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Ma non è una cosa seria - Commedia in tre atti  - 1918

 

Atto Primo - Scena Quinta

 

Dette, Loletta, Fanny, poi Magnasco, infine Celestino.

Loletta (sporgendo il capo dalla tendina verde della comune): Permesso?

Gasparina: Chi è? ‑ Avanti.

Entrano Loletta Festa e Fanny Martinez: due care donnine equivoche, giovanissime, graziose, vestite con eleganza. ‑ Gasparina le guarda imbarazzata; ma anch'esse sono perplesse, confuse.

Gasparina: Scusino, chi cercano?

Fanny: Non è entrato qua il signor Magnasco?

Gasparina: Ah, Sì, è qua.

Loletta: Ci aveva detto di aspettare giù...

Gasparina: Ma non ha ancora pranzato. Hanno da dirgli qualche cosa?

Loletta (imbarazzata): Si... vorremmo... Ma lui lo sa!

Fanny (venendole in ajuto): Ce lo chiami, per piacere.

Gasparina: Ecco, subito.

Si fa sull'uscio di Grizzoffi, e chiama:

Signor Magnasco, venga un po' qua, scusi.

Maestrina (che ha finito di mangiare, s'è alzata e ha guardato con occhio non ostile e viva curiosità le due ragazze): Perché non s'accomodano?

Loletta: Grazie!

Resta in piedi.

Fanny: Grazie!

c.s.

Magnasco (sopravvenendo, con un gesto di vivo rammarico alla vista di Loletta e Fanny): Uh, carine mie, scusate tanto! Qui è avvenuto un po' di... di confusione, e mi sono scordato di voi! Aspettate, aspettate... Senti, Gasparotta...

Se la chiama in disparte e parla piano con lei.

Maestrina (graziosamente alle ragazze): Sono venute per il pranzo?

Loletta (birichina, ammiccando alla padrona): Eh... vorremmo... ma...

Fanny: Dicono che c'è un orco...

Maestrina: Uno?

Fa cenno con le dita che ce ne sono due.

Loletta: Ah! due?

Maestrina (sorride annuendo; poi): Sono amiche del signor Speranza?

Seguitano a parlar tra loro piano.

Gasparina (a Magnasco): Ma non è per me, lei lo capisce, signor Magnasco... Sa com'è il signor Barranco! Poi c'è quell'altra ira di Dio...

Magnasco: Tu lascia fare a me! Vedi, la signorina Maestrina...

Maestrina (volgendosi a Magnasco): Eh, ma sto per andarmene, io, purtroppo.

Magnasco: Che peccato! Lei che ha tanto spirito...

Gasparina: Proprio oggi, poi, che il signor Barranco è così irritato!

Magnasco: Ma se ti dico che ci penso io al signor Barranco!

Gasparina (alle due ragazze): Scusino... non è per me, credano...

Magnasco: Guarda: la signorina Loletta Festa, possiamo dire che è ‑

Loletta (subito): ‑ dattilografa! ‑

Magnasco: ‑ ecco! benissimo! La più proba delle dattilografe! E la signorina Fanny Martinez ‑

Fanny (c.s.): ‑ contabile! ‑

Magnasco: ‑ di banco! perfettamente! Sarà una sorpresa, ti dico, magnifica, per il nostro Memino!

Gasparina: Eh, lo credo, per lui...

Loletta: Via, sia buona!

Fanny: Dica di sì!

Gasparina: Ma per me...

a Magnasco:

Veda un po': faccia lei...

Fanny, Loletta: Grazie! Grazie!

Gasparina: Purché poi, al solito, non ci vada io di mezzo!

Maestrina: Ma no, non tema! Io vado. Addio, Gasparina; a rivederla, Magnasco!

Gasparina: A rivederla, signorina.

Magnasco: Se ne va davvero? A rivederla!

Maestrina (alle ragazze): Buon giorno e buon divertimento!

Le due ragazze inchinano il capo, e la Maestrina fa per uscire dalla comune, quando Celestino entra con un gran fascio di fiori in una mano e una cesta al braccio con quattro bottiglie di champagne.

Maestrina: Uh! guarda! Anche lo champagne! E io che me ne devo andare a scuola!

Via per la comune.

Loletta (battendo le mani): Lo champagne! lo champagne!

Fanny (c.s.): Che bellezza! E quanti fiori! Celestino!

Celestino (porgendoli a Fanny, che non li prende): Eccoli qua! Glieli manda...

Magnasco: Ma no! La padrona è qua.

Indica Gasparina.

Celestino: Scusi, che ne so io? Io questa conosco, perché questi fiori li manda...

Fanny: Vico, lo so!

Celestino: Ecco, sì, il signor Vico Lamanna.

Li porge a Gasparina.

E queste

porgendo la cesta con le bottiglie,

il signor Speranza.

Gasparina: Sta bene.

Chiama:

Rosa!

Celestino: Se permette, faccio io, signora. Perché il signor Speranza m'ha ordinato di rimanere per ajutare a servire in tavola.

Sì riprende la cesta; va a posar le bottiglie sulla credenza, poi esce per l'uscio a destra.

Loletta (avvicinandosi con Fanny a Gasparina): E ai fiori, se permette, signora ‑

Magnasco (interrompendola con serietà): ‑ no, cara: Gasparotta, devi farmi il piacere, me la devi chiamare signorina, come te!

Loletta: Ma s'immagini!... Scusi, sa...

Gasparina: Ma no, carina, niente! scherza...

Magnasco: Perché scherzo? Signorina tu, signorine loro; signorine tutt'e tre!

Gasparina: Diceva... dei fiori?

Loletta: Se Vuol lasciar fare noi: li disporremo sulla tavola.

Gasparina, Ah sì, ecco... facciano pure...

Dà i fiori a Loletta, che insieme con Fanny si mette a distribuirli sulla tavola, disposti nei varii portafiori.

 

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1918

INTRODUZIONE

NOTE AL TESTO

NOTE DI REGIA

ATTO PRIMO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

SCENA SESTA

SCENA SETTIMA

SCENA OTTAVA

ATTO SECONDO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

SCENA SESTA

SCENA SETTIMA

SCENA OTTAVA

SCENA NONA

ATTO TERZO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

SCENA SESTA

Teatro

 Atti unici

●●  DUE atti

●●●  tre atti

INTRODUZIONE

1892 ●

La morsa

1906 ●●●

Tutto Per bene

1910 ● Versione Inglese

Lumie di Sicilia

1911 ●

Il dovere del medico

1913 ●

Cecè

1916 ●

All'uscita

1916 ●●●

Liolà

1916 ●●●

Pensaci Giacomino!

1917 ●●●

Il Piacere Dell'Onestà

1917 ●●●

L'Innesto

1917 ●●● Versione Inglese

Cosi è (se vi pare)

1917 ●

La patente

1918 ●●●

Ma non è una cosa seria

1918 ●●

Il berretto a sonagli

1918 ●●●

Il Giuoco Delle Parti

1919 ●●●

L'uomo, la bestia e la virtù

1921 ●●● Versione Inglese Versione Spagnola

Sei Personaggi In cerca D'Autore

1922 ●●● Versione Inglese

Enrico IV

1922 ●

L'imbecille

1923 ● Versione Spagnola

L'uomo dal fiore in bocca

1925 ●

La Giara

1925 ●

Sagra del signore della nave

1926 ●●●

Diana e la tuda

1928 ●

Bellavita

1932 ●●●

Quando Si è Qualcuno

1932 ●●●

i giganti della montagna