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Il berretto a sonagli - Commedia in due atti  - 1918

 

Atto Primo - Scena Quinta

 

Beatrice e il Delegato Spanò. 

 

Beatrice (facendosi con ansia all'uscio a destra): Signor Delegato, venga, entri qua... ah, finalmente!

Spanò (sui quarant'anni, tipo buffo di Delegato paesano, con arie eroiche, barbuto, capelluto; di tanto in tanto, parlando, s'imbeve tutto): Fulminato, signora. Proprio. Come se un fulmine, ma di quelli, sa? fracassosi, mi fosse caduto qua, proprio davanti ai piedi: privo di Dio!

Beatrice: Va bene, va bene, ma non è più tempo di far parole, adesso, signor Delegato. Bisogna concertare subito quel che s'ha da fare. Si figuri, si figuri che voleva portarmi qua la moglie!

Spanò: Qua? Lui? La moglie?

Beatrice: Miglior prova di questa? Non c'è più dove arrivare!

Spanò: Ma lei si calmi, signora, si calmi, per carità!

Beatrice: Come vuole che mi calmi? Gli voglio dare una lezione davanti a tutto il paese, una di quelle lezioni che non se la dovrà più dimenticare!

Spanò: Sì, ma... e... e le conseguenze, signora? le conseguenze, le ha misurate tutte?

Beatrice: Che dovrò separarmi, lei dice? Prontissima. Ma non così con le buone, ah no! Prima lo svergogno e poi ci separiamo! Perché non si dica che il torto è mio! Voglio lo scandalo, e grosso!

L'ha da vedere il paese chi è questo cavalier Fiorìca che tutti rispettano! - Io le faccio la denunzia. Lei è un pubblico ufficiale, e non può tirarsi indietro.

Spanò: Va bene... signora, certo... se lei mi fa la denunzia...

Beatrice: Subito gliela faccio: mi dica come si fa e gliela faccio.

Spanò: Ahahàh, no! scusi: questo poi no: vuole che glielo dica io come si fa?

Beatrice (un po' civettando, per rabbia): Non vuole ajutarmi? Signor Delegato... non vuole ajutarmi?

Spanò: Ma come no, signora? Voglio ajutarla... ma consideri però che io sono un amico di famiglia...

Beatrice: Lei dev'essere per la giustizia!

Spanò: Sissignora, e sono obbligato a non guardare in faccia a nessuno - e vado così, signora, a testa alta, sempre, anche davanti al Padreterno! Ma per la venerazione che porto alla santa memoria di suo padre, che fu padre anche per me, signora ... privo di Dio, quanto bene mi voleva, signora! e quante cose m'insegnò ... Vede, signora? anche questa, guardi; che certi piccoli... piccoli peccati veniali...

Beatrice: Veniali? ah lei li chiama...

Spanò: Possiamo anche chiamarli diversivi, se vuole. Da amico!

Beatrice: Da amico di lui?

Spanò: No, suo, signora: anche suo!

Beatrice: E dice diversivi? Ma belli, belli, codesti diversivi! E questa è la sua giustizia? E così lei sostiene una povera donna debole che non può difendersi da sé? Io voglio fare la denunzia, capisce? Subito! subito! Come si fa?

Spanò: Oh Dio, ma per la denunzia, non ci vuol niente... È il servizio, signora! Si figura che sia una cosa facile? Servizio delicatissimo, difficile... Bisognerà prima di tutto accedere, non visti, alla faccia dei luoghi... studiare la topografia... - Oh che le pare? - indizii... prove...

Beatrice: Tutto provato, tutto studiato: non c'è bisogno di niente, signor Delegato! Lei conosce la Saracena?

Spanò: Persona nostra, signora.

Beatrice: Meglio! Se la mandi a chiamare! Le saprà dire ogni cosa, per filo e per segno!

Spanò: Signora, ma se le ho già parlato! Siamo a giorno di tutto, noi. Due porte abbiamo, signora.

Una, dalla parte del banco del cavaliere; l'altra, dalla parte opposta, delle due stanze annesse al banco, abitazione del Ciampa. Or dunque! C'è poi un uscio di mezzo, sì o no? tra il banco e queste due stanze del Ciampa? C'è, è vero? E il Ciampa lo suol chiudere di qua, dalla parte del banco, con spranga e catenaccio. Or dunque! Lei ci va con le guardie, contemporaneamente dalle due parti. Che ne viene? Ne viene che quelli non aprono neanche se viene Dio, se prima non hanno richiuso quest'uscio di mezzo, facendosi trovare uno di qua, l'altra di là!

Beatrice: E allora... allora non c'è rimedio?

Spanò: Non c'è rimedio? Ma appunto in questo consiste l'uomo dell'arte; nel trovare il rimedio, signora mia! Se lei, per esempio, avesse la chiave del banco...

Beatrice: L'ho! l'ho! Me la deve portar lui, Ciampa, ora stesso, prima di partire! Lo aspetto.

Spanò (stordito): Ciampa? Come! Ciampa le porta la chiave?

Beatrice: Sì; senza ch'io gliel'abbia domandata! Vuol portarmela lui, per forza, a ogni costo! Io anzi non la volevo!

Spanò: Non capisco! Non... non capisco... E allora... Allora lei può esser più che sicura che Ciampa non ha il benché minimo sospetto... Positivo, sa!

Beatrice: Ma che dice? E perché voleva portarmi qua la moglie, allora?

Spanò: Perché... perché... santo Dio, perché in paese, signora mia, è notorio a tutti -

Beatrice: - che io sono gelosa, è vero? E con questa scusa, infatti, che io sono gelosa, lui ha fatto sempre il comodo suo. Ma glielo dimostro io, ora, alla gente, se son gelosa a torto o a ragione! Lei dice che non c'è più difficoltà, avendo la chiave, è vero? Apre il banco, prima che egli abbia tempo di richiudere l'uscio di mezzo, e...

Spanò (con un sorriso di compatimento): Apro? Che apro? Già: apro!... Le pare che sia così stupido il cavaliere da entrare dalla donna con l'unica precauzione d'aver chiuso a chiave la porta del banco? Ci metterà anche il paletto! E che apro io allora? come apro? Debbo fare le intimazioni; atterrare la porta; e in questo mentre il cavaliere avrà tutto il tempo di richiudere l'uscio di mezzo e di rimetterci spranga e catenaccio. - Non si fa così, signora mia! - Sarebbe facile allora fare il Delegato!

Beatrice: Oh Dio mio! E come si fa, dunque?

Spanò: Come si fa... come si fa... - Arriva alle dieci, il cavaliere? Ebbene: uno dovrà esser già lì dentro nascosto, in quel bugigattolino dove il cavaliere tiene la pressa del copialettere, mezz'ora prima: alle nove e mezzo! - Tutto fatto. Si piglia nell'ala!

Beatrice (esultante): Ah! bravo! bravo! Mi detti... mi detti la denunzia, allora, subito!

(Si sente sonare il campanello.)

Spanò: Mi pare che suonino.

Beatrice: Sì: sarà il Ciampa che mi porta la chiave! Si ritiri, si ritiri qua un momento...

(Indica l'uscio a destra.)

Spanò: Nell'ala - ha capito? (Via in fretta per l'uscio a destra.)

 

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1918

INTRODUZIONE

APPUNTI DI REGIA

’A birritta cu i cincianeddi 

ATTO PRIMO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

SCENA SESTA

ATTO SECONDO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

Teatro

 Atti unici

●●  DUE atti

●●●  tre atti

INTRODUZIONE

1892 ●

La morsa

1906 ●●●

Tutto Per bene

1910 ● Versione Inglese

Lumie di Sicilia

1911 ●

Il dovere del medico

1913 ●

Cecè

1916 ●

All'uscita

1916 ●●●

Liolà

1916 ●●●

Pensaci Giacomino!

1917 ●●●

Il Piacere Dell'Onestà

1917 ●●●

L'Innesto

1917 ●●● Versione Inglese

Cosi è (se vi pare)

1917 ●

La patente

1918 ●●●

Ma non è una cosa seria

1918 ●●

Il berretto a sonagli

1918 ●●●

Il Giuoco Delle Parti

1919 ●●●

L'uomo, la bestia e la virtù

1921 ●●● Versione Inglese Versione Spagnola

Sei Personaggi In cerca D'Autore

1922 ●●● Versione Inglese

Enrico IV

1922 ●

L'imbecille

1923 ● Versione Spagnola

L'uomo dal fiore in bocca

1925 ●

La Giara

1925 ●

Sagra del signore della nave

1926 ●●●

Diana e la tuda

1928 ●

Bellavita

1932 ●●●

Quando Si è Qualcuno

1932 ●●●

i giganti della montagna