Laura e Francesca.
Francesca (stordita): Ma che
cos'è?
Laura (eccitata): Ah! non dovevi,
mamma, non dovevi!
Francesca: Che cosa?
Laura: Portare quel medico! Hai fatto
male, male! Un male incalcolabile, mamma!
Francesca: Ma perché? Mi hai telefonato,
che t'eri sentita male...
Laura: Io non ho nulla! non ho nulla!
Francesca: Bene! tanto meglio!
Laura: Ma che meglio! Che vuoi che
intenda, che sappia, che rimedio vuoi che abbia,
un medico, per quello che io sento, per quello
che io soffro, e che non voglio, non voglio,
capisci? che sia un male, e che con la presenza
di quel medico che hai portato acquisti per lui
un'immagine di male! Ancora di quel male che mi
fu fatto!
Francesca: Non vuoi? Ma che forse...? Che
dici, Laura? Oh Dio... Che forse, tu?
Laura (convulsa, afferrando la madre):
Sì sì, mamma! Sì!
Francesca: Ah, Dio! E lui? tuo marito? lo
sa?
Laura: Ma è appunto questo il male che tu
hai fatto, mamma!
Francesca: Io?
Laura: Sì! Ch'egli lo sappia, che egli lo
pensi ora, come un male a cui si possa portar
rimedio: un rimedio più odioso del male.
Francesca: Ma se dici che è...
Laura: Non è! non è! E io lo so bene che
non è! Lo sento!
Francesca: Come? Che senti? Io ho paura
che tu, figliuola mia, sia troppo esaltata e
che...
Laura: Ti pare che vaneggi? No! Non posso
spiegartelo con la ragione, ma l'ho saputo, qua,
ora, mamma, che è così! E non può essere che
così!
Francesca: Che cosa, figlia mia? Io non
ti capisco!
Laura: Questo! Questo ch'io sento. La
ragione non lo sa; forse non può ammetterlo. Ma
lo sa la natura, che è così! Il corpo, lo sa!
Una pianta - qua, una di queste piante! Sa che
non potrebbe essere senza che ci sia amore! Me
lo hanno spiegato or ora. Neanche una pianta
potrebbe, se non è in amore! Vedi com'è? Non
sono esaltata! No, mamma. Io so questo: che in
me, in questo mio povero corpo - quando fu - in
questa mia povera carne straziata, mamma, doveva
esserci amore. E per chi? Se amore c'era, non
poteva essere che per lui, per mio marito.
(Con gesto di vittoria, quasi allegra:)
E allora!
Francesca: Che dici? Ah, questo è un
nuovo martirio, figliuola mia! Ne sei certa?
proprio certa?
Laura: Si. Ma è così! è così! È per forza
così!
Francesca: Ma lui, dimmi un po', tuo
marito, lo sa?
Laura: Credo che già lo sappia. Ma ora,
là, con quel medico... Ah! proprio questo, vedi,
non doveva avvenire! Che egli lo sapesse così!
Francesca: Ma se già lo sa, figlia mia!
Laura: Volevo che sentisse anche lui,
naturalmente, quello che io sento! E che
s'unisse a me, s'immedesimasse in me, fino a
sentirlo, ecco, e volerlo in me, con me, quello
che io sento e voglio!
Francesca: Oh Dio! Ho paura, figliuola
mia, che...
Laura (subito, interrompendo):
Zitta!... Eccoli... Andiamo, andiamo su!
Si trascina via la madre.
Non voglio farmi vedere, non voglio farmi
vedere!
Giorgio (chiamando dal fondo):
Laura... Laura...
Laura: No, Giorgio! T'ho detto no! Vieni,
mamma!
Via con la madre.