La stessa scena dell'atto precedente. È l'alba del
giorno dopo.
FILIPPO, il dottor SPIGA.
Al levarsi della tela, la scena é vuota e quasi buja.
Si sente sonare il campanello.
FILIPPO (venendo fuori dall'uscio a sinistra
e traversando la scena) Chi diavolo sarà a
quest'ora? Si comincia bene!
Esce per l'uscio a destra e rientra poco dopo in
iscena col dottor SPIGA in stiffelius e
cappello a stajo, sovraccarico di due grosse,
pesanti borse da viaggio. piene d'un intero
armamentario chirurgico.
SPIGA Ah, dorme ancora?
FILIPPO Dorme. Parlate piano.
SPIGA Piano piano, sì. Perdio, dorme! E io
non ho chiuso occhio tutta la notte!
FILIPPO Per lui?
Indica l'uscio in fondo.
SPIGA Per lui... cioè, per pensare a tutto...
FILIPPO E che avete costì?
Indica le due borse.
SPIGA Tutto, tutto ti dico.
S'avvicina alla tavola su cui é stesa la tovaglia.
Su, su, porta via questa tovaglia...
FILIPPO Che dite?
SPIGA Ci ho qua la mia...
La cava fuori da una delle borse. È una tovaglia
chirurgica, di tela cerata bianca.
FILIPPO E che vorreste farne?
SPIGA Preparo tutto qua...
FILIPPO Questa tavola voi non la toccate!
L'apparecchio io per la colazione!
SPIGA Ma che colazione! Levati! Altro che
colazione!
FILIPPO Vi dico di non toccarla!
SPIGA (volgendosi verso la scrivania)
Sgombrami quest'altra. allora!
FILIPPO Voi scherzate! Non capite che queste
due tavole qua - parlano?
SPIGA Ma sì, lo so! Non ripetermi quel che
dice lui! Due simboli: scrivania e tavola da pranzo;
libri e stoviglie; il vuoto e il pieno. Non capisci
tu. piuttosto, che tutte codeste diavolerie, da un
momento all'altro, possono andare a gambe all'aria?
FILIPPO Oh, insomma, gli avete anche ordinato
la cassa da morto? Mi parete un direttore di pompe
funebri!
SPIGA Bestia! Dio, che bestia... M'hanno
detto che si va vestiti così... Ma guarda un po'!
Dio solo sa che notte ho passato...
FILIPPO Parlate piano!
SPIGA (piano) E debbo anche combattere con
lui. Sbrigati! Sparecchiami almeno qua quest'altro
tavolino. Non ho tempo da perdere...
FILIPPO Ah, per questo non ho difficoltà. Ci
vuol poco!
Ne toglie via un portasigari e un vaso di fiori.
Eccolo sgombrato.
SPIGA (vi stende la tovaglia che ha ancora
sospesa in mano) Oh, finalmente!
E ora, mentre il dottor SPIGA trarrà dalle
due borse e disporrà qua sul tavolino, su cui avrà
steso la tovaglia, i suoi lucidi, orribili strumenti
chirurgici, FILIPPO, uscendo e rientrando per
l'uscio della cucina, apparecchierà la tavola da
pranzo.
Bisturi per la disarticolazione... coltelli
interossi, pinze... sega ad arco... tenaglie...
compressori...
FILIPPO Ma che volete farne, di codesta
macelleria?
SPIGA Come che voglio farne? Alla pistola!
Non capisci che se, Dio liberi, prende una palla in
corpo, possiamo anche trovarci a un caso
d'amputazione? Una gamba... un braccio...
FILIPPO Ah, bravo... E perché non avete
portato con voi anche la gamba di legno?
SPIGA Caro mio, armi, non si sa mai! Ho
portato questi altri strumentini qua... per
l'estrazione... Esploratore... specillo di Nélaton...
tirapalle a forbice. Oh, guarda, modello inglese,
bellissimo! Oh, e gli aghi?
Cerca nella borsa:
Ah, eccoli qua.. Mi pare che ci sia tutto.
Guarda l'orologio.
Sono le sei e venticinque, sai? A momenti i padrini
saranno qua.
FILIPPO E che me n'importa?
SPIGA Ma non dico per te. Lo so che a te non
te ne importa. Dico per lui. Se non s'è ancora
svegliato.
FILIPPO Questa non è l'ora sua.
SPIGA E che vorresti tenerlo in orario anche
oggi? Se è puntato per le sette!
FILIPPO Vuol dire che ci penserà lui a
svegliarsi, ad alzarsi, a vestirsi... Forse si sarà
già alzato.
SPIGA Potresti andare a vedere!
FILIPPO Non vado a vedere un corno! Io sono
il suo orologio delle giornate solite, e non mi
metto né in anticipazione né in ritardo d'un minuto.
Sveglia: alle sette e mezzo!
SPIGA Ma non sai che alle sette e mezzo,
oggi, Dio liberi, potrebbe esser morto?
FILIPPO E alle otto gli porto la colazione!
Si sente sonare alla porta.
SPIGA Ecco, vedi? Saranno i padrini.
FILIPPO va ad aprire e rientra poco dopo con
Guido Venanzi e Barelli.