L'innesto - Commedia in tre atti - 1917
Atto Primo - Scena Prima
Salotto elegantemente mobiliato in casa
Banti. Uscio comune in fondo, e laterali a
destra e a sinistra (dell'attore).
La Signora Nelli, la Signora Francesca, e
Giulietta.
(Al levarsi della tela la signora Nelli,
in visita, attende, sfogliando in piedi
presso un tavolinetto una rivista
illustrata. Entrano poco dopo dall'uscio a
sinistra, anch'esse col cappello in capo, la
signora Francesca e Giulietta).
Francesca (vecchia provinciale
arricchita, troppo stretta in un abito
troppo elegante, che contrasta con l'aria un
po' goffa e il modo di parlare. Non è
sciocca; piuttosto un po' sguaiata):
Cara signora mia!
Signora Nelli (elegante, ma
già sciupata, con qualche velleità di
tenersi ancor su, in un mondo che non è più
per lei): Oh! la Signora Francesca!
Giulietta!
(Scambio di saluti).
Francesca: Vede? Qua anche noi, ad
aspettare.
Signora Nelli: Già; ho saputo.
Francesca: Sarà un'ora. No, più, più,
che dico? Saranno almeno due ore!
Giulietta (molto fine,
atteggiamento stanco, con qualche
affettazione di superiorità): È
veramente strano, creda. Sto in pensiero.
Signora Nelli: Perché? Manca
forse da troppo tempo?
Giulietta: Ma sì! Da questa mattina,
alle sei; si figuri!
Signora Nelli: Uh! Alle sei?
Laura è uscita di casa alle sei?
Francesca (a Giulietta, risentita):
Se dici così «alle sei», chi sa che cosa
puoi far credere, Dio mio! Bisogna dire che
è uscita con la co... con la cosa...
Giulietta (piano, seccata,
suggerendo): Con la scatola.
Francesca: Ecco, già! dei colori.
Signora Nelli: Ah brava! Ha
ripreso dunque a dipingere, Laura?
Francesca: Sissignora. Da tre giorni.
Va in campagna - cioè, non so, in un
bosco...
Giulietta: Ma che bosco! A Villa
Giulia, mammà!
Francesca: Io ho vissuto sempre a
Napoli, signora mia. Di queste ville di qua,
poco m'intendo.
Giulietta: Già! Ma jeri e l'altro
jeri, capisce? alle undici al massimo è
stata di ritorno. Ora, a momenti è sera,
e...
Signora Nelli: Avrà voluto
forse finire il suo bozzetto!
Francesca: Ecco, benissimo. (A
Giulietta). Vedi? quello che penso io.
Signora Nelli: Ma sarà certo
così! Se è uscita con la scatola dei colori,
non c'è da stare in pensiero. Si spiega.
Giulietta: No, ecco, per questo non
si spiegherebbe, scusi. Chi esce da tre
giorni quasi all'alba, vuol dire che s'è
proposto di ritrarre... non so, certi
effetti di prima luce che, avanzando il
giorno, non si possono più avere.
Signora Nelli: Ah, è pittrice
anche la Giulietta?
Giulietta: No, che pittrice, per
carità!
Francesca: Non dia retta; se
n'intende anche lei. Ah, quella che è
istruzione, signora mia, m'è piaciuta assai,
a me, sempre! Non l'ho potuta avere io; ma
le mie figliuole, per grazia di Dio, i
meglio professori! Francese, inglese, la
musica... E Laura, che ci aveva la
disposizione, anche la pittura, col
professor Dalbuono, che lei lo sa,
rinomatissimo! Giulietta non la volle
studiare, ma -
Signora Nelli (compiendo la
frase): - stando accanto alla sorella -
Francesca: - ecco, già! (A
Giulietta, che s'allontana, scrollando le
spalle urtata:) Che cos'è?
Signora Nelli (fingendo di
non capire la mortificazione della ragazza
per la goffaggine della mamma): Via,
signorina, non stia così in pensiero! Lei
dice bene; ma scusi non potrebbe essere
venuto in mente a Laura di cominciare lì per
lì qualche altro studio?
Giulietta (freddamente, concedendo
per cortesia): È probabile, sì.
Signora Nelli: Se ha ripreso a
dipingere coll'antico fervore...
Giulietta: No, che! Non ha più nessun
fervore, Laura.
Francesca: Ma quando si prende
marito, sfido! Queste sono cose, come si
dice? adorni, ecco, adorni, signora mia, per
le ragazze. Non le pare? Però mio genero li
vuole, sa! Bisogna dire la verità! La spinge
lui, mio genero.
Signora Nelli: E fa bene! Ah,
certo. Fa benissimo. Sarebbe un vero peccato
che Laura, dopo tante belle prove...
Giulietta: Non lo fa mica per questo,
mio cognato. Forse, se Laura vedesse in suo
marito una certa passione per la sua arte...
Ma sa che la spinge a riprendere la
tavolozza, come la spingerebbe... che so? a
qualunque altra occupazione...
Francesca: E ti par male? Bisogna pur
darsi un'occupazione. Signora mia, quando si
è cresciute, come le mie due figliuole,
negli agi... Sa qual è il vero guajo qua?
Che mancano i figliuoli!
Signora Nelli: Ah! per carità,
signora, non li chiami! Se sapesse quanto
invidio Laura, io! Ha sposato due anni prima
di me, Laura: sono già sette anni, è vero? E
io, in cinque, già tre...
Francesca: Eh! ma scusi! ma perché
lei, volendola dire, si vede che ci s'è
buttata proprio a corpo perduto!
Signora Nelli (ridendo, con
finto orrore): No! Che! Povera me! Sono
venuti...
Francesca: Io dico uno! Uno, almeno,
creda ci vuole!
Signora Nelli: Mi sembra che
vivano così bene d'accordo Laura e suo
marito...
Francesca: Ah, sì, per questo... (Si
china verso la signora Nelli e le confida
piano all'orecchio:) Troppo anzi,
signora mia! troppo! troppo!
Signora Nelli (piano,
restando, ma un po' anche sorridente):
Come, troppo?
Francesca: Ma sì, perché... sa com'è?
nei primi tempi, quando marito e moglie,
giovani, si vogliono bene, se s'affaccia il
pensiero d'un figliuolo, l'uomo specialmente
si... si... (Fa un gesto espressivo con
te mani, contraendo le dita davanti al petto
e tirandosi indietro col busto, come per
dire: si arruffa.) mi spiego? perché
teme di non poter più avere tutta per sé la
mogliettina.
Signora Nelli: Eh! lo so...
Poi passa un anno, ne passano due, tre... Lo
desidera dunque il signor Banti, il
figliuolo?
Francesca: No, Laura! Lo desidera
Laura! Tanto! Giorgio dice che lo desidera
per lei.
Giulietta: E naturalmente, allora,
Laura, lo desidera per sé!
Francesca: Ma che dici? Perché dici
così? Vuoi far credere alla signora qua, che
Laura non sia contenta di suo marito?
Giulietta: Ma no, mammà! Io non ho
detto questo. Quando passano, non tre, ma
cinque, ma sette anni!
Francesca: Tu non capisci niente! La
donna, signora mia, dopo tanti anni, se non
si hanno figliuoli, sa che cosa fa? Si
guasta. Glielo dico io! E anche l'uomo si
guasta. Si guastano tutti e due. Per forza!
(Accenna a Giulietta). Non posso
parlare. Ma è proprio tutto il contrario di
quello che immagina questa ragazza. Perché
l'uomo perde l'idea di vedere domani nella
propria moglie la madre, e... e... e... con
lei mi sono spiegata, è vero?
Signora Nelli: Sì, capisco,
capisco.
Francesca: Queste benedette ragazze!
Chi sa come sognano la vita!
Giulietta: Oh! Dio mio, mammà! Sai
bene che non sogno affatto, io!
Francesca: Già, non sogna, lei! E
credi che sia bello non sognare? Non le
posso soffrire, signora mia, queste ragazze
d'oggi, con tutta quest'aria così... così...
Signora Nelli (suggerendo
con un sorriso): "Fanée".
Francesca: Come ha detto?
Signora Nelli: "Fanée".
Francesca: Già, così!
Giulietta (con dispetto): È la
moda.
Francesca: Io non so il francese, ma
so che codesta moda non mi piace per
nientissimo affatto.