LEONE Gala, GUIDO Venanzi, poi, di nuovo,
FILIPPO.
GUIDO (che s'è levato in piedi, fortemente
turbato, impacciato, perplesso, alla scampanellata)
Hanno... hanno sonato?
LEONE (guardandolo e notandone il turbamento) Sì.
Che cos'è?
GUIDO Oh Dio... LEONE... sarà lei!
LEONE Silia? qua?
GUIDO Sì, senti, per carità... Ero venuto così
per tempo... per prevenirti...
LEONE Di che cosa?
GUIDO D'una cosa che è accaduta jersera -
LEONE - a Silia?
GUIDO Ma niente, sai? una sciocchezza... una vera
sciocchezza... Tanto che non te n'ho detto nulla,
sperando che... dormendoci sopra, le fosse passata...
Nuova scampanellata, più forte, alla porta.
GUIDO Eccola qua, invece... è lei di sicuro!
LEONE (placido, volgendosi verso l'uscio a
sinistra) Socrate, perbacco! e va' ad aprire!
GUIDO Aspetta... aspetta...
a FILIPPO che entra:
Aspettate!
FILIPPO Me n'ero dimenticato.
GUIDO Aspettate!
A LEONE:
Ti prevengo, LEONE, che tua moglie vuol
commettere una pazzia.
LEONE Non è una novità!
GUIDO E fartela commettere!
LEONE A me? Oh!
A FILIPPO:
Va' ad aprire, va' ad aprire! Le visite di mia moglie,
caro GUIDO, mi sono sempre per questo
graditissime.
FILIPPO, più che mai irritato, va ad aprire.
GUIDO Ma tu non sai di che si tratta!
LEONE Di qualunque cosa si tratti. Lascia fare.
Vedrai.
Rifacendosi all'immagine dell'uovo fresco del primo
atto:
Lo acchiappo, lo foro, e me lo bevo.