Atto Secondo - Scena Seconda
La Signora Assunta, Fifì La Bella, Fana, poi Beatrice.
Assunta (accorrendo in gran subbuglio prima verso
l'uscio a destra poi verso l'uscio a sinistra, e gridando):
Beatrice! Beatrice! Dov'è? Dov'è? Beatrice!
(Entra per l'uscio a sinistra, seguitando a chiamare.)
Fana (difendendosi da Fifì che la investe): Ma
perché se la prende con me, signorino?
Fifì (che tiene per le braccia Fana e la scrolla
furiosamente): Perché obbligo vostro era di venire da me, ad
avvertirmi!
Assunta (rientrando dall'uscio a sinistra): Ma
dov'è mia figlia? Ditemi dov'è! Beatrice! Beatrice!
Beatrice (accorrendo alle grida dall'uscio a destra e
buttandosi tra le braccia della madre):
Mamma! mamma! (Scoppia in singhiozzi.)
Assunta: Figlia mia, figlia mia, che hai fatto? Ti sei
rovinata!
Fana (difendendosi da Fifì che la investe): Ma se
volle far tutto da sé, senza dare ascolto a nessuno!
Glielo dissi tante volte, povera me! - Parli lei, signora, per
carità! - Le dissi: «Si rivolga a suo fratello, che è uomo! Ne
chieda consiglio, prima, alla sua mamma!».
Assunta: Non dirne niente neanche a me! Buttarsi così
allo sbaraglio senza dirne niente a nessuno!
Fifì (afferrando per un braccio la sorella e
strappandola dalla madre): Vorrei sapere perché piangi ora!
Lo sai che hai messo tutto il paese sossopra?
Assunta: Lo hanno arrestato, figlia mia! lo hanno
arrestato!
Fana: Il padrone? Madre di Dio!
Assunta: E anche lei!
Fana: Anche la moglie di Ciampa?
Beatrice: Tutt'e due? Ci ho gusto! Ah, sono contenta!
Proprio quello che volevo!
Assunta: Ma che dici, figlia!
Fifì: La vergogna? Lo scandalo?
Beatrice: Sì, sì, lo scandalo! la vergogna addosso a lui!
Fifì: E addosso a te, pazza! Che ti figuri d'aver
guadagnato con codesta follia che hai commessa?
Beatrice: Che? Ma questo! Ecco! (Tira un gran respiro
di sollievo.) Ah! - che posso rifiatare... - così! E che gli
ho dato la lezione che si meritava! - Sono libera! sono libera!
Fifì: Libera? - Pazza! - Che libera? Libera di venirtene
a casa mia, ora, senza poter più cacciare il naso fuori della
porta! Libera, dice! Senza più stato...
Beatrice: Non me n'importa nulla! Purché non me lo veda
più davanti! Stavo a prepararmi per andar via! Mi preparo da
jersera.
Fifì: E jeri io ero qua! Dimmi un po': fu quella megera,
con cui ti trovai qua a confabulare?
Fana: Sì, sì, appunto! quella, quella, signorino!
Assunta: Quella, chi?
Fana: La Saracena, signora mia!
Assunta: Oh Dio! - E come, figlia? con una donnaccia di
quella specie ti sei messa? E tu Fifì, tu non hai sospettato
nulla?
Fifì: Potevo immaginarmi questo?
Fana: Mi mandarono a chiamare il Delegato Spanò...
Fifì: Spanò?
Assunta: Spanò! Ma come!
Fifì: Il Delegato Spanò avete detto?
Assunta (a Beatrice): Spanò, creatura di tuo
padre, ha potuto far questo? senza sconsigliartelo?
Fifì: Quant'è buona, Lei, mammà! Non gli sarà parso vero
di metter le mani addosso a uno, quando gli tocca far tanto di
cappello a tutti quei... (s'interrompe, turandosi la bocca e
mugolando,) - uhm, lo stavo per dire! - che lo
ajutano a vivere in pace con sua moglie! Ha capito?
Assunta: Ah, quando mai, simili vergogne, le donne di
casa nostra!
Fana: Nominata per davvero, Vossignoria, tant'anni! La
sua prudenza! Sempre con le labbra cucite!
Assunta: Eppure ne ho viste, Fana, voi lo sapete!
Fana: Altri tempi, signora mia, altri tempi!
Assunta: Come non hai pensato a me, figliuola mia? Sono
vecchia io! Ti pare che possa reggere a colpi così forti? Io
domani ne morrò... - già mi sento, che Dio solo sa come...
Fifì: Lei si stia tranquilla, mammà, e non se ne prenda;
o io non so, per Cristo, che cosa faccio! Ha voluto cacciarsi in
questi guaj, la pazza? E ora ci resti!
Assunta: Già! Come se non fosse più mia figlia e sua
sorella! Che dici!
Fifì: Ci pensa ora, che è mia sorella? Aveva me, qua,
jeri! Che possiamo farci più noi, adesso? Solo ricondurcela a
casa possiamo, perché certo qua, ora, con suo marito non potrà
più rimanere!
Beatrice: E chi vuole rimanerci?
Si sente il campanello alla porta. Tutti restano sospesi.
Assunta (sbigottita): Chi sarà?
Beatrice: Non ho paura di nessuno, io!
Fifì (a Fana): Andate ad aprire. Ci sono qua io.
Fana: Venga con me, per favore, signorino: tremo tutta...
Fifì (alla madre e alla sorella): Andate di là,
vojaltre. (A Fana:) E voi su, ad aprire! senza smorfie!
Assunta: Vieni, vieni, figlia mia, vieni con me... (Via
per la destra con Beatrice.)
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