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L'innesto - Commedia in tre atti - 1917

 

Atto Terzo - Scena Quarta

 

Laura e Giorgio.

 

Laura: Parlavi del mio amore, così, davanti -
Giorgio (subito, compiendo la frase): - davanti a tua madre e al dottore!
Laura: Anche la madre, in questo caso, diventa un'estranea. Non dico quell'altro. Avevi l'aria di buttarmelo in faccia!
Giorgio: Ma sì, perché non credo, non voglio credere, che tu ora possa, o voglia avvalertene!
Laura: Dio! Giorgio, ma guardami! Tu non puoi più guardarmi?
Giorgio: No! Se è vero questo, no! che tu possa pensare... Io voglio sapere - e subito, subito, senza tante parole - quello che tu vuoi fare!Laura: Che debbo fare? Dipende da te, Giorgio. Dal tuo animo.
Giorgio: Come! E tu hai bisogno che te lo dica io, qual è il mio animo? Quale può essere? Non lo comprendi? Non lo vedi? Non lo senti?
Laura: Sento che tu mi sei tutt'a un tratto nemico. Come... come se io...
Giorgio: Dunque tu dici di no?
Laura (abbattendosi a sedere, disperatamente, dice quasi tra sé): Ah Dio! ah Dio! Non è valso dunque a nulla?
Giorgio (la guarda, come sbalordito, un pezzo; poi): Che cosa non è valso? Che dici? Voglio che tu mi risponda!
Laura: Tu dunque ricordi solo una cosa? E dimentichi tutto?
Giorgio: Ma che vuoi che pensi io in questo momento?
Laura: Non puoi neanche pensare che per me è proprio tutto il contrario?
Giorgio: Il contrario? che cosa?
Laura (come assorta lontano, trucemente, con lentezza): Ch'io non ho memoria, né immagine: nulla! io non vidi! io non seppi nulla! Nulla, capisci?
Giorgio: Sta bene. E poi?
Laura: E poi...

S'interrompe in un silenzio opaco. Poi dice:

Niente. Se hai perduto tu, invece, la memoria di tutto.
Giorgio: Ah, del tuo amore, è vero? Ma è proprio così, dunque? Tu m'hai circondato del tuo amore, tu mi hai avviluppato nelle tue carezze, sperando ch'io credessi?
Laura (con un grido): No!

Poi con nausea:

Ah!
Giorgio: E allora?
Laura: Non ho ragionato, io: io ho amato: io sono quasi morta d'amore per te; mi sono fatta tua come nessuna donna mai al mondo è stata d'un uomo; e tu lo sai; tu non hai certo potuto non sentirlo questo, che ho voluto averti tutto in me; che mi sono voluta tutta di te...
Giorgio: E con questo? con questo?
Laura (gridando): Non ho ragionato, ti dico!
Giorgio: Ma che hai sperato?
Laura: Ma d'aver cancellato... d'aver distrutto...
Giorgio: Che cosa? Come?
Laura: Niente.

Alzandosi:

Tu hai ragione. È stata la mia follia.
Giorgio: Ma sì, una follia! Tu lo vedi bene!
Laura: Sì. E ne esco, ecco. Ne sono già uscita. Ma bada! Tu non puoi più parlarmi, ora, come si parla a una folle!
Giorgio: Ma io voglio appunto che tu ragioni, Laura!
Laura (freddissimamente): E poi?
Giorgio: Ma che si faccia - purtroppo -
Laura: Solo per un ragionamento, è vero? e dopo che m'hai buttato in faccia con disprezzo, con orrore, tutto ciò che t'ho dato di me? e che tu hai potuto stimare un calcolo vile... un laido inganno... un espediente...
Giorgio: No, no, Laura! Ma se l'hai chiamata tu stessa una follia?
Laura: Ah, una follia, sì! E sperai che t'avesse sollevato con me nell'ardore di essa, qua, in mezzo alle piante che pure la sanno, questa mia stessa follia! O che tu almeno me lo chiedessi, come si chiede a una povera folle un sacrifizio che essa non sa... della sua stessa vita... e chi sa! avresti forse ottenuto quello che volevi. Perché non puoi credere ch'io volessi salvare in me chi ancora non sento e non conosco. Io l'amore volevo salvare! cancellare una sventura brutale, non brutalmente come tu vorresti...
Giorgio: Ma come? come, in nome di Dio?
Laura: Posso dirti come, se tu non l'intendi?
Giorgio: Accettando la tua follia?
Laura (con un grido di tutta l'anima): Sì! Tutta me stessa! Perché tu vedessi tutta me stessa tua, nel figlio tuo: tuo perché di tutto il mio amore per te! Ecco, questo! questo volevo!
Giorgio (ritraendosi, quasi inorridito): Ah, no!
Laura: Non è possibile: lo vedo.
Giorgio: Come vuoi ch'io possa accettare?
Laura: E lascia allora che accetti io, invece, la mia sventura.
Giorgio: Tu?
Laura: Io sola, sì, tutta intera la mia sventura.
Giorgio: Ah, dunque è detto? Tu ti rifiuti?
Laura: Perché lo farei, se dopo tutto quello che ho dato di me, non sono riuscita a cancellarla?
Giorgio: Ah, no perdio! Tu non puoi! tu non devi!
Laura: Perché non posso?

Martellato.

Giorgio: Dopo quello che hai fatto?
Laura: Che ho fatto?
Giorgio: Dopo quello che hai voluto?
Laura: Che ho voluto?
Giorgio (con ferocia): Il mio amore, "dopo"!
Laura (con disprezzo): Per nascondere, è vero?
Giorgio: Ma sai che c'è di mezzo il mio nome?
Laura: Ah, non temere. Avrò il coraggio che ebbe la Zena. Peccato ch'io non possa darlo - dopo l'inganno - al suo padre vero!
Giorgio: Ma tu volevi darlo a me! E non è questo un inganno?
Laura: Chiamalo inganno! Io so che era amore!
Giorgio: Ti dico che tu non puoi!
Laura: E che vorresti? Con la violenza?

Si fa all'uscio in fondo, e chiama:

Mamma! Mamma!
Giorgio (inveendo): Anche con la violenza, sì!

Accorrono dall'uscio in fondo in grande agitazione la signora Francesca e il dottor Romeri.

 

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1917

INTRODUZIONE

ATTO PRIMO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

SCENA SESTA

SCENA SETTIMA

SCENA OTTAVA

SCENA NONA

SCENA DECIMA

SCENA UNDICESIMA

SCENA DODICESIMA

SCENA TREDICESIMA

ATTO SECONDO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

SCENA SESTA

SCENA SETTIMA

SCENA OTTAVA

ATTO TERZO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

Teatro

 Atti unici

●●  DUE atti

●●●  tre atti

INTRODUZIONE

1892 ●

La morsa

1906 ●●●

Tutto Per bene

1910 ● Versione Inglese

Lumie di Sicilia

1911 ●

Il dovere del medico

1913 ●

Cecè

1916 ●

All'uscita

1916 ●●●

Liolà

1916 ●●●

Pensaci Giacomino!

1917 ●●●

Il Piacere Dell'Onestà

1917 ●●●

L'Innesto

1917 ●●● Versione Inglese

Cosi è (se vi pare)

1917 ●

La patente

1918 ●●●

Ma non è una cosa seria

1918 ●●

Il berretto a sonagli

1918 ●●●

Il Giuoco Delle Parti

1919 ●●●

L'uomo, la bestia e la virtù

1921 ●●● Versione Inglese Versione Spagnola

Sei Personaggi In cerca D'Autore

1922 ●●● Versione Inglese

Enrico IV

1922 ●

L'imbecille

1923 ● Versione Spagnola

L'uomo dal fiore in bocca

1925 ●

La Giara

1925 ●

Sagra del signore della nave

1926 ●●●

Diana e la tuda

1928 ●

Bellavita

1932 ●●●

Quando Si è Qualcuno

1932 ●●●

i giganti della montagna