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Commedia in tre atti - 1922
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PERSONAGGI
Ersilia
Drei
Franco
Laspiga, già tenente di vascello
Il Console
Grotti
Il vecchio
romanziere Ludovico Nota
Il
giornalista Alfredo Cantavalle
La signora
Onoria, affittacamere
Emma,
cameriera
A Roma. ‑
Oggi.
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Teatro del Giglio - Lucca -
1985
Mariangela Melato, Luigi
Diberti, Daniele Griggio, Renato Scarpa,
Anna Menichetti, Stefania Bifano, Carlo Colombo |
Vestire gli ignudi è l’opera pirandelliana dove spicca il
dramma della pietà umana. In altri drammi di questo autore
viene alla luce la solitudine che avvolge ed esaspera l’uomo
e lo lascia nudo e indifeso. E’ necessario vestirci di
qualcosa, del velo dell’illusione, come ha tentato di fare
la giovane Ersilia, per coprire la delusione della vita. Lo
scrittore Ludovico Nota con la sua umanità, la comprensione
fraterna offre alla giovane un rifugio sicuro e sereno. Il
giornalista Cantavalle, che impersonifica la spietata
curiosità umana, mette invece a nudo i segreti dell’animo
della giovane Ersilia, distruggendone le dolci illusioni che
si era create per sostenere la vita. La fede cristiana di
Pirandello, fa sì che l’autore nelle sue opere metta in
risalto la carità e l’amore che gli uomini dovrebbero avere
verso gli infelici. Infatti la giovane Ersilia può essere
paragonata all’adultera che tutti volevano lapidare, come
racconta il Vangelo, come nell’opera pirandelliana è vittima
degli egoismi altrui. E’ proprio in un mondo così concepito
che la comprensione umana e la carità fraterna di pochi,
appaiono improduttivi e vengono sommersi dalla marea
dell’egoismo e dell’incomprensione altrui. L’atteggiamento
di Pirandello verso il personaggio di Ersilia è benevolo,
egli concede infatti alla finzione lo stesso valore della
realtà. Tuttavia la debole e fragile mente di Ersilia è
sottoposta a forti contrasti tra la realtà e i suoi piani
inerenti alla vita; per questo l’autore è costretto a
condannarla. Quest’opera è un insieme di sequenze sceniche
che si fermano sui particolari e sul simbolismo; ma nel suo
insieme è ricca di motivi che la rendono uno dei capolavori
pirandelliani che lascia maggiormente turbati e che
costringe il lettore ad un’accorta analisi e ad una
conseguente riflessione. Proprio questo è lo scopo
principale delle opere di Pirandello, cioè la riflessione
che porta verso le conclusioni a conferma della sanità
istruttiva e morale del teatro. In questa commedia tutti i
personaggi hanno la loro importanza nello svolgimento
dell’opera, ciascuno ha la sua parte più o meno importante,
ma tutte sono necessarie a far capire la drammaticità della
commedia. I personaggi di Ersilia e del giornalista Alfredo
Cantavalle sono nettamente in contrasto tra loro. Il primo
rappresenta la fragilità innocente di una ragazza che si
innamora e eccede alle richieste dell’amato, il quale
l’abbandona. La disperazione e l’ingenuità della sua anima,
presa da sconforto, la portano a trasformarsi in amante del
suo padrone, ma quando viene cacciata di casa comprende
l’errore da lei commesso, ne sente tutta la vergogna e ne ha
paura; paura che la gente scopra il suo segreto, additandola
e accusandola. Decide così di porre fine ai suoi giorni, ma
viene salvata. La sua storia commuove tanta gente, tra
questi lo scrittore Nota che l’accoglie in casa. E’ qui che
entra in scena il secondo personaggio, il giornalista
Cantavalle, al quale l’autore fa impersonificare la spietata
curiosità degli uomini. Infatti egli vuole scoprire a tutti
i costi i segreti della giovane anima, distruggendone le
dolci illusioni che le sostengono la vita. Ecco la
differenza contrastante dei due personaggi: il primo
preferisce morire piuttosto che mettere a nudo i segreti
della propria anima, provando vergogna per quanto a
commesso; l’altro, con la sua spietata curiosità, cerca solo
di riempire pagine di giornale senza curarsi delle
conseguenze che ne possano derivare. Questa commedia scritta
nel 1922, sembra nata da un fatto di cronaca dei giorni
nostri: la stampa spesso, pur di pubblicare una notizia, non
valuta se questa possa ledere la dignità dell’uomo. Proprio
per questo Pirandello nelle sue opere lascia molto spazio
all’atteggiamento caritatevole e alla riflessione, affinché
l’uomo comprenda di non dover alzare troppo facilmente la
mano per scagliare la prima pietra, ma la tenda invece in
soccorso di chi ne ha bisogno.
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Questa commedia di Pirandello ben congeniata, con un dialogo
sciolto e pieno di toni drammatici, è la storia di Ersilia
Drei, giovane governante del console italiano a Smirne, la
quale si innamora di un ufficiale di marina Franco Laspiga.
Come spesso accade, Ersilia crede ciecamente in lui e si
lascia sedurre, ma il giovane ufficiale riparte senza dare
più notizie di sé, lasciandola nella disperazione. Il
console Grotti approfitta delle condizioni fragili della
ragazza: la solitudine e l’angoscia che la opprimono; la
frenesia e i sensi accesi della relazione con l’ufficiale,
per far sì che ella ceda alle sue richieste, vincendo la sua
riluttanza e diventandone l’amante. Un giorno nefasto però
avvenne un fatto grave che sconvolse la vita della giovane
governante. Mentre era intenta a giocare con la figlia del
console sul terrazzo di casa, questi preso da improvvisa
passione la costringe a seguirlo, lasciando la bimba
incustodita, che stava arrampicata su una seggiola. La
piccina di soli cinque anni sporgendosi precipitò giù
sfracellandosi al suolo. La madre, accorsa alle urla, vide
la bimba morta e scoprì nello stesso momento anche la
vergognosa tresca del marito con la governante. Ersilia fu
cacciata di casa e dovette abbandonare Smirne. Non sapendo
dove andare giunse a Roma, prese alloggio in uno squallido
albergo e presa dalla disperazione si offrì al primo umo che
aveva incontrato per strada, poi in preda allo sgomento per
la sua vita inutile e macchiata dal peccato, tentò il
suicidio, ma venne soccorsa in tempo. Come accade nelle
grandi città i giornali s’impossessarono della notizia nel
modo più curioso e pettegolo. Pubblicarono la storia del
tentato suicidio per una delusione amorosa, come la giovane
dichiarò. Ella volle coprire con una pietosa bugia la nudità
squallida e colpevole della sua vita, amante sedotta da due
uomini ha voluto per un attimo indossare quell’abito di
fidanzatina che aveva sempre sognato. L’opinione pubblica
credette a questa storia, ci credette anche lo scrittore
Ludovico Nota che provò pietà accogliendola in casa, le
offrì quel calore umano che lei non conosceva. In questo
modo egli pensò di coprire quel nudo fattaccio di cronaca
dando alla giovane una vita serena. Ma la cronaca
giornalistica non glielo consentì raccontando il tentativo
di suicidio, facendo i nomi dell’ufficiale Laspiga e del
console Grotti, i quali chiaramente si precipitarono in casa
del romanziere Nota per incontrare Ersilia. Nel primo
credette effettivamente alla versione che diedero i giornali
del tentativo di suicidio per delusione d’amore, e commosso
dal gesto di lei si offrì di riparare abbandonando la sua
nuova fidanzata; il console invece, preso dall’ardente
passione per lei, cercò di convincerla a tornare a vivere
con lui. Purtroppo l’arrivo di queste due persone, che a
proprio modo voleva aiutare la povera Ersilia, fece scoprire
i retroscena del fattaccio e quel velo romantico,
quell’abito da fidanzatina della quale la giovane si era
voluta vestire, vengono svelati. Alla giovane non rimane che
morire davvero e questa volta nuda, senza quella veste di
purezza che si era voluta tessere per la morte e non per la
vita, per lasciare un puro ricordo di lei e non per vivere
tra la gente con quell’orribile colpa nel cuore.
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INTRODUZIONE II
da Press Release
Scritta nel 1922 ispirandosi sia a un fatto di cronaca sia a
un racconto di Luigi Capuana, Vestire gli ignudi e' una
commedia con 6 personaggi: il romanziere Ludovico Nota, la
signora Onoria, affittacamere, il giornalista Alfredo
Cantavalle, il tenente di vascello Franco Laspiga, il
console Grotti ed Ersilia Drei. La commedia ha un antefatto
che si ricostruisce ed emerge a poco a poco attraverso il
dialogo rotto e concitato. Ersilia Drei era istitutrice in
casa del console italiano a Smirne e di sua moglie. Conosce,
tramite la famiglia, il tenente di marina Laspiga. Passano
una notte d'amore e il tenente riparte giurandole eterna
fede. Ella resta ad attenderlo a Smirne. Un giorno, la
bambina a lei affidata precipita dalla terrazza e muore.
Ersilia, scacciata, giunge a Roma dove apprende che il
tenente sta per sposare un'altra. E' senza soldi, si
avvelena. Viene trasportata in ospedale e si salva.
Intervistata da un giornalista, racconta la sua versione dei
fatti.
L'articolo viene pubblicato su tutti i giornali della città
destando grande attenzione e commozione. Ersilia diventa
improvvisamente un personaggio da rotocalco. E' a questo
punto che Pirandello fa partire la sua commedia, da quando
cioe' lo scrittore Ludovico Nota offre ospitalità a Ersilia,
appena dimessa dall'ospedale, con l'intenzione di scrivere
un romanzo sulla sua storia. Ersilia, travolta, denudata,
accetta l' invito, forse per ricominciare una nuova vita.
Essere qualcosa. Gli altri personaggi, con la loro verità
piena e radicale, irrompono nella stanza, chi per
giustificarsi, chi per riparare, chi per possedere, chi per
tutti comunque per cercare di far pubblicamente 'bella
figura', per 'vestirsi' di un abitino rispettabile. Le carte
si confondono. Chi continua a mentire? Forse Ersilia?
Perche'? Per il piacere d'ingannare? Per vendicarsi? Per
costruirsi la sua storia come se l'era immaginata?
Avvinghiati al proprio brandello di esistenza, questo
rispettabile coro di assedianti, a turno, cerca di penetrare
la strategia difensiva della vittima, sfoggiando un'ampia
gamma di accerchiamenti e seduzioni. Gli scontri svelano
un'animalità mai confessata diffondendo nell'aria il senso
torbido della carne. Alla fine l'ondata dell'assedio non
puo' che rifluire perche' si tratta di "una sventura che
deve restare nascosta".
L'intera vicenda (di cui non sveliamo il finale per
rispettare la suspence che la sottende) si consuma
interamente in una squallida stanza d'affitto. E' un interno
anomalo, "aperto", irrequieto, che si mette continuamente in
comunicazione con l'esterno: la strada e la sua fragorosa
vitalità. A tratti, la vicenda viene interrotta e
'scomposta' bruscamente da un'invasione di rumori, oggetti,
presenze, musiche: i segnali della vita che continua. La
strada. Ecco la grande antagonista. I personaggi lottano
cosi' anche per ritagliarsi uno spazio minimo entro cui
poter agire, senza essere schiacciati dalla pressione dell'esterno.In
questa commedia troviamo il grande dilemma fra la Vita e la
Forma: la vita si ribella al tentativo di forzarla in una
forma prestabilita. "Nessuno e' cio' che appare e nessuno e'
in grado di apparire come vorrebbe", la maschera cade dal
volto che ne e' coperto. Mescolando tragico e comico,
Pirandello scandaglia qui fino all'estremo gli abissi
dell'anima, affondando le mani nelle nostre pulsioni
primigenie, in fondo piu' bestiali, vertigine e abisso in
cui non ci possiamo arrestare.
Annig Raimondi
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