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Teatro - 1920

La signora Morli, uno e due

Premessa

Atto primo

Atto secondo

Atto terzo

Pirandello - Teatro - Indice

INTRODUZIONE

CRONOLOGIA

 Atti unici

●●  DUE atti

●●●  tre atti

1892 ●

La morsa

1895 ●●●

La ragione degli altri

1906 ●●●

Tutto Per bene

1910 ●

Versione Inglese

Lumie di Sicilia

1911 ●

Il dovere del medico

1913 ●

Cecè

1916 ●

All'uscita

1916 ●●●

Liolà

1916 ●●●

Pensaci Giacomino!

1917 ●●●

Il Piacere Dell'Onestà

1917 ●●●

L'Innesto

1917 ●●●

Versione Inglese

Cosi è (se vi pare)

1917 ●

La patente

1918 ●●●

Ma non è una cosa seria

1918 ●●

Il berretto a sonagli

1918 ●●●

Il giuoco delle parti

1919 ●●●

Come prima, maglio di prima

1919 ●●●

L'uomo, la bestia e la virtù

1920 ●●●

La signora Morli, uno e due

1921 ●●●

Versione Inglese

Versione Spagnola

Sei personaggi in cerca d'autore

1922 ●●●

Versione Inglese

Versione Spagnola

Enrico IV

1922 ●●●

Vestire gli ignudi

1922 ●

L'imbecille

1923 ●●●

La vita che ti diedi

1923 ●

L'altro figlio

1923 ●  

Versione Spagnola

L'uomo dal fiore in bocca

1924 ●●

Ciascuno a suo modo

1925 ●

La giara

1925 ●

Sagra del signore della nave

1926 ●●●

L'amica delle mogli

1926 ●●●

Diana e la tuda

1928 ●

Bellavita

1928 - Mito ●●●

La nuova colonia

1928 - Mito ●●●●●

Scamandro

1929 - Mito ●●●

Lazzaro

1929 - ●●●

O di uno o di nessuno

1929 ●

Sogno (ma forse no)

1930 ●●●

Questa sera si recita a soggetto

1932 ●●●

Quando si è qualcuno

1932 ●●●

Trovarsi

1932 ●●●

I giganti della montagna

1934 ●●●

Non si sa come

 

 

 

teatro  - 1920 - La signora Morli, uno e due - commedia in tre atti

personaggi ed introduzione

 

PERSONAGGI

 

Evelina Morli

Ferrante Morli, suo marito

Lello Carpani, avvocato

Aldo Morli, figlio di Evelina e di Ferrante

Titti Carpani, figlia di Evelina e di Lello

Decio, amico di Aldo

L'avvocato Giorgio Armelli, socio del Carpani

Lucia Armelli, sua moglie

La Signora Tuzzi, amica di Evelina

Lisa, vecchia cameriera

Ferdinando, cameriere

Toto

Una giovane, la signora vedova,

una vecchia zia, la nipote, Miss Write

 

Il primo e il terzo atto si svolgono a Firenze,

il secondo a Roma. Oggi

 

 

Introduzione

 

Commedia in tre atti che deriva dalle novelle «La morta e la viva» (1909) e «Stefano Giogli uno e due» (1910). È stata scritta nel 1920. Fu rappresentata la prima volta a Roma, al Teatro Argentina, il 12 novembre 1920 dalla Compagnia Emma Gramatica e pubblicata da Bemporad, Firenze, nel 1922.

Un doppio affetto, per l'amante e per il marito, può albergare nella stessa persona, fino al punto di farla sentire due persone diverse. Questo particolare aspetto della pirandelliana molteplicità dell'io è la «verità» della commedia La signora Morli, una e due, che non manca certo di un concreto fondamento psicologico e che come tutte le verità praticate oltre le regole sociali e le convenzioni umane, crea profondi contrasti.

La duplicità di sentimenti in cui vive, con totale sincerità Evelina Morli, suscita una vivace contesa fra il marito Ferrante Morli e l'amante, Lello Carpani: entrambi vogliono Evelina tutta per sé, come è nell'ordine delle cose. Ma, intanto, sono proprio loro due a operare la profonda divisione nei suoi affetti, incominciando persino dal nome che scindono a metà: Ferrante la chiama «Eva» e le fa rivivere gli entusiasmi di un amore spensierato e felice; Lello la chiama «Lina» e la proietta in un'atmosfera di tranquilla rispettabilità e di doveri sociali.

Così le due personalità della protagonista sono designate da due nomi che sono parti del suo intero nome «Evelina».

Come sempre, c'è la reazione degli altri; ma in questo caso il conformismo sociale parteggia per l'amante e non per il marito. Ed è comprensibile: i commenti vengono da parte di amici e di amiche dell'Avvocato Lello Carpani, di cui ammirano la serietà e la rettitudine, nonché la buona azione da lui compiuta nel prendere con sé Evelina e il figlio Aldo, dopo che il marito Ferrante Morli, costretto a fuggire per problemi d'interesse, li aveva abbandonati. Il confronto fra amante e marito avviene al sorprendente ritorno di Ferrante, che, dopo quattordici anni di lontananza, nessuno più s'aspettava. Né Ferrante pretende ormai nulla; riconosce i meriti dell'Avvocato Carpani; nel colloquio che ha con lui ammette che ha ragione in tutto; e afferma di non volere che il suo ritorno cambi qualcosa. Egli è remissivo e tollerante, mentre agitatissimo risulta Lello Carpani che si vede crollare addosso il suo mondo e non accetta nessuna scusa o giustificazione o ammissione. Conclude osservando che ormai la presenza di Ferrante mette pubblicamente in evidenza che Evelina vive con un uomo che non è il marito.

L'incontro con Ferrante sconvolge Evelina e si capisce subito che l'antico amore è sopravvissuto in entrambi. A nulla servirà che Ferrante si trasferisca a Roma; parte con lui il figlio Aldo, che è un richiamo per l'affetto della madre, rimasta a Firenze con Carpani e la figlioletta che ha avuto da lui. E sarà proprio Aldo a far precipitare la madre a Roma con un telegramma in cui finge d'essere gravemente ammalato. Lieta di averlo trovato in ottima salute Evelina, invece di rimproverarlo seriamente, accetta lo scherzo e si trattiene a Roma per otto giorni.

Vissuta quattordici anni con Lello «uomo malinconico, posato e scrupoloso» Evelina è diventata «seria e contegnosa». Ferrante, uomo allegro e vivace, le ricorda una vita più lieta di quella che conduce a Firenze; nel breve soggiorno romano, trascorso in innocente spensieratezza, riscopre l'antica Eva che era in lei; in compagnia del marito e del figlio si diverte come non aveva più fatto, va persino a cavalcare. Ferrante è colpito dalla reazione di Aldo che indirettamente gli rivela la monotonia dell'attuale vita di Eva: «Ma sai che per me sei tutta, tutta nuova mammina? Io ti sto conoscendo adesso, non ti ho mai veduta così». Ferrante si sente come se non fosse mai partito e non vuole che Eva torni a essere quella che è a Firenze. S'accorge che è ancora innamorata di lui e pretende che rimanga a Roma. Ma Eva gli risponde che se ne va proprio perché sente per lui l'antico amore. Decide di tornare a Firenze non solo da Lello cui tanto deve, ma dalla piccola figlia. A Firenze dovrà affrontare la requisitoria dell'Avvocato Carpani che la rimprovera aspramente per essere rimasta otto giorni a Roma. Nel finale Evelina appassionatamente gli spiega come là si sia sentita un'altra persona e come vi si trovasse a suo agio. Ma ora proprio per non impazzire non vi andrà più; Aldo se vuol vedere la madre verrà a Firenze.

Non c'è niente di meccanico e di intellenualistico nello sdoppiamento di Evelina che risulta basato su sentimenti plausibili e autentici. Nella contesa è lei che risulta la più altruista; la sua decisione finale è un sacrificio basato sull'amore materno. Ancora una volta Pirandello vede nella donna una creatura indifesa, vittima dell'egoismo degli uomini.

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