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Ma non è una cosa seria - Commedia in tre atti  - 1918

 

Atto Secondo - Scena Quinta

 

Memmo, Gasparina, poi di nuovo Vico, Magnasco.

Gasparina si presenta un po' incerta dall'uscio in fondo. Dopo due mesi di riposo e di tranquillità, pare un'altra. Il sole della villetta rustica l'ha un po' colorita. Veste benino, con grazia modesta. Ha l'aria ancora umile, ma già si sente che la vivacità naturale comincia a rinascerle per quanto soffusa ancora di mestizia.

 

Memmo (alla vista di lei, arretrando quasi con orrore, al colmo del dispetto): Ah! tu? E quell'imbecille mi dice la signorina!

Si odono contemporaneamente le risate fragorose di Lamanna e Magnasco che rientrano in scena tenendosi ancora i fianchi dal troppo ridere.

Gasparina (smarrita fra tanta ira e tante risa, non comprendendo): Perché? Sono io...

Vico (sempre ridendo): Ah, bellissima! bellissima!

Magnasco (c.s.): La signorina! Diceva la signorina...

Memmo (dalla comune gridando a Celestino): Imbecille! Imbecille!

Vico (c.s.): Ma no, scusa, è giusto! Come doveva dire? L'ha chiamata sempre signorina...

Magnasco (a Gasparina): Abbi pazienza... signorina...

Ride ancora.

Gasparina: Non capisco niente...

Memmo (venendole incontro adiratissimo): Vorrei sapere che sei venuta a far qua? Chi t'ha chiamata? Chi t'ha invitata?

Gasparina: Nessuno...

Magnasco: Ma no, scusa! Tu accogli così la tua sposina?

Vico: Non vedi come s'e fatta bella?

A Gasparina:

Làsciati vedere!

Magnasco: Sfido! Viene a trovare lo sposo!

Memmo: Finitela, perdio, che non è il momento!

Gasparina (subito, dolente): Lo so, signor Speranza, e io sono venuta per questo, creda!

Magnasco: Guarda che cappellino!

Vico: E che borsetta!

Gasparina (pregando, mortificata, perché smettano): Signori miei...

Memmo (esasperato, investendola): Ma che signori miei! Sei venuta a dar l'esca daccapo! Due mesi a rompermi la testa con la signora Speranza, fino a farmi scappare! Figuriamoci ora che t'han veduta qua! ‑ Che vuoi? Perché sei venuta?

Gasparina: Ha torto, mi scusi, signor Speranza...

Magnasco: Sfido! Se questo è il modo d'accogliere...

Gasparina: No, non per questo. Ha torto di far così, perché ‑ se è stata una cosa fatta appunto per ridere, scusi, mi pare che, se ridono, hanno ragione e lei non deve seccarsene.

Memmo: Brava! Fammi la lezione anche tu, adesso!

Gasparina: No, signor Speranza. Io sono venuta...

Memmo (interrompendola con forza): Qua tu, per patto, non devi venire!

Gasparina: Ma non sono venuta per me; sono venuta per lei. Ho da dirle una cosa... ‑ non per me, per lei!

Memmo: E io ti dico che potevi risparmiartela, cara! Grazie. Non c'è più bisogno di niente per me! Non voglio saper nulla, e dunque puoi andartene...

Rivolgendosi agli amici:

E anche voi! Ma insomma, sono o non sono padrone a casa mia?

Vico (seriamente, facendoglisi innanzi): Oh! Vuoi capirla che c'è di mezzo la mia responsabilità?

Memmo: Ma che tua responsabilità! Fammi il piacere!

Vico: Sissignore! perché sono stato messo sull'avviso! E ne risponderei io, domani.

Memmo: Vorresti impedirmi con la forza?

Vico: Con tutti i mezzi!

Memmo: Oh, guarda ch'è proprio bella, questa!

Sghignazza e si mette a sedere.

Sta bene. Eccomi qua. Mi seggo. Non vado! ‑ Cara Gasparotta, vieni qua...

Gasparina (accostandosi un poco, incerta): Eccomi... a servirla... Perché?

Memmo: No, qua! qua!

L'afferra per un braccio e la tira a sé.

Qua, siedi sulle mie ginocchia!

Gasparina (schermendosi): Ma nossignore... Che dice?

Memmo (obbligandola a sederglisi sulle ginocchia): Come no? Sei venuta a trovarmi?

Gasparina: Via... no, mi lasci... mi lasci, signor Speranza...

Memmo (tenendola a sè: Non sei mia moglie? Ce ne staremo qua, tu moglie ed io marito, a farci tante belle carezze. Non vuoi? E questi cari amici troveranno, si spera, la via della porta per lasciarci godere in pace le gioje del talamo!

A Vico e a Magnasco:

Va bene così?

Magnasco: Benissimo! Dàgli subito un bacio, Gasparotta!

Gasparina: Non va bene, no, scusi, signor Speranza... No, no, no...

Si svincola e s'allontana seguitando a far di no col dito.

Magnasco: Ma sì che andava benissimo! Perché no?

Gasparina: Ma perché ora, così, non è più lo stesso scherzo!

Memmo: E che? te n'offendi?

Magnasco: Poiché sei venuta ‑

Memmo (seguitando la frase di Magnasco): ‑ appunto per farli ridere! Ebbene, io ci sto! Non posso comprometterti, mi pare. Sei mia moglie!

Gasparina: Già: sua moglie; ma per ridere, signor Speranza! Ora basta, però. Non ride più lei, non ridiamo più noi.

A Vico e a Magnasco:

Lor signori non se ne vadano: si ritirino un momentino di là, per piacere.

Magnasco: Come! Perché?

Gasparina: Un momentino, prego. Per lasciarmi dire due sole parole qua al signor Speranza.

Magnasco: Ma possiamo anche andarcene, se vuoi... Sarà meglio, anzi!

Gasparina: No no: li prego di rimanere...

Memmo: Così riderete ancora!

Gasparina: No, signor Speranza. Vedrà che non rideranno più. Sono venuta per questo. Lei stia tranquillo, signor Lamanna; e se vuole, può anche andare.

Vico: T'assumi tu la responsabilità?

Gasparina: Sissignore, me l'assumo io!

Memmo (ridendo acre): Sono sotto tutela! Ah! ah! ah!

Magnasco: No, vedi? Ce n'andiamo. Che tutela! Resti con tua moglie... Addio, eh?

Memmo: Addio, addio.

Vico (piano a Gasparina, che li accompagna fin verso la porta): Mi raccomando...

Gasparina: Lasci fare a me.

Magnasco (a Gasparina, osservandola): Ma sai che sei di un'eleganza! Permetti?

Prende con due dita un lembo della veste, per tastarla.

Che stoffa è?

Gasparina: Un percallino da tre lire al metro... via, lasci, per favore.

Vico: Andiamo... andiamo... Addio, Memmo.

Memmo: Addio.

Vico e Magnasco salutano Gasparina, e via.

 

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1918

INTRODUZIONE

NOTE AL TESTO

NOTE DI REGIA

ATTO PRIMO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

SCENA SESTA

SCENA SETTIMA

SCENA OTTAVA

ATTO SECONDO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

SCENA SESTA

SCENA SETTIMA

SCENA OTTAVA

SCENA NONA

ATTO TERZO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

SCENA SESTA

Teatro

 Atti unici

●●  DUE atti

●●●  tre atti

INTRODUZIONE

1892 ●

La morsa

1906 ●●●

Tutto Per bene

1910 ● Versione Inglese

Lumie di Sicilia

1911 ●

Il dovere del medico

1913 ●

Cecè

1916 ●

All'uscita

1916 ●●●

Liolà

1916 ●●●

Pensaci Giacomino!

1917 ●●●

Il Piacere Dell'Onestà

1917 ●●●

L'Innesto

1917 ●●● Versione Inglese

Cosi è (se vi pare)

1917 ●

La patente

1918 ●●●

Ma non è una cosa seria

1918 ●●

Il berretto a sonagli

1918 ●●●

Il Giuoco Delle Parti

1919 ●●●

L'uomo, la bestia e la virtù

1921 ●●● Versione Inglese Versione Spagnola

Sei Personaggi In cerca D'Autore

1922 ●●● Versione Inglese

Enrico IV

1922 ●

L'imbecille

1923 ● Versione Spagnola

L'uomo dal fiore in bocca

1925 ●

La Giara

1925 ●

Sagra del signore della nave

1926 ●●●

Diana e la tuda

1928 ●

Bellavita

1932 ●●●

Quando Si è Qualcuno

1932 ●●●

i giganti della montagna