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Il berretto a sonagli - Commedia in due atti  - 1918

 

Atto Secondo - Scena Seconda

 

La Signora Assunta, Fifì La Bella, Fana, poi Beatrice.

 

Assunta (accorrendo in gran subbuglio prima verso l'uscio a destra poi verso l'uscio a sinistra, e gridando):

Beatrice! Beatrice! Dov'è? Dov'è? Beatrice!

(Entra per l'uscio a sinistra, seguitando a chiamare.)

Fana (difendendosi da Fifì che la investe): Ma perché se la prende con me, signorino?

Fifì (che tiene per le braccia Fana e la scrolla furiosamente): Perché obbligo vostro era di venire da me, ad avvertirmi!

Assunta (rientrando dall'uscio a sinistra): Ma dov'è mia figlia? Ditemi dov'è! Beatrice! Beatrice!

Beatrice (accorrendo alle grida dall'uscio a destra e buttandosi tra le braccia della madre):

Mamma! mamma! (Scoppia in singhiozzi.)

Assunta: Figlia mia, figlia mia, che hai fatto? Ti sei rovinata!

Fana (difendendosi da Fifì che la investe): Ma se volle far tutto da sé, senza dare ascolto a nessuno!

Glielo dissi tante volte, povera me! - Parli lei, signora, per carità! - Le dissi: «Si rivolga a suo fratello, che è uomo! Ne chieda consiglio, prima, alla sua mamma!».

Assunta: Non dirne niente neanche a me! Buttarsi così allo sbaraglio senza dirne niente a nessuno!

Fifì (afferrando per un braccio la sorella e strappandola dalla madre): Vorrei sapere perché piangi ora! Lo sai che hai messo tutto il paese sossopra?

Assunta: Lo hanno arrestato, figlia mia! lo hanno arrestato!

Fana: Il padrone? Madre di Dio!

Assunta: E anche lei!

Fana: Anche la moglie di Ciampa?

Beatrice: Tutt'e due? Ci ho gusto! Ah, sono contenta! Proprio quello che volevo!

Assunta: Ma che dici, figlia!

Fifì: La vergogna? Lo scandalo?

Beatrice: Sì, sì, lo scandalo! la vergogna addosso a lui!

Fifì: E addosso a te, pazza! Che ti figuri d'aver guadagnato con codesta follia che hai commessa?

Beatrice: Che? Ma questo! Ecco! (Tira un gran respiro di sollievo.) Ah! - che posso rifiatare... - così! E che gli ho dato la lezione che si meritava! - Sono libera! sono libera!

Fifì: Libera? - Pazza! - Che libera? Libera di venirtene a casa mia, ora, senza poter più cacciare il naso fuori della porta! Libera, dice! Senza più stato...

Beatrice: Non me n'importa nulla! Purché non me lo veda più davanti! Stavo a prepararmi per andar via! Mi preparo da jersera.

Fifì: E jeri io ero qua! Dimmi un po': fu quella megera, con cui ti trovai qua a confabulare?

Fana: Sì, sì, appunto! quella, quella, signorino!

Assunta: Quella, chi?

Fana: La Saracena, signora mia!

Assunta: Oh Dio! - E come, figlia? con una donnaccia di quella specie ti sei messa? E tu Fifì, tu non hai sospettato nulla?

Fifì: Potevo immaginarmi questo?

Fana: Mi mandarono a chiamare il Delegato Spanò...

Fifì: Spanò?

Assunta: Spanò! Ma come!

Fifì: Il Delegato Spanò avete detto?

Assunta (a Beatrice): Spanò, creatura di tuo padre, ha potuto far questo? senza sconsigliartelo?

Fifì: Quant'è buona, Lei, mammà! Non gli sarà parso vero di metter le mani addosso a uno, quando gli tocca far tanto di cappello a tutti quei... (s'interrompe, turandosi la bocca e mugolando,) - uhm, lo stavo per dire! - che lo ajutano a vivere in pace con sua moglie! Ha capito?

Assunta: Ah, quando mai, simili vergogne, le donne di casa nostra!

Fana: Nominata per davvero, Vossignoria, tant'anni! La sua prudenza! Sempre con le labbra cucite!

Assunta: Eppure ne ho viste, Fana, voi lo sapete!

Fana: Altri tempi, signora mia, altri tempi!

Assunta: Come non hai pensato a me, figliuola mia? Sono vecchia io! Ti pare che possa reggere a colpi così forti? Io domani ne morrò... - già mi sento, che Dio solo sa come...

Fifì: Lei si stia tranquilla, mammà, e non se ne prenda; o io non so, per Cristo, che cosa faccio! Ha voluto cacciarsi in questi guaj, la pazza? E ora ci resti!

Assunta: Già! Come se non fosse più mia figlia e sua sorella! Che dici!

Fifì: Ci pensa ora, che è mia sorella? Aveva me, qua, jeri! Che possiamo farci più noi, adesso? Solo ricondurcela a casa possiamo, perché certo qua, ora, con suo marito non potrà più rimanere!

Beatrice: E chi vuole rimanerci?

Si sente il campanello alla porta. Tutti restano sospesi.

Assunta (sbigottita): Chi sarà?

Beatrice: Non ho paura di nessuno, io!

Fifì (a Fana): Andate ad aprire. Ci sono qua io.

Fana: Venga con me, per favore, signorino: tremo tutta...

Fifì (alla madre e alla sorella): Andate di là, vojaltre. (A Fana:) E voi su, ad aprire! senza smorfie!

Assunta: Vieni, vieni, figlia mia, vieni con me... (Via per la destra con Beatrice.)

 

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1918

INTRODUZIONE

APPUNTI DI REGIA

’A birritta cu i cincianeddi 

ATTO PRIMO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

SCENA SESTA

ATTO SECONDO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

Teatro

 Atti unici

●●  DUE atti

●●●  tre atti

INTRODUZIONE

1892 ●

La morsa

1906 ●●●

Tutto Per bene

1910 ● Versione Inglese

Lumie di Sicilia

1911 ●

Il dovere del medico

1913 ●

Cecè

1916 ●

All'uscita

1916 ●●●

Liolà

1916 ●●●

Pensaci Giacomino!

1917 ●●●

Il Piacere Dell'Onestà

1917 ●●●

L'Innesto

1917 ●●● Versione Inglese

Cosi è (se vi pare)

1917 ●

La patente

1918 ●●●

Ma non è una cosa seria

1918 ●●

Il berretto a sonagli

1918 ●●●

Il Giuoco Delle Parti

1919 ●●●

L'uomo, la bestia e la virtù

1921 ●●● Versione Inglese Versione Spagnola

Sei Personaggi In cerca D'Autore

1922 ●●● Versione Inglese

Enrico IV

1922 ●

L'imbecille

1923 ● Versione Spagnola

L'uomo dal fiore in bocca

1925 ●

La Giara

1925 ●

Sagra del signore della nave

1926 ●●●

Diana e la tuda

1928 ●

Bellavita

1932 ●●●

Quando Si è Qualcuno

1932 ●●●

i giganti della montagna