scatenerà le ambiguità nascoste della madre che arriverà a gesti di violenza e perfino di ricatto pur di non perdere l'amore del figlio.  

La vita che ti diedi” nasce nel 1922, viene rappresentata nel ’23, pubblicata nel ’24 e deriva liberamente da una novella del 1916 “La camera in attesa”, dove una madre ha un figlio andato in guerra e lì scomparso, forse morto.
Con questa pièce Pirandello, svelandoci i lati più misteriosi della figura materna, ci trascina in una storia insieme emozionante e ironica estremamente attuale, approfondendo non solo la tragedia di una madre, ma la tragedia della “personalità materna”, generica, assoluta, senza faccia: cerca il sublime della maternità.
Tutto ruota intorno al ritratto della protagonista, la madre, Donn’Anna Luna, che ha vissuto sette anni col figlio lontano, immaginandolo e sognandolo come lo aveva conosciuto quando era con lei.
Quando lui ritorna si trova di fronte un’altra persona, un estraneo, diverso da come aveva continuato a pensarlo in quel lungo periodo della sua assenza.
Subito dopo egli muore e la madre rifiuta di accettare l’accaduto, ha la sensazione che il morto sia un altro, che suo figlio “tornerà”. Questa sua illusione viene alimentata dall’arrivo della giovane Lucia Maubel, amante del figlio scomparso, che giunge alla sua ricerca poiché attende un bambino da lui, e alla quale Donn’Anna ne nasconde la morte, sostenendo che è partito e deve tornare. L’incontro tra le due donne rivela la lucida follia della madre che arriverà perfino al ricatto pur di non perdere l’amore del figlio.
Solo quando Lucia, appresa la morte dell’amato, scoppia a piangere e ricorda che quando era partito era sciupato e malato, Donn’Anna raggiunge la consapevolezza che il figlio non c’è più.

 

Inizio pagina

 


 

Luigi Squarzina - Note di regia - 2004


Senza voler mettere in discussione l'acceso disperato protagonismo della figura di Donn'Anna, sarebbe riduttivo sacrificare ad essa la singolare intrigante complessità de "La vita che ti diedi", un'opera che Pirandello concepisce e scrive nel pienissimo delle sue forze creative. Segnaliamo come chiave di lettura la sequenza centrale del secondo atto, prima dell'arrivo di Lucia, l'amante del figlio di Donn'Anna morto ormai da dieci giorni e di cui la madre si rifiuta di accettare la morte avvenuta sotto i suoi occhi: il morto è "un altro", il figlio "tornerà". E' una sequenza originale e inquietante. Queste tre scene nelle quali Donn'Anna è fisicamente assente - tranne, nella prima, una sua breve presenza semisilenziosa e "un po' in disparte, nell'ombra" - confermano l'ispirazione lirica e concettuale al tempo stesso che sorreggeva l'autore in ogni momento.
Dapprima Donna Fiorina, la sorella di Donn'Anna, riscontra con tremore ("sbigottimento", "come un incubo") su di sé e sui suoi figli, che rivede a distanza di un anno, la capacità della vita di farci "altri" da quelli che ci consideriamo stabilmente, e crediamo che il nostro prossimo sia capacità che non aveva ammesso e di cui non aveva inteso il tragico senso quando Donn'Anna gliene parlava nel dialogo/monologo del primo atto. Poi, nella scena "vuota e buia con quel solo riverbero spettrale" proveniente dalla stanza del figlio, "senza il minimo rumore, la sedia accostata davanti alla tavola da scrivere si muoverà come se una mano invisibile la girasse" e "la lieve cortina davanti alla finestra si solleverà... come scostata dalla stessa mano, e ricadrà". E' rarissima, forse unica nel corpus teatrale pirandelliano, una simile oggettivazione dell'invisibile, verrebbe fatto di accreditarla al paranormale se non riflettessimo che l'autore vuole dirci (e dunque, a teatro, mostrarci in azione) quello che proprio ci dice nella didascalia: "(Chi sa che cose avvengono, non viste da nessuno, nell'ombra delle stanze deserte dove qualcuno è morto.)", e ce lo dice nell'ironia di una parentesi..Il terzo segmento della sequenza è il dialogo sulla luna, da non pochi definito leopardiano, fra la vecchia servente Elisabetta e il vecchio giardiniere che è all'estemo e di cui sentiamo solo la voce. Il giardiniere ripete ingenuamente e saggiamente certe parole del figlio tonato a casa, come sapremo al finale, "a morire"; "...notte è qua per noi, ma la luna non la vede, perduta lassù nella sua luce...".
Nell'insieme sono dieci minuti, non di più, di pura estasi teatrale, per preparare l'apparizione più attesa: l'amante, il cui destino è in gioco, colei "che non sa", che "è voluta venire", e noi non sappiamo perché.
'La vita che ti diedi" nasce nel 1922-23, viene rappresentata nel '23 , pubblicata nel '24 e deriva liberamente da una novella del 1916, "La camera in attesa", dove una madre ha un figlio andato in guerra, la guerra di Libia, e lì scomparso. Disperso, morto? La madre e le tre sorelle hanno fiducia e continuano a tenere pronta la stanza del figlio, curandola ogni giorno in ogni dettaglio come se da un momento all'altro dovesse ritornare, finché è la fidanzata a perdere ogni speranza e a mettersi ccn un altro, cagionando la fine dell'illusione. Questo non ricorda, anche nel titolo, un film del 2001 che ci ha commosso?

 

Luigi Squarzina

Inizio pagina

 

1923

da

INTRODUZIONE

ATTO PRIMO

ATTO SECONDO

ATTO TERZO

IL TEATRO DI PIRANDELLO

 Atti unici

●●  DUE atti

●●●  tre atti

INTRODUZIONE

CRONOLOGIA

1892 ●

La morsa

1895 ●●●

La ragione degli altri

1906 ●●●

Tutto Per bene

1910 ● Versione Inglese

Lumie di Sicilia

1911 ●

Il dovere del medico

1913 ●

Cecè

1916 ●

All'uscita

1916 ●●● 

Liolà

1916 ●●●

Pensaci Giacomino!

1917 ●●●

Il Piacere Dell'Onestà

1917 ●●●

L'Innesto

1917 ●●● Versione Inglese

Cosi è (se vi pare)

1917 ●

La patente

1918 ●●●

Ma non è una cosa seria

1918 ●●

Il berretto a sonagli

1918 ●●●

Il Giuoco Delle Parti

1919 ●●●

Come prima, maglio di prima

1919 ●●●

L'uomo, la bestia e la virtù

1920 ●●●

La signora morli, uno e due

1921 ●●● Versione Inglese Versione Spagnola

Sei Personaggi In cerca D'Autore

1922 ●●● Versione Inglese Versione Spagnola

Enrico IV

1922 ●●●

Vestire gli ignudi

1922 ●

L'imbecille

1923 ●●●

La vita che ti diedi

1923 ●

L'altro figlio

1923 ● Versione Spagnola

L'uomo dal fiore in bocca

1924 ●●

ciascuno a suo modo

1925 ●

La Giara

1925 ●

Sagra del signore della nave

1926 ●●●

L'amica delle mogli

1926 ●●●

Diana e la tuda

1928 ●

Bellavita

1928 - Mito ●●●

la nuova colonia

1928 - Mito ●●●●●

Scamandro

1929 - Mito ●●●

Lazzaro

1929 - ●●●

O di uno o di nessuno

1929 ●

Sogno (ma forse no)

1930 ●

Questa sera si recita a soggetto

1932 ●●●

Quando Si è Qualcuno

1932 ●●●

Trovarsi

1932 ●●●

i giganti della montagna

1934 ●●●

Non si sa come