Dette, Laura, il delegato, il
cameriere, il portiere, due guardie.
Laura, sostenuta dal Delegato e dal
cameriere, si presenta sulla soglia,
cascante, come disfatta, con gli abiti e
i capelli in disordine. Nel pallore
cadaverico, le fa sangue il labbro. Ha,
lungo il collo, aspri, sanguinosi
strappi. Il portiere reca in mano il
cappello della signora, la scatola dei
colori. Le due guardie si tengono presso
l'uscio.
Francesca (che s'è lanciata
per accorrere con le altre, dapprima
indietreggia spaventata, all'apparizione
della figlia in quello stato; poi con un
grido, andandole incontro): Ah!
Laura! Che t'hanno fatto? Laura mia!
Laura (buttandosi al collo
della madre, in preda a un convulso
crescente, di ribrezzo e di disperazione):
Mamma... mamma... mamma...
Francesca: Sei ferita? Dove?
Dove?
Giulietta (cercando
d'abbracciare anche lei la sorella):
Laura! Laura mia! Che hai? che hai?
Signora Nelli: Ma come è
stato? chi è stato?
Francesca: Chi t'ha ferita?
Figlia! figlia mia! Dove sei ferita?
Giulietta (portando una
seggiola e gridando): Qua, mammà...
Francesca: Dove? dove?
Giulietta: No, dico, falla
sedere! Vedi? non si regge.
Francesca: Ah sì, siedi, figlia,
siedi... Ma chi è stato l'assassino?
Chi...
Non può seguitare a parlare, perché
Laura, cascando a sedere senza staccarsi
dal collo di lei, la obbliga a piegarsi.
Giulietta: Chi è stato? (Al
Delegato, forte:) Lo dica lei, chi è
stato?
Il Delegato (con imbarazzo,
guardando la signora Nelli, come per
farsi intendere): La... la signora è
stata vittima d'una... di una...
aggressione, ecco.
Signora Nelli (con un
grido soffocato): Ah!
Giulietta (inginocchiandosi e
facendo per cingere con le braccia la
sorella): Oh, Laura... di,' di'...
come?
Laura (staccando le braccia
dal collo della madre e respingendo per
impulso istintivo, ma pur con angoscioso
affetto, la sorella): No... tu no,
Giulietta... Va', tu... va'... va'...
Giulietta (a sedere sui
ginocchi, tirandosi indietro, smarrita):
Perché?
Francesca (intuendo, alzando
le mani e sbarrando gli occhi):
Questo?... - Ah Dio mio!... - Questo? (Alla
signora Nelli, facendole cenno di
condurre di là Giulietta:)
Signora... (Poi, chinandosi su Laura:)
Ma come? Figlia mia... (Di nuovo,
alla signora Nelli:) Signora, per
carità...
Signora Nelli (a
Giulietta): Venga... venga, cara.
Andiamo di là...
Giulietta: Ma perché? Poi guarda
il Delegato; capisce che deve andare;
scoppia in singhiozzi su la spalla della
signora Nelli che la conduce via per
l'uscio in fondo.
Laura (mostrando il collo alla
madre): Guarda... guarda...
Francesca: Ma chi è stato? Chi?
Laura (non può parlare; il
convulso è giunto al colmo; tre volte,
fra il tremore spaventoso di tutto il
corpo, storcendosi le mani per l'onta,
per lo schifo, grida quasi a scatti):
Un bruto... un bruto... un bruto... (E
rompe in un pianto che pare un nitrito,
balzante dalle viscere contratte).
Francesca: Figlia mia! (Si
precipita su lei, e sentendola mancare,
la solleva con l'ajuto della cameriera).
Portiamola di là! (Poi, conducendola
verso l'uscio a sinistra:) Un
medico, presto! Il dottor Romeri!
Il cameriere: È già avvertito,
signora.
Il portiere: L'ho chiamato al
telefono...
(Francesca, Laura, la cameriera via
per l'uscio a sinistra).