ATTI E SCENE
La versione teatrale del “L’altro figlio” è un atto unico, e c’è un’unica scena.
LE BATTUTE
C’è una prevalenza del dialogo, mentre sono del tutto assenti i monologhi.
LO SPAZIO
La scena sia nella novella che nella versione teatrale, è ambientata nel piccolo paese di Farnia, nel sud Italia. L’ambientazione nella novella, però, si sposta dalla casa di Ninfarosa a quella del medico, che si recherà poi fino alla casa di Rocco Turpia, per poi concludersi a casa del medico. Nella versione teatrale, invece, si svolge tutta davanti alla casa di Ninfarosa.
IL TEMPO
La vicenda nella novella dura due giorni, mentre nella versione teatrale, il tutto si svolge nello stesso giorno, verso sera.
L’INTRECCIO E LA FABULA
La vicenda è più o meno la stessa, anche se ci sono delle piccole differenze. Maragrazia si reca da Ninfarosa per chiederle, come era solita fare da 14 anni ogni volta che qualcheduno si recava in America, di scrivere una lettera per i suoi figli, partiti da 14 anni e mai più tornati. Ma questa volta Maragrazia si accorge che Ninfarosa ha fatto un po’ in fretta e le sembra di essere stata imbrogliata: così, quando incontrò il giovane medico che verso sera se ne tornava a casa, gli chiese che cosa ci fosse scritto, ma egli rispose che erano solo scarabocchi. Maragrazia gli raccontò tutta la storia e il giovane medico si promise di aiutarla il giorno seguente, cercando anche di scoprire il motivo di questa presa in giro. Maragrazia dormì sull’uscio della casa del medico, che il giorno dopo, stupito di trovarla lì, andò come promesso da Ninfarosa. Lei si giustificò dicendo che Maragrazia era pazza, poiché aveva un
altro figlio, un certo Rocco Turpia, che potrebbe benissimo ospitarla, ma da cui lei non vuole andare: e aspetta piangendo il ritorno degli altri suoi due figli. Il medico si recò dall’altro figlio”, che gli confermò ciò che aveva detto Ninfarosa. Il medico, allora, sempre più perplesso andò a chiedere delle spiegazioni alla stessa Maragrazia. Lei raccontò che in realtà il figlio non era di suo marito, ma di un’altra persona. Quando passò Garibaldi si riaprirono le carceri e tutti i malfattori uscirono e capeggiati da un certo Cola Camizzi, che prese anche il marito di Maragrazia per metterlo nella sua banda, come faceva con tutti pena la morte. Il marito tornò dopo qualche giorno, ma il giorno seguente venne ancora ripreso e Maragrazia, saputo il luogo dove si ritrovavano, si recò là. Vide che questi giocavano a bocce con le teste di uomini e in una riconobbe il suo marito. Così gridò, ma quando Cola Camizzi cercò di tapparle la bocca, tutti i compagni gli si rivoltarono contro uccidendolo. Il primo che si rivoltò contro di lui era appunto il padre di Rocco Turpia. Per questo lei non può vedere il figlio, perché le ricorda troppo il padre e quelle scene orrende. Il dottore comprendendo ciò, come promesso cominciò la lettera.
Nella versione teatrale, tutto si svolge in un unico giorno: il medico arriva proprio quando Ninfarosa ha finito di scrivere e Maragrazia gli chiede subito di leggere la lettera. Scoperto l’inganno si recherà per comprare della carta da lettere nuova. Nel frattempo il medico interroga Maragrazia e successivamente Rocco Turpia, mandato a chiamare da un ragazzo. Maragrazia ritorna e spiega al medico davanti a tutti la sua terribile esperienza.
I PERSONAGGI PRINCIPALI
MARAGRAZIA -
E’ una vecchia, che vive nel villaggio di Farnia, conducendo quasi una vita da mendicante. Ha vissuto delle esperienze terribili (vd sopra), e aspetta da 14 anni il ritorno dei figli dall’America., a cui fa scrivere una lettera, che in realtà non verrà mai scritta, ogni volta che un po’ di gente va in America, illudendosi che i figli la possano ricevere. Viene considerata matta da tutto il paese, poiché continua a piangere sui figli perduti, mentre potrebbe vivere comodamente con un terzo figlio: spiegherà tutta la sua storia, nella novella solo al medico, nella versione teatrale davanti a tutto il villaggio.
GIOVANE MEDICO - E’ un giovane medico appena arrivato che, dopo la richiesta di Maragrazia di leggerle la lettera, cercherà di scoprire l’intricata matassa di questa storia, riuscendoci. Nella versione teatrale, viene inserito in fatto che il medico si deve recare da Rocco Turpia anche per una sua zia malata, che Rocco Turpia non vuole portare in ospedale: questo particolare è assente nella novella. Sembra un medico abbastanza estraneo alla mentalità del Sud, tanto che non riesce a capire, nella versione teatrale, come mai non vogliano portare la zia di Rocco Turpia in ospedale, quasi come fosse un reato.
NINFAROSA - E’ una delle donne del paese che come tutte crede nella pazzia di Maragrazia e fa finta di scrivere le lettere che lei vorrebbe indirizzare ai suoi figli in America. Anche ha sofferto molto, poiché il primo marito le è morto e il secondo è andato in America e da lì le ha spedito una foto di lui con sua moglie laggiù. E’ un personaggio un po’ strano, perché sembra quasi non voler scrivere le lettere per Maragrazia perché non vuole che lei trovi una felicità, felicità che tanto le mancava.
LE SCELTE STILISTICO - ESPRESSIVE
Pirandello ha un modo di scrivere molto interessante da questo punto di vista. Scrive riportando alcune espressioni e modi di dire tipici del sud e travasa nei discorsi il modo di pensare della gente. Soprattutto nella parte teatrale queste forme dialettali hanno la prevalenza. Anche nella parte di descrizione, della novella, si può notare come le parole sembrino quasi raccontate da una persona del sud, seppur in un italiano molto bello e pensato: sembra quasi un discorso indiretto libero. Inoltre ho notato, sempre nella novella, una buona aggettivazione che riesce a farti capire i cambiamenti di stato d’animo, gli umori, e riesce a farti immedesimare nel personaggio stesso.
A Cura di Paolo Briganti
Tratto da “Dalle Novelle al Teatro”
Edizioni scolastiche Bruno Mondadori
Stampato nel 1995 - Rotolito Lombardia - Pioltello (MI)
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