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teatro
- 1919 -
come prima, meglio di prima - commedia in tre atti
personaggi ed introduzione |
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PERSONAGGI
Fulvia Gelli, (Flora e Francesca)
Silvio Gelli, suo marito
Livia, loro figlia
Marco Mauri
La zia Emestina Galiffi
Betta, vecchia governante
Don Camillo Zonchi
La vedova Nàccheri
Giuditta, sua figlia
Il fattore Roghi
Il signor Cesarino, organista e maestro di musica
La signora Barberina, sua moglie
Un commesso di negozio
Giovanni, giardiniere
Una bambinaja
Il primo atto, in un paese della Valdichiana;
il secondo e il terzo, in una villa presso il lago
di Como.
Oggi.
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Introduzione
Uno
dei testi minori di Pirandello, dove il disdicevole
triangolo amoroso nella società borghese viene riproposto in
chiave femminile, con una protagonista donna, Fulvia, che
appare in scena, per la prima volta, nell’atto estremo della
sua disperazione, un tentativo di suicidio in cui verrà
soccorsa dal marito abbandonato. Sopravvissuta, ritorna
nella casa del marito, per mettere al mondo un altro figlio
e ricominciare sotto mentite spoglie, cambiando nome in
Francesca, la medesima vita che aveva costruito e poi
distrutto: Come prima, meglio di prima.
Ma l’astio della figlia inconsapevole, e l’umanità pettegola
che ruota attorno alla residenza in provincia, la metteranno
contro il mito della padrona di casa morta, Fulvia, che lei
ormai non è più. Tutto ciò la costringerà a fare i conti col
passato, tutto il suo passato riunito, quello di madre e
quello di donna libera. Si troverà infine, una volta
svelatasi nella sua vera identità alla figlia, di fronte al
marito e all’amante Mauri (che follemente innamorato
abbandona carriera e famiglia per inseguirla), e sceglierà
coraggiosamente di partire con l’amante e la neonata. Finale
antiborghese, protofemminista, rivoluzionario e audace per
l’epoca, che richiama la Nora ibseniana di Casa di
bambola e le eroine di Strindberg.
Tratto dalla novella La veglia e apparso per la prima volta
in scena nel 1920, sulla scia del successo de Il giuoco
delle parti, qui Pirandello focalizza la propria riflessione
nell’approfondimento del tema della dissociazione
dell’identità, proprio poco prima del suo successo
internazionale con il “teatro nel teatro”. Questo è un testo
che, ritenuto “minore”, è stato rappresentato poche volte,
ma da grandi attrici (come ad esempio la Proclemer).
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