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Ma non è una cosa seria - Commedia in tre atti  - 1918

 

Atto Primo - Scena Terza

 

Rosa Detti, poi Gasparina, Magnasco.

 

Rosa (accorrendo dall'uscio a destra): Comandi, signorina!

Grizzoffi: Ma insomma, si può sapere che diavolo fa la tua padrona ancora fuori? Io voglio mangiare, senza stare ad aspettare i comodi di nessuno!

Rosa: E a me lo dice? Per me, come vede, è tutto pronto. Se la signorina non viene...

Virgadamo: Conviene aspettare, conviene aspettare, perché sarà una bella festa, sa?

Grizzoffi (voltandosi di scatto, sgarbato): Per lei!

Virgadamo: No, per tutti! Io vengo qua perché si sta allegri.

Grizzoffi: Ma lo sa che lei non è potuto soffrire dà nessuno?

Virgadamo: Non importa!

Maestrina: E non è vero niente affatto!

Virgadamo: Non importa, signorina. Il riso fa buon sangue: lor signori mi fanno ridere, e son disposto ad aspettare anche cent'anni!

Maestrina: Potessi anch'io! Ma non posso, Rosa!

Rosa: Oh! eccola qua la signorina!

 

Entra dalla comune Gasparina Torretta, seguita da Magnasco. È una donnina fina fina, un po' sciupata, trasandata; sarebbe vivacissima, se i patimenti, le angustie, la tristezza che glien'è derivata, non smorzassero tutti i moti del suo animo e della sua personcina, e non le dessero un'umiltà sorridente e rassegnata. Veste poveramente, con un vecchio cappellino da vecchia, annodato sotto il mento e una lunga mantella verde scolorita, orlata di pelo di gatto. Porta appesa al braccio una grossa borsa di cuojo. Nessuno tranne il vecchio signor Barranco, fa conto di lei, e tutti la bistrattano. Magnasco, presso alla cinquantina, veste con eleganza da giovanotto: grasso, calvo, con la faccia paonazza; ridanciano.

 

Gasparina (frettolosa, affannata): Eccomi qua... eccomi qua...

Magnasco: Signorina, signori: salute!

Gasparina: Domando scusa a lor signori, se mi son fatta aspettare... Sono andata

si leva la borsa dal braccio e la porge a Rosa

per certe spesucce. Tieni, Rosa: porta in cucina. Sono tutti?

Rosa via per l'uscio a destra.

Virgadamo: Eh, no! Manca il meglio! Il signor Speranza... il signor Lamanna...

Gasparina: Meno male! Ho fatto una corsa!

Maestrina: Ma io, Gasparina, debbo andare...

Gasparina: Come! Non prende parte al pranzo?

Grizzoffi: Ohé, dico, ci siamo anche nojaltri qua! Oh sa, signora Torretta... cioè, diciamo... signorina...

Gasparina: Ma dica come vuole...

Grizzoffi: Sarebbe infatti ridicolo che lei s'offendesse su questo punto...

Gasparina: Io, no. Ma vedo che vuole offendermi lei, non so perché...

Grizzoffi: Glielo dico subito. Lei è padronissima d'accordare le sue sfacciate preferenze...

Barranco (che s'era finora tenuto a stento, dà un pugno sul tavolino e scatta in piedi, convulso): Parli con rispetto!

Grizzoffi: Un altro! Eccolo qua! Lo sapevo!

Gasparina (accorrendo con Virgadamo): Per carità, signor Barranco, non si riscaldi!

Barranco: Lei è un vi‑villanzone!

Grizzoffi: Misuri i termini, perdio, o...

Fa per avventarglisi, trattenuto da Magnasco e dalla Maestrina.

Magnasco: Eh via, Grizzoffi ...

Barranco: La signorina Ga ... Ga...

e non può più andare avanti.

Magnasco (venendogli in aiuto): Gasparotta!

Grizzoffi: Scarpa‑rotta!

Barranco: È o-onoratissima!

Grizzoffi: E lei le paga i debiti con tutti i fornitori? Perché? pe' suoi begli occhi?

Barranco: Ah! Io? io?

Gasparina: Ma via! via! Non gli dia retta, per carità, signor Barranco! Lo lasci dire!

Maestrina: Glieli paga, caro signor Grizzoffi, per tutti coloro che si approfittano del buon cuore di questa povera donna! Vengono qua a mangiare e non la pagano!

Grizzoffi: Dice a me? Io ho pagato sempre fino all'ultimo centesimo!

Gasparina: Sì, è vero! Lei, sempre, signor Grizzoffi! Ed è stato sempre il primo a pagare!

Barranco: Pagaree! Ma che paga lei? La‑la retta paga! Non quello che‑che si divora! Lei è una vo‑voragine!

Grizzoffi: Ah! di questo si tratta?

Barranco: Del resto, non è lei solo!

Magnasco: Ma sì, siamo tutti! siamo tutti, diciamo la verità!

Grizzoffi: E perché allora insulta me soltanto?

Maestrina: Ma ha cominciato lei, scusi, con questa poverina che è sempre in perdita per contentare tutti!

Grizzoffi: Sta bene!

A Gasparina:

Lei dunque con me è in perdita?

Gasparina: Ma nossignore: io non ho parlato, signor Grizzoffi!

Grizzoffi: Ha parlato uno de' suoi più autorevoli protettori. Basta. Mi son seccato.

Barranco: E‑e lei se ne può andare!

Grizzoffi: Me ne manda via lei? ‑ Chi è, lei? ‑ Il padrone?

Gasparina: Ma per carità! Giusto oggi, signori miei?

Barranco: No‑non sono il padrone, ma... ma sono...

Grizzoffi: Lo sappiamo... lo sappiamo bene che cosa è...

Barranco (inveendo minacciosissimo): Rispetti, le dico, la‑la signorina Torretta!

Grizzoffi (per tagliar corto, sprezzante): Via, Gasparotta: fammi il conto! me ne vado!

Gasparina: Ma perché, signor Grizzoffi? Che le ho fatto io?

Grizzoffi: Per non vedermi più davanti quel vecchio gufo lì, che tra l'altro non mi fa dormire la notte! Tira certi ronfi con quella tromba di naso, che ne trema la casa!

Barranco: Io? Ah, io? E lei che‑che bestemmia anche mentre dorme?

Virgadamo: Eh, via, venga... venga, signor Barranco...

Lo trascina verso l'uscio della sua camera.

Lo lasci perdere!

Magnasco (tirando a sua volta Grizzoffi, verso la sua stanza): Andiamo... andiamo, Grizzoffi... Si calmi, via!... Venga...

Gasparina (alla Maestrina): Dio mio, signorina...

Maestrina: Ah no, senta: il torto è suo!

Grizzoffi: Aspetto il conto, sa! Voglio andarmene subito! Subito!

Barranco: Ci‑ci leva a tutti l'incomodo!

Via Magnasco e Grizzoffi; Virgadamo e Barranco.

 

Inizio pagina

 

 

1918

INTRODUZIONE

NOTE AL TESTO

NOTE DI REGIA

ATTO PRIMO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

SCENA SESTA

SCENA SETTIMA

SCENA OTTAVA

ATTO SECONDO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

SCENA SESTA

SCENA SETTIMA

SCENA OTTAVA

SCENA NONA

ATTO TERZO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

SCENA SESTA

Teatro

 Atti unici

●●  DUE atti

●●●  tre atti

INTRODUZIONE

1892 ●

La morsa

1906 ●●●

Tutto Per bene

1910 ● Versione Inglese

Lumie di Sicilia

1911 ●

Il dovere del medico

1913 ●

Cecè

1916 ●

All'uscita

1916 ●●●

Liolà

1916 ●●●

Pensaci Giacomino!

1917 ●●●

Il Piacere Dell'Onestà

1917 ●●●

L'Innesto

1917 ●●● Versione Inglese

Cosi è (se vi pare)

1917 ●

La patente

1918 ●●●

Ma non è una cosa seria

1918 ●●

Il berretto a sonagli

1918 ●●●

Il Giuoco Delle Parti

1919 ●●●

L'uomo, la bestia e la virtù

1921 ●●● Versione Inglese Versione Spagnola

Sei Personaggi In cerca D'Autore

1922 ●●● Versione Inglese

Enrico IV

1922 ●

L'imbecille

1923 ● Versione Spagnola

L'uomo dal fiore in bocca

1925 ●

La Giara

1925 ●

Sagra del signore della nave

1926 ●●●

Diana e la tuda

1928 ●

Bellavita

1932 ●●●

Quando Si è Qualcuno

1932 ●●●

i giganti della montagna