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Commedia in tre atti  - 1918

Alessandra Gassmann, Ugo Pagliai

Personaggi
Leone Gala
Silia, sua moglie
Guido Venanzi
Il dottor Spiga
Filippo, detto Socrate, servo di Leone Gala
Barelli
Il marchesino Miglioriti
Primo Signore ubriaco
Secondo Signore ubriaco
Terzo Signore ubriaco
Clara, cameriera di Silia
Signori e Signore dei piani di sotto e di sopra


In una città qualunque. — Oggi.


 

Il dramma, tratto dalla novella " Quando si è capito il giuoco ", rappresentato la prima volta con lunghe polemiche ed incomprensioni nel lontano 1915, viene considerato vicino all'altro " II piacere dell'onestà ". Il concetto pirandelliano della vita e del cristallizzarsi delle norme e spiegato con l'esempio dell'uovo: il dentro dell'uovo è il contenuto, la vita, che si prende, si vede (« si beve»), la vita con tutta l'urgenza dei suoi interessi e la varietà dei suoi motivi; il guscio è il concetto astratto delle cose, la loro forma vana ed esteriore che va buttata via. Leone Gala è marito solo di forma, ha la «maschera» di marito, marito solo per concetto astratto, un guscio è niente altro; egli allora cerca la vera sostanza della vita nella sua raffinata cucina: di cui egli vuole fare appunto lo scopo, la sostanza della vita stessa, filosoficamente incredulo e scettico verso qualsiasi forma di vita sociale verso i cosiddetti valori, a cui gli uomini fingono di credere secondo il loro basso opportunismo. Altro concetto che il dramma pirandelliano vuole sottolineare è il contrasto tra le forze ideali, i sentimenti, le passioni da un lato e la ragione dall'altro: passione e sentimenti vanno imbrigliati, regolati e di volta in volta svuotati, man mano che essi urgono in noi; pero a questo modo si rischierebbe di rimanere internamente vuoti, senza un « pernio », ed esternamente golfi, incerti e vuoti agli occhi del mondo, allora e necessario riempire con una zavorra quel vuoto, lo spazio lasciato libero nel nostro spirito dal dissolversi di quei valori, e necessario ;ancorarsi a qualche cosa, costituirsi il «pernio» intorno a cui far ruotare la nostra vita, sia pure il piacere della buona cucina, per esempio: a questo modo ci sarà facile liberarci dal male che In vita può farci, « alienarci », guardar vivere gli altri. E' in certo senso riproposta la teoria gentiliana dell'autoctisi, cioè del voler risolvere le situazioni che si presentano drammaticamente ed intorbidate dalle passioni, svuotandole di ogni drammaticità attraverso il sottile e puro ragionare e mettendone a nudo la loro psicologia, che a noi parrebbe complicata, ma che alla fine si risolve in giuoco facile e chiaramente scoperto. C'è da osservare però che la olimpica serenità di Leone Gala e a volte solo apparente; perché c'è in lui un interno rodio e il sottile gusto della vendetta; sembra che sotto le forme della più fredda e rigida razionalità della convenzionalità degli atti egli sia sempre innamorato di sua moglie e costretto a rituffarsi nella vita dalla quale egli crede di potere astrarre. Per questo aspetto il personaggio si spoglia dell'astrattezza a cui sembrerebbe confinato per acquistare una intensa umanità, che lo avvicina al lettore e allo spettatore. Il dramma è scarno ed essenziale, rigidamente orientato verso la tesi: perfino il variopinto e clownesco episodio degli ubriachi notturni conduce diritto allo scopo.

Guido Venanzi e figura di contrasto rispetto n quella del protagonista: legnoso, incerto, scolorito fino alla scena finale, nella quale accetta la sua parte e in certo senso si riscatta ai nostri occhi. E come Belcredi dell'Enrico IV: gli amanti seduttori sono in Pirandello molto spesso presentali sotto cattiva luce o addirittura come degli imbecilli. E, indubbiamente ancora un segno della moralità intrinseca dell'opera pirandelliana: non vale la pena di sporcarsi, di « tradire» i valori dell'umanità, come la famiglia, l'amicizia, il matrimonio, per restare delusi e svuotati. L'inquieta ricerca " dell'altra " anima gemella e giuoco che alla fine conduce ad una più amara e delusa solitudine. Il dramma viene giudicato una tipica composizione del teatro borghese di fine Ottocento ed ante prima guerra mondiale, il triangolo solito del lui, lei e l'altro.

Senza dubbio lo schema è questo, ma tutta la problematica, le " conclusioni " pirandelliane ci portano in un terreno nuovo, che sta decisamente ormai al di fuori del teatro borghese tradizionale ed è in polemica con esso.

1918

INTRODUZIONE

RIASSUNTO

ATTO PRIMO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

SCENA SESTA

ATTO SECONDO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

SCENA SESTA

SCENA SETTIMA

SCENA OTTAVA

SCENA NONA

ATTO TERZO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

Teatro

 Atti unici

●●  DUE atti

●●●  tre atti

INTRODUZIONE

1892 ●

La morsa

1906 ●●●

Tutto Per bene

1910 ● Versione Inglese

Lumie di Sicilia

1911 ●

Il dovere del medico

1913 ●

Cecè

1916 ●

All'uscita

1916 ●●●

Liolà

1916 ●●●

Pensaci Giacomino!

1917 ●●●

Il Piacere Dell'Onestà

1917 ●●●

L'Innesto

1917 ●●● Versione Inglese

Cosi è (se vi pare)

1917 ●

La patente

1918 ●●●

Ma non è una cosa seria

1918 ●●

Il berretto a sonagli

1918 ●●●

Il Giuoco Delle Parti

1919 ●●●

L'uomo, la bestia e la virtù

1921 ●●● Versione Inglese Versione Spagnola

Sei Personaggi In cerca D'Autore

1922 ●●● Versione Inglese

Enrico IV

1922 ●

L'imbecille

1923 ● Versione Spagnola

L'uomo dal fiore in bocca

1925 ●

La Giara

1925 ●

Sagra del signore della nave

1926 ●●●

Diana e la tuda

1928 ●

Bellavita

1932 ●●●

Quando Si è Qualcuno

1932 ●●●

i giganti della montagna