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PERSONAGGI
ANGELO BALDOVINO
AGATA RENNI
La Signora MADDALENA, sua madre
Il Marchese FABIO COLLI
MAURIZIO SETTI, suo cugino
Il PARROCO DI SANTA MARTA
MARCHETTO FONGI, borsista
1° CONSIGLIERE
2° CONSIGLIERE
3° CONSIGLIERE
4° CONSIGLIERE
Una cameriera, un cameriere
La comare (che non parla)
In una città dell’Italia centrale, oggi. |
Il piacere dell'onestà porta avanti, con una ferocia
dialettica che non disdegna il sentimento, i temi che sono
da sempre alla base del teatro pirandelliano: la differenza
fra l'essere e l'apparire, fra la maschera sociale e chi si
è veramente, il bisogno di aver stima di se stessi, il
sentimento che può nascere in situazioni proibitive.
È il caso di Angelo Baldovino, nobile spiantato di fama non
limpida, giocatore incallito dal passato ricco di rovesci
finanziari, perdigiorno pronto a tutto, ma anche uomo pieno
di mistero, intelligente, colto e pieno di fascino. Tocca a
lui, su invito di un vecchio compagno di scuola, cercare di
salvare il marchese Colli, sposando la giovane Agata che lui
ha ingravidato. "Sposerò per finta una donna, ma sul serio
io sposo l'onestà": quell’apparenza di onestà che gli viene
richiesta, infatti, spinge via via Baldovino a comportarsi
in modo specchiato, mentre tutti gli altri intorno
continuano ad essere i mascalzoni di sempre. Il "marito di
comodo" vuole assaporare il piacere dell'onestà
"convenzionale" e vuole portare fino in fondo questa scelta
esistenziale, anche quando cade in una trappola tesagli
dalla famiglia allo scopo di farlo uscire di scena.
Lui, burattino per convenienza e marito di facciata, si
vendica del perbenismo borghese, riuscendo ad imporsi con
intelligenza sulla meschinità imperante. Sarà allora che
Agata, conquistata dalla trasparenza del suo comportamento,
arriverà a nutrire per lui una specie d’amore, scegliendo di
condividere il destino di quell'uomo tutto d'un pezzo. Così,
quello che era nato come un inganno sociale si trasforma
nell'unione vera di due esseri: la maschera è stata
sconfitta e, per una volta, trionfa la vita.
NOTE PER LA RAPPRESENTAZIONE
Angelo Baldovino; sui quaranta; grave; capelli fulvi, non
curati affatto. Corta barba, un po' ispida, rossiccia; occhi
penetranti; parola piuttosto lenta, profonda. Veste un greve
abito color marrone; porta quasi sempre tra le dita un paio
di lenti. La persona trasandata, l'aria, il modo di parlare,
di sorridere, denotano un uomo dalla vita trarotta, che
serba in sé, ben nascosti, tempestosi e amarissimi ricordi,
da cui ha tratto una strana filosofia piena insieme di
ironia e d'indulgenza. Questo, specialmente nel primo atto e
in parte nel terzo. Nel secondo, appare, esteriormente
almeno, trasformato: sobriamente elegante: disinvolto, ma
con dignità; signore; ha cura della barba e dei capelli; non
tiene più le lenti in mano. Agata Renni. Ventisette anni;
altera, quasi dura per lo sforzo di resistere al crollo
della sua onestà. Disperata e ribelle nel primo atto, va poi
fieramente diritta e ossequente alla sua sorte. La signora
Maddalena; cinquantadue anni; elegante, ancora bella, ma
rassegnata alla sua età. Piena di passione per la figlia,
non vede che per gli occhi di lei. Il marchese Fabio Colli;
quarantatré anni, garbato, dabbene. con quel tanto di goffo
che predispone certi uomini a essere disgraziati in amore.
Maurizio Setti; trentotto anni; elegante e disinvolto, di
parola facile, uomo di mondo, amante d'avventure. Marchetto
Fongi. Cinquant'anni, vecchia volpe, piccola figura losca,
sbilenca, tutta pendente da un lato. arguto tuttavia e non
privo di spirito e d'una certa aria signorile.