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Teatro - 1917

Il piacere dell'onestà

Introduzione

Analisi

ATTO PRIMO

Scena prima

Scena seconda

Scena terza

Scena quarta

Scena quinta

Scena sesta

Scena settima

Scena ottava

ATTO SECONDO

Scena prima

Scena seconda

Scena terza

Scena quarta

Scena quinta

Scena sesta

Scena settima

Scena ottava

Scena nona

Scena decima

Scena undicesima

Scena dodicesima

ATTO TERZO

Scena prima

Scena seconda

Scena terza

Scena quarta

Scena quinta

Scena sesta

Pirandello - Teatro - Indice

INTRODUZIONE

CRONOLOGIA

 Atti unici

●●  DUE atti

●●●  tre atti

1892 ●

La morsa

1895 ●●●

La ragione degli altri

1906 ●●●

Tutto Per bene

1910 ●

Versione Inglese

Lumie di Sicilia

1911 ●

Il dovere del medico

1913 ●

Cecè

1916 ●

All'uscita

1916 ●●●

Liolà

1916 ●●●

Pensaci Giacomino!

1917 ●●●

Il Piacere Dell'Onestà

1917 ●●●

L'Innesto

1917 ●●●

Versione Inglese

Cosi è (se vi pare)

1917 ●

La patente

1918 ●●●

Ma non è una cosa seria

1918 ●●

Il berretto a sonagli

1918 ●●●

Il giuoco delle parti

1919 ●●●

Come prima, maglio di prima

1919 ●●●

L'uomo, la bestia e la virtù

1920 ●●●

La signora Morli, uno e due

1921 ●●●

Versione Inglese

Versione Spagnola

Sei personaggi in cerca d'autore

1922 ●●●

Versione Inglese

Versione Spagnola

Enrico IV

1922 ●●●

Vestire gli ignudi

1922 ●

L'imbecille

1923 ●●●

La vita che ti diedi

1923 ●

L'altro figlio

1923 ●  

Versione Spagnola

L'uomo dal fiore in bocca

1924 ●●

Ciascuno a suo modo

1925 ●

La giara

1925 ●

Sagra del signore della nave

1926 ●●●

L'amica delle mogli

1926 ●●●

Diana e la tuda

1928 ●

Bellavita

1928 - Mito ●●●

La nuova colonia

1928 - Mito ●●●●●

Scamandro

1929 - Mito ●●●

Lazzaro

1929 - ●●●

O di uno o di nessuno

1929 ●

Sogno (ma forse no)

1930 ●●●

Questa sera si recita a soggetto

1932 ●●●

Quando si è qualcuno

1932 ●●●

Trovarsi

1932 ●●●

I giganti della montagna

1934 ●●●

Non si sa come

 

 

 

teatro  - 1917 - il piacere dell'onestà - commedia in tre atti

personaggi ed introduzione

 

PERSONAGGI
 

Angelo Baldovino
Agata Renni
La Signora Maddalena, sua madre
Il Marchese Fabio Colli
Maurizio Setti, suo cugino
Il parroco di santa Maria
Marchetto Fongi, borsista
1° Consigliere
2° Consigliere
3° Consigliere
4° Consigliere
Una cameriera, un cameriere
La comare (che non parla)
 
In una città dell’Italia centrale, oggi.

 

Introduzione

 

Il piacere dell'onestà porta avanti, con una ferocia dialettica che non disdegna il sentimento, i temi che sono da sempre alla base del teatro pirandelliano: la differenza fra l'essere e l'apparire, fra la maschera sociale e chi si è veramente, il bisogno di aver stima di se stessi, il sentimento che può nascere in situazioni proibitive.
È il caso di Angelo Baldovino, nobile spiantato di fama non limpida, giocatore incallito dal passato ricco di rovesci finanziari, perdigiorno pronto a tutto, ma anche uomo pieno di mistero, intelligente, colto e pieno di fascino. Tocca a lui, su invito di un vecchio compagno di scuola, cercare di salvare il marchese Colli, sposando la giovane Agata che lui ha ingravidato. "Sposerò per finta una donna, ma sul serio io sposo l'onestà": quell’apparenza di onestà che gli viene richiesta, infatti, spinge via via Baldovino a comportarsi in modo specchiato, mentre tutti gli altri intorno continuano ad essere i mascalzoni di sempre. Il "marito di comodo" vuole assaporare il piacere dell'onestà "convenzionale" e vuole portare fino in fondo questa scelta esistenziale, anche quando cade in una trappola tesagli dalla famiglia allo scopo di farlo uscire di scena.

 

Lui, burattino per convenienza e marito di facciata, si vendica del perbenismo borghese, riuscendo ad imporsi con intelligenza sulla meschinità imperante. Sarà allora che Agata, conquistata dalla trasparenza del suo comportamento, arriverà a nutrire per lui una specie d’amore, scegliendo di condividere il destino di quell'uomo tutto d'un pezzo. Così, quello che era nato come un inganno sociale si trasforma nell'unione vera di due esseri: la maschera è stata sconfitta e, per una volta, trionfa la vita.

 

NOTE PER LA RAPPRESENTAZIONE

Angelo Baldovino; sui quaranta; grave; capelli fulvi, non curati affatto. Corta barba, un po' ispida, rossiccia; occhi penetranti; parola piuttosto lenta, profonda. Veste un greve abito color marrone; porta quasi sempre tra le dita un paio di lenti. La persona trasandata, l'aria, il modo di parlare, di sorridere, denotano un uomo dalla vita trarotta, che serba in sé, ben nascosti, tempestosi e amarissimi ricordi, da cui ha tratto una strana filosofia piena insieme di ironia e d'indulgenza. Questo, specialmente nel primo atto e in parte nel terzo. Nel secondo, appare, esteriormente almeno, trasformato: sobriamente elegante: disinvolto, ma con dignità; signore; ha cura della barba e dei capelli; non tiene più le lenti in mano. Agata Renni. Ventisette anni; altera, quasi dura per lo sforzo di resistere al crollo della sua onestà. Disperata e ribelle nel primo atto, va poi fieramente diritta e ossequente alla sua sorte. La signora Maddalena; cinquantadue anni; elegante, ancora bella, ma rassegnata alla sua età. Piena di passione per la figlia, non vede che per gli occhi di lei. Il marchese Fabio Colli; quarantatré anni, garbato, dabbene. con quel tanto di goffo che predispone certi uomini a essere disgraziati in amore. Maurizio Setti; trentotto anni; elegante e disinvolto, di parola facile, uomo di mondo, amante d'avventure. Marchetto Fongi. Cinquant'anni, vecchia volpe, piccola figura losca, sbilenca, tutta pendente da un lato. arguto tuttavia e non privo di spirito e d'una certa aria signorile.

teatro  - 1917 - il piacere dell'onestà - commedia in tre atti

ANALISI

 

Diciamocelo pure: accettare di maritare una donna messa incinta da un uomo già sposato per coprire la relazione dei due amanti, non è certo il preludio ideale per chi intende dimostrare la propria virtù. In effetti, Angelo Baldovino è scelto a tal proposito dal marchese Fabio Colli proprio perché uomo fallito, di quelli che non hanno nulla da perdere in statura e dignità sociale, e che anzi ha tutto da guadagnare da un simile accordo; un individuo quindi, almeno in apparenza, facilmente soggiogabile al disegno dello stimato nobiluomo.

Tutto a posto, dunque: la rispettabilità del marchese è salva come la "paternità" del figlio, la moralità dell'amante Agata, la posizione della madre di lei, la benedizione del parroco, se non fosse che...

Angelo Baldovino per la prima volta in vita sua prende un incarico con serietà, pensando di rendersi utile alla vita della ragazza, e pone quindi condizioni "tiranniche" per garantire la situazione che si è venuta a creare e di cui si sente in qualche modo il segreto custode, a partire dal nome del figlio che impone alla famiglia pur non essendone il vero padre. In pratica, assolve il proprio compito immorale con estrema onestà e puntigliosa coerenza, al punto da esasperare il marchese il quale finisce con un maldestro tentativo di tendergli una trappola: crea una società, invita Baldovino a farne parte, cerca con un intrigo di farlo figurare un ladro. Ma Baldovino lo scopre, smaschera proprio davanti alla moglie la sua manovra, facendo anche intendere il rischio corso dal buon nome del figlio se  fosse andata in porto. Per Baldovino s'infrange l'incantesimo che si era venuto a creare a seguito dell'accordo, intende comunque andarsene, ma tutti lo pregano di rimanere. Alla fine vince l'amore di Agata per lui, che si rende definitivamente conto della meschinità del marchese.

Il lieto fine è garantito, anche se emerge come uno spettro un'amara constatazione: nell'accettare questo amore, in fondo cade l'onestà con cui Baldovino aveva stipulato il patto iniziale, dilemma che aveva avvolto come tela drammatica tutti i ripensamenti del protagonista.

Strano a dirsi, ma in un periodo critico della Grande Guerra che vide una grande coesione nazionale, Pirandello con grande coraggio iniziò il suo percorso di denuncia delle falsità e contraddizioni della "stimata" società, scrivendo questa commedia in tre atti nella primavera del 1917, che fu poi rappresentata per la prima volta al Teatro Carignano di Torino il 27 novembre dello stesso anno - un mese dopo la disfatta di Caporetto! -   con protagonisti la coppia Ruggeri-Vergani. Ma l'arte, si sa, non può mai essere del tutto circostanziale, troppo spesso guarda al di là del presente, e in questo l'autore fu in buona compagnia, come dimostrano infatti le opere figurative dei primi decenni del Novecento che appaiono nella geniale scenografia "a specchi" di Paolo Bregni, una costruzione avveniristica che rispetta la barocca entrata centrale già descritta nelle didascalie dell'opera e quindi voluta dal drammaturgo siciliano.

 

 

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