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Ma non è una cosa seria - Commedia in tre atti  - 1918

 

Atto Secondo - Scena Terza

 

Memmo, Magnasco, poi Vico Lamanna.

 

Magnasco: Ma insomma, mi dici che cos'è accaduto?

Memmo (voltandosi di scatto dall'uscio donde è uscita Loletta): Senti: o io o lui: non c'è più remissione!

Magnasco (stordito): Lui, chi?

Memmo (seguitando, sempre più fosco e reciso, senza dargli retta): Forse manderà lui. Vi terrete pronti. Se lui non manda, appena viene Lamanna...

Suono di campanello alla porta.

Ma eccolo qua!

Magnasco: Io non capisco niente!

Memmo: Andrete tutti e due: tu e Vico.

Magnasco: Dove? A far che?

Memmo (gridando): Ma a sfidarlo, di nuovo, da parte mia!

Magnasco: Di nuovo? Ma chi?

Memmo: M'è venuto con le mani in faccia, capisci?

Magnasco: Il fratello della tua ex‑fidanzata?

Memmo: Lui, lui...

Magnasco: Come! Dopo il duello?

Vico (entrando in subbuglio e arrestandosi sulla soglia ‑ a Memmo): Oh, senti! Tu sei proprio pazzo!

Memmo: Lo so, lo so! Non è una novità!

Vico (a Magnasco): Ma sai che ha fatto?

Memmo (scattando): Ringrazii Dio, che non l'ho ammazzato come un cane!

Vico (più forte): Ma t'ammazzerà lui, se tu non la smetti!

Magnasco: Ha cercato di rimettersi con la sorella?

Vico: Ha avuto il coraggio d'andare a provocarlo, perché ha saputo... ‑

Memmo (subito concitatissimo): ‑ quello che già sapevate voi! E non me ne diceste nulla, mentre io ero a letto, ferito!

Magnasco: Ma che cosa? Io non so nulla!

Memmo: Ah! tu non sai che ella prese le mie difese contro il fratello? che se ne scappò di casa? in casa della zia, appena seppe che ero stato ferito?

Vico: Come se lui, capisci? non si fosse battuto col fratello, appunto perché s'era guastato con lei!

Memmo: Obbligo vostro era dirmelo!

Vico: Ma se non volevi più sposarla!

Memmo (a Magnasco): E ancora lì, sai! in casa della zia! Non vuole più tornare coi suoi! Mi aspetta! Aspetta me!

Magnasco (quasi sbalordito): Ma tu non pensi più che hai sposato Gasparotta?

Vico: E pretende che il fratello, capisci? dopo questo...

Memmo: Dopo questo, che cosa? Voi sapete bene come l'ho fatto! perché l'ho fatto! Ero come ubriaco! Scampato per miracolo da una ferita mortale, a causa d'un matrimonio mancato, volli apposta mettere come un bollo di scherno sullo scandalo, per far vedere in che conto tenevo il matrimonio!

Magnasco: E credi d'avere scherzato, sposando Gasparotta?

Memmo: Ma qual è insomma la vostra maraviglia? Che io, sapendo ciò che è accaduto per causa mia, mi dibatta ora in questa disperazione? Di questo vi maravigliate, è vero? E non della follia che ho potuto commettere, di quel matrimonio!

Magnasco: Ma che follia, no, caro!

Vico: Se hai finanche preveduto questo momento, che ti saresti pentito!

Memmo (con esasperazione piena di scherno, ponendosi le mani agli orecchi): E ho qua, qua, le vostre risate, a quell'orgia di tutte le mie ragioni! Parevo io il saggio tra i matti!

Magnasco: Ma eri, caro mio! Eri! Eri!

Memmo: E vi facevo tanto ridere?

A Vico, investendolo:

Tu, tu hai potuto ridere, tu, sapendo quello che io non potevo sapere! Potete figurarvi che avrei commesso questa pazzia, se avessi saputo ciò che sapevate voi? Ma come! Ella mandò finanche a chiedere mie notizie, e non me ne diceste nulla?

Vico: È pazzo! è pazzo!

Memmo: Ah, ora, è vero? ora vi sembro pazzo?

Magnasco: E la fortuna è, che te la sei apparecchiata da te stesso a tempo la camicia di forza, caro mio!

Memmo: Ah, io non ci sto, sai!

Magnasco: Come non ci stai?

Memmo: Non ci sto! non ci sto! È possibile, sì, che abbiate ragione voi... Io non so più, se ero pazzo allora o se sono adesso! Ma so che adesso non mi par vero ch'io abbia potuto far ciò che ho fatto, e che voi, miei amici, abbiate potuto lasciarmelo fare, senza legarmi come un matto da catena! Ma scusate... Scusa, scusa, Magnasco, non può essere che tu creda ch'io abbia fatto allora una cosa seria. Se avessi fatto, come tu credi, una cosa seria, voi non avreste riso, come avete riso!

Magnasco: Ma non hai fatto una cosa seria! Hai ragionato, ti dico! E siccome ora sei pazzo, ti sembra d'aver commesso una follia.

Memmo: Sono pazzo?

Magnasco: Innamorato. Fa lo stesso!

Memmo: Ah, per questo?

Magnasco: Ma sì, caro! Perché la vita non è un ragionamento!

Memmo (subito, pronto, convinto): Ecco. Bravo. Quello che dico io. Non è un ragionamento. Dunque, pazzo allora che ho ragionato. E che peso, che valore volete che abbia per me quel matrimonio, fatto così, appunto per un ragionamento?

Vico: Ma lo ha per lui, per il fratello, il peso!

Magnasco: E anche per la sorella! Scusa, lo sa lei? la sorella? che hai sposato?

Memmo: Gliel'ha detto lui; ma non ci crede! non ci crede! non può crederci! ‑ Come, come ci si può credere infatti, a una cosa simile? Dice che ci crederà solo quando se lo sentirà dire da me! ‑ E io andrò a dirglielo!

Vico: Tu non andrai!

Memmo: Andrò, andrò oggi stesso!

Vico: Ah, questo, perdio, te lo impedirò io!

Memmo (lo guarda): Tu? ‑ Ci vado ora!

Fa per avviarsi.

Vico (parandoglisi davanti): Non ti faccio uscire, sai!

Magnasco (a Vico): Come! Ma anzi... scusa...

Vico: Che anzi! Il fratello è lì, di guardia alla casa; me lo ha detto! E se lo vede accostare...

Memmo (sghignazzando): M'ammazzerà, è vero? Ah! ah! ah! ah! Voglio vederlo. Sono sicuro...

S'interrompe ‑ resta un attimo sospeso come in una dolce visione.

Non so credere che possa riavere il bene di parlar di nuovo con lei... vedermela davanti, vicina... con la sua mano nella mia...

Vico: Ma tu fametichi!

Memmo: Perché non sapete quale sorriso impercettibile le vapori dalla boccuccia di bambina, che le diventa maraviglia negli occhi chiari, quando mi ascolta e poi mi dice: «Ah, sì?». Ed è tutta lì, che sa lei sola, lei sola com'è... È questo il fascino! Quand'uno pensa: «E lo saprò anch'io, io solo; perché sarà solo mia!».

Magnasco: Finché non te ne stanchi e non te ne penti!

Vico: Come se n'era già pentito!

Memmo: Sì, perché poi si pensa alla schiavitù, purtroppo! ‑ Ma che forse è bella, d'altra parte, la libertà? Vuol dire «tutti», la libertà; vuol dire, ecco: Loletta... Loletta... Non puoi più dire: «io». Dici: «di tutti»; non puoi più dire: «mia». Lasciatemi fare! Ora ho la mia passione. Sono cieco, nella notte, e questo lume acceso: bisogna che mi bruci. Non c'è remissione!

Magnasco: E poi te la pigli con gli amici?

Memmo: Non m'avete trattenuto allora, e vorreste trattenermi adesso?

Vico: Ora qua c'è una minaccia grave per te!

Memmo: Vedi? perché lo sa, lui (allude al fratello della sua ex‑fidanzata) lo sa che se le parlo, lei comprende perché l'ho fatto.

Vico: Ma non è per questo! E perché ormai troppo tu l'hai provocato!

Memmo: Ebbene, m'ammazzi; non me ne importa! Voi sapete che non faccio le cose a mezzo. Mi son lanciato; non m'arresterò. Ho promesso di parlarle; le parlerò. Così non resto, non resto! non resto!

A Vico:

Ti ha detto che non vuole più battersi?

Vico: Mi ha detto che tu badi a te!

Memmo (risolutamente): E allora vado!

Vico (trattenendolo violentemente con Magnasco): Ah no! Tu starai qua!

Memmo: Lasciami! Lasciami!

Magnasco: È inutile, sai! Non ti lasciamo andare!

Suono di campanello alla porta.

Memmo (restando, con gli altri, d'un tratto): Suonano! Forse sono loro...

Magnasco: Chi?

Memmo: Quelli che manda lui...

 

Inizio pagina

 

 

1918

INTRODUZIONE

NOTE AL TESTO

NOTE DI REGIA

ATTO PRIMO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

SCENA SESTA

SCENA SETTIMA

SCENA OTTAVA

ATTO SECONDO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

SCENA SESTA

SCENA SETTIMA

SCENA OTTAVA

SCENA NONA

ATTO TERZO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

SCENA SESTA

Teatro

 Atti unici

●●  DUE atti

●●●  tre atti

INTRODUZIONE

1892 ●

La morsa

1906 ●●●

Tutto Per bene

1910 ● Versione Inglese

Lumie di Sicilia

1911 ●

Il dovere del medico

1913 ●

Cecè

1916 ●

All'uscita

1916 ●●●

Liolà

1916 ●●●

Pensaci Giacomino!

1917 ●●●

Il Piacere Dell'Onestà

1917 ●●●

L'Innesto

1917 ●●● Versione Inglese

Cosi è (se vi pare)

1917 ●

La patente

1918 ●●●

Ma non è una cosa seria

1918 ●●

Il berretto a sonagli

1918 ●●●

Il Giuoco Delle Parti

1919 ●●●

L'uomo, la bestia e la virtù

1921 ●●● Versione Inglese Versione Spagnola

Sei Personaggi In cerca D'Autore

1922 ●●● Versione Inglese

Enrico IV

1922 ●

L'imbecille

1923 ● Versione Spagnola

L'uomo dal fiore in bocca

1925 ●

La Giara

1925 ●

Sagra del signore della nave

1926 ●●●

Diana e la tuda

1928 ●

Bellavita

1932 ●●●

Quando Si è Qualcuno

1932 ●●●

i giganti della montagna