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PERSONAGGI
Gasparina Torretta
Memmo Speranza
Il signor Barranco
Il professor Virgadamo Grizzoffi
La maestrina Terrasi
Magnasco
Vico Lamanna
Loletta Festa
Fanny Martinez
Celestino, cameriere
Rosa, cameriera
In una città dell'Italia settentrionale.
Oggi. |
E’ una commedia che deriva dalle novelle “La Signora
Speranza” e “Non è una cosa seria”. Fu rappresentata per la
prima volta al Teatro Rossini di Livorno, il 22 novembre
1918, dalla Compagnia di Emma Gramatica.
La trama si basa sulla paradossale decisione presa da Memmo
Speranza, dongiovanni impenitente, di prendere moglie per
non correre il rischio di sposarsi: vale a dire contraendo
un matrimonio apparente, valido solo sul piano giuridico. Il
singolare espediente eviterà infatti a Memmo, appena
scampato alla morte nell'ennesimo duello con un "mancato
cognato", ulteriori rischi matrimoniali, con relative
complicazioni, vista la sua natura volubile che lo porta ad
innamorarsi con estrema facilità ma poi, altrettanto
rapidamente, a stancarsi del rapporto.
La moglie prescelta è Gasparina, proprietaria di una
pensione, donna umile e sottomessa, convinta di non
esercitare nessuna attrattiva sugli uomini. E se per Memmo
il matrimonio con Gasparina non è certo una cosa seria, è
serissimo il patto che stringe con lei di consentirle una
vita serena e agiata in una casetta di campagna di sua
proprietà, sottraendola alle fatiche della pensione.
La volubilità di Memmo lo porterà, alla fine, ad innamorarsi
di Gasparina che, da donna insignificante e trasandata, è
diventata bella e desiderabile. Egli si rende conto, dopo
aver rincorso donne superficiali e leggere, che vale la pena
di trasformare quel matrimonio in una cosa seria.
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