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L'innesto - Commedia in tre atti - 1917

 

Atto Terzo - Scena Prima

 

Una sala della villa. Uscio in fondo. Uscio laterale a destra. Finestra a sinistra. Immediatamente dopo il secondo atto.

Il dottor Romeri, la Signora Francesca.

Al levarsi della tela il dottor Romeri è solo, presso l'uscio a destra in attesa. Poco dopo, l'uscio s'apre ed entra la signora Francesca.

 

Francesca: Non vuole! dice che non vuole, dottore: assolutamente!
Romeri: Ma sa che il marito lo desidera?
Francesca: Gliel'ho detto. Se n'è irritata di più.
Romeri: Ma perché?
Francesca: Anche con me stamattina, del resto, quando le dissi per telefono che avrei portato lei qua in villa.
Romeri: È curioso!
Francesca: Dice che non ce n'è bisogno.
Romeri (con lieta sorpresa, come alleggerito da un gran peso): Ah! Non ce n'è bisogno?
Francesca: E pare che lo abbia detto giù anche a Giorgio...
Romeri: Ma tanto meglio, allora! Avvertiamone subito suo genero che sta in pensiero!

(Fa per avviarsi).

Francesca: Aspetti, dottore! Sta in pensiero Giorgio? Di che?
Romeri: Ma... Lei lo comprende, signora!
Francesca: Eh, se è per questo, temo purtroppo che non ci possa esser dubbio.
Romeri (stordito, senza più raccapezzarsi): Ah sì? E come?
Francesca: Sì, dottore.
Romeri: Ma allora?
Francesca: S'è dunque affacciato a Giorgio il sospetto che...?
Romeri: Dio mio, sì, signora!
Francesca: Ma perché il sospetto?
Romeri: Perché... perché, signora mia, può affacciarsi anche a lei... anche a me... a tutti...
Francesca: Ma no, scusi: non c'è poi mica da stabilire una certezza!
Romeri: Basta il dubbio, signora!
Francesca: E se mia figlia non ne avesse?
Romeri: Dica che non vorrebbe averne!
Francesca: Precisamente. Non vuole, non vuole averne!
Romeri: Eh! se si trattasse soltanto di volontà...
Francesca: Ma dunque anche lei crede, dottore...?
Romeri: Lasci star me. Sua figlia dovrebbe ispirare al marito la sua stessa certezza. Pare non ci sia riuscita. Il solo fatto, scusi, che gli ha nascosto finora il suo stato, dimostra, del resto - mi sembra - che quel sospetto si sia affacciato anche a lei.
Francesca: No! Non ha nascosto niente! Il dubbio sul suo stato data da questa mattina soltanto!
Romeri: E perché s'oppone allora, così, al desiderio del marito?
Francesca: Ma perché per lei è naturale!
Romeri: E vorrebbe che apparisse naturale anche a lui?
Francesca: Ecco: proprio così!
Romeri: Temo, signora, che la sua figliuola pretenda troppo.
Francesca: No, non pretende, non pretende! È che non può ammettere...
Romeri: Non vorrebbe, capisco.
Francesca: E non le sembra naturale che non voglia? Le ripugna ammetterlo!
Romeri: Capisco. Ma capisca anche lei, signora, che allo stesso modo ripugna al marito il dubbio, anche il più lontano. Tanto più che, lei lo sa, è avvalorato, questo dubbio, dal fatto che in sette anni di matrimonio non ha avuto figliuoli.
Francesca: Si, è vero! Dio mio! Dio mio!
Romeri: Bisognerebbe che ella si provasse a farlo intendere alla sua figliuola.
Francesca: Io?
Romeri: Suo genero mi ha detto giù esplicitamente, che su questo punto non potrebbe transigere, a nessun patto.
Francesca: Ma, e lei, dottore?
Romeri: Io... Sa lei, signora, che sono stato medico militare e che mi sono dimesso?
Francesca: Si, lo so.
Romeri: Sa perché mi sono dimesso?
Francesca: No.
Romeri: Perché alla nostra professione son fatti doveri, a cui non si fanno corrispondere uguali diritti.
Francesca: E che intende dire, dottore?
Romeri: Intendo dire, signora, che mi trovai una volta - e mi bastò - davanti a un caso, in cui l'esercizio del mio dovere sentii che diventava addirittura mostruoso.
Francesca: Ma sì, sarebbe difatti mostruoso!
Romeri: No, signora, lei non intende in qual senso io lo dica. È proprio il contrario. Un soldato, in caserma - sono ormai tant'anni - in un accesso di furore, sparò contro un suo superiore; poi rivolse l'arma contro se stesso per uccidersi anche lui. Rimase ferito mortalmente. Ebbene, signora: di fronte a un caso come questo, nessuno pensa al medico a cui è fatto obbligo di curare, di salvare - se può - quel ferito; come se il medico fosse soltanto uno strumento della scienza e nient'altro; come se il medico non avesse poi per se stesso, come uomo, una coscienza per giudicare se - ad esempio - contro al dovere che gli è imposto di salvare, egli non abbia diritto di non farlo, o il diritto almeno di disporre poi della vita che egli ha restituito a un uomo che se l'era tolta per punirsi da sé con la maggiore delle punizioni: uccidendosi! Nossignori! il medico ha il dovere di salvare, contro la volontà patente, recisa, di quell'uomo. E poi? quando io gli ho restituita la vita? perché gliel'ho restituita? Per farlo uccidere, a freddo da chi ha imposto a me un dovere che diventa infame, negandomi ogni diritto di coscienza sull'opera mia stessa! Questo, signora, per dirle che io ho riconosciuto sempre, e voglio riconoscere, nel casi della mia professione, di fronte ai doveri che mi sono imposti, anche diritti che la mia coscienza reclama.
Francesca: E allora lei si presterebbe...?
Romeri: Sì, signora: senza la minima esitazione. Dato il caso - s'intende - che la signora volesse consentire.

 

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1917

INTRODUZIONE

ATTO PRIMO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

SCENA SESTA

SCENA SETTIMA

SCENA OTTAVA

SCENA NONA

SCENA DECIMA

SCENA UNDICESIMA

SCENA DODICESIMA

SCENA TREDICESIMA

ATTO SECONDO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

SCENA SESTA

SCENA SETTIMA

SCENA OTTAVA

ATTO TERZO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

Teatro

 Atti unici

●●  DUE atti

●●●  tre atti

INTRODUZIONE

1892 ●

La morsa

1906 ●●●

Tutto Per bene

1910 ● Versione Inglese

Lumie di Sicilia

1911 ●

Il dovere del medico

1913 ●

Cecè

1916 ●

All'uscita

1916 ●●●

Liolà

1916 ●●●

Pensaci Giacomino!

1917 ●●●

Il Piacere Dell'Onestà

1917 ●●●

L'Innesto

1917 ●●● Versione Inglese

Cosi è (se vi pare)

1917 ●

La patente

1918 ●●●

Ma non è una cosa seria

1918 ●●

Il berretto a sonagli

1918 ●●●

Il Giuoco Delle Parti

1919 ●●●

L'uomo, la bestia e la virtù

1921 ●●● Versione Inglese Versione Spagnola

Sei Personaggi In cerca D'Autore

1922 ●●● Versione Inglese

Enrico IV

1922 ●

L'imbecille

1923 ● Versione Spagnola

L'uomo dal fiore in bocca

1925 ●

La Giara

1925 ●

Sagra del signore della nave

1926 ●●●

Diana e la tuda

1928 ●

Bellavita

1932 ●●●

Quando Si è Qualcuno

1932 ●●●

i giganti della montagna