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L'innesto - Commedia in tre atti - 1917

 

Atto Primo - Scena Decima

 

Detti, la Signora Francesca, il dottor Romeri.

 

Francesca (accorrendo ansiosa, seguita dal dottor Romeri, dall'uscio a sinistra): Giorgio... Giorgio... (Raffrenando a un tratto l'ansia alla vista della sovreccitazione del genero:) Che cos'è?... Ah, figliuolo mio... sì... povero figliuolo mio... sì... sì...
Giorgio: Per carità non mi s'accosti! non mi dica nulla!
Romeri: Signora, dia ascolto a me... Vede?
Giorgio: Lei comprende, dottore?
Romeri: Ma sì: comprendo che lei in questo momento...
Francesca: Ma se lo chiama di là! Se non fa altro che chieder di lui!
Giorgio (con orrore, ritraendosi): Non posso... ah, non posso, non posso, non posso.
Romeri: Vede? Le farebbe più male, signora: creda a me! Ha bisogno anche lui d'aspettare un po'...
Giorgio: Che vuole che aspetti più, io!
Romeri: Eh, un po' di tempo...
Giorgio (con scherno): E la rassegnazione?
Francesca: Perché, la rassegnazione? Ma dunque, tu...
Nelli: Lasci, signora! Bisogna considerare anche lui...
Francesca: Sì, figliuolo mio, io ti considero, e come! Ma l'unico rimedio a quello che soffrite -
Giorgio: - è la pietà! Anche lei! Ma tutti, si sa! La pietà! -
Francesca: - l'uno dell'altra, sì, subito. Così l'intendo io, che sono una povera ignorante! Non la rassegnazione a un male che non c'è!
Giorgio: Come non c'è?
Francesca: Non c'è! non c'è! E lo deve dire il vostro amore che non c'è! Se tu ami davvero la mia figliuola! Se no chi ami tu? Che ami? Non è vero? Dica lei, signor dottore! Via, avvocato!
Giorgio (prorompendo di nuovo in pianto, stringendosi in sé, con le mani premute sul volto): Io l'amavo... io l'amavo... tanto, tanto... Ma appunto perché l'amavo tanto. Voi non capite! Può essere per quella che amavo, la pietà! Ma non più, ora...
Francesca: Non l'ami più, ora? E perché?
Giorgio: Ma se volete che ne abbia pietà! Quale pietà? Quale? La vostra, la mia, possono ajutarmi? Io ho bisogno d'essere crudele! Lei crede perché non amo sua figlia? No, sa! Appunto perché l'amo!
Francesca: Non è vero! Non è vero! Tu non ami lei così!
Giorgio: Ma vuole che il mio amore sia come il suo? Il fatto è forse per lei quello stesso che è per me? Quello che sento io non può sentirlo lei!
Francesca: Va bene! Ma come, come vorresti essere crudele?
Giorgio: Come? L'ho detto come! E se lei di là sentisse quello che sento io dovrebbe esserne contenta.
Francesca: Ma lei di là ti chiama! Che pensi di fare?
Giorgio: Non penso nulla! Ma bisogna che me ne vada, che me ne vada!
Francesca: E vuoi abbandonarla così?
Romeri: Ma sì, è meglio, signora! Lo lasci andare!
Francesca: Ma può restar sola, così, di là, se sa che lui se n'è andato?
Romeri: Rimanga qua lei.
Nelli: Ecco... sarebbe opportuno...
Francesca: E chi glielo dirà? Tu che hai il cuore di farlo, dovresti anche avere il cuore di dirglielo!
Giorgio (risolutamente): Vuole che glielo dica io?
Romeri: No, per carità, signora!
Francesca: Ma dunque lei capisce che può morirne, la mia figliuola, a vedersi abbandonata così, in questo momento, da colui che dovrebbe starle più vicino, se avesse un po' di cuore?
Romeri: No, no, non è questo, signora!
Nelli: Se non riesce a vincere se stesso in questo primo momento...
Giorgio: Per me è fìnita! È finita! Sento che per me è finita! Posso avere la pietà di restare. Ma come resto? Non lo capite? Per gli altri, ecco! Resto. Ma sarà peggio.
Nelli: No, no! Vedrai, Giorgio...
Giorgio: Che vuoi che veda!
Nelli: Vedrai... Non voglio dirti nulla, perché capisco che ogni parola è per te una ferita in questo momento. Senta, signora: lei ha da badare a suo marito? Vada.
Francesca: Ma come?
Nelli: Vada; dia ascolto a me, e stia tranquilla. Giorgio rimane.
Giorgio: Per gli altri! per gli altri!
Nelli: Va bene, sì, per gli altri!

Alla signora Francesca, facendole segni e occhiate di intelligenza per significarle che è meglio che marito e moglie restino soli.

Ora andrà a rivestirsi, e passerà la sera con me.
Francesca: E Laura?
Romeri: La signora ha bisogno di esser lasciata tranquilla. Vada lei a dirle che ho obbligato io il signor Banti a tenersi lontano.
Francesca: Ma sola, impazzirà!
Romeri: No, signora. Vedrà che riposerà col rimedio che le ho dato per calmare l'agitazione. Forse a quest'ora riposa. Vada, vada a vedere.
Francesca: Ecco, sì, vado, vado...

Francesca via per l'uscio a sinistra.

 

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1917

INTRODUZIONE

ATTO PRIMO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

SCENA SESTA

SCENA SETTIMA

SCENA OTTAVA

SCENA NONA

SCENA DECIMA

SCENA UNDICESIMA

SCENA DODICESIMA

SCENA TREDICESIMA

ATTO SECONDO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

SCENA SESTA

SCENA SETTIMA

SCENA OTTAVA

ATTO TERZO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

Teatro

 Atti unici

●●  DUE atti

●●●  tre atti

INTRODUZIONE

1892 ●

La morsa

1906 ●●●

Tutto Per bene

1910 ● Versione Inglese

Lumie di Sicilia

1911 ●

Il dovere del medico

1913 ●

Cecè

1916 ●

All'uscita

1916 ●●●

Liolà

1916 ●●●

Pensaci Giacomino!

1917 ●●●

Il Piacere Dell'Onestà

1917 ●●●

L'Innesto

1917 ●●● Versione Inglese

Cosi è (se vi pare)

1917 ●

La patente

1918 ●●●

Ma non è una cosa seria

1918 ●●

Il berretto a sonagli

1918 ●●●

Il Giuoco Delle Parti

1919 ●●●

L'uomo, la bestia e la virtù

1921 ●●● Versione Inglese Versione Spagnola

Sei Personaggi In cerca D'Autore

1922 ●●● Versione Inglese

Enrico IV

1922 ●

L'imbecille

1923 ● Versione Spagnola

L'uomo dal fiore in bocca

1925 ●

La Giara

1925 ●

Sagra del signore della nave

1926 ●●●

Diana e la tuda

1928 ●

Bellavita

1932 ●●●

Quando Si è Qualcuno

1932 ●●●

i giganti della montagna