Atto Terzo - Scena Quinta
AGATA, BALDOVINO.
AGATA. Non vengo a dirvi di non
andarvene. - vengo a dirvi che verrò con
voi.
BALDOVINO ( avrà un momento ancora di
smarrimento, . si sosterrà appena; poi dirà
piano). Capisco. - Non volete parlarmi del
bambino. Una donna come voi non chiede
sacrifizi : - li fa.
AGATA. Ma non è niente affatto un
sacrifizio. È quello che devo fare.
BALDOVINO. No, no, signora : voi non
dovete farlo, ne per lui, ne per voi! E sta
a me d 'impedirvelo, a qualunque costo!
AGATA. Non potete. Sono vostra
moglie. volete andarvene? È giusto.
- Vi approvo, e vi seguo.
BALDOVINO. Dove? - Ma via, che dite?
- Abbiate pietà di voi e di me.... e non mi
fate parlare... intendetelo da voi stessa,
perché io...perché io... davanti a voi non
so... non so più parlare...
AGATA. Non c'è più bisogno di parole.
Mi bastò fin dal primo giorno ciò che
diceste. Dovevo entrar subito a porgervi la
mano.
BALDOVINO. Ah, se l’aveste fatto,
signora! Vi giuro che sperai... sperai per
un momento che lo faceste... dico. che foste
entrata... - non che avrei potuto toccare la
vostra mano... - Sarebbe tutto finito fin
d'allora!
AGATA. Vi sareste tirato indietro?
BALDOVINO. No, vergognato, signora...
davanti a voi, come mi vergogno adesso.
AGATA. E di che? D'aver parlato
onestamente?
BALDOVINO. Facile, signora!
Facilissima l'onestà finche si trattava di
salvare un'apparenza, capite? - Se voi foste
entrata a dire che l'inganno per voi non era
più possibile, io non avrei potuto restare
qua neanche un minuto. Come non posso più
restare adesso?
AGATA. Ma dunque voi avete pensato -.
BALDOVINO. - no, signora. Ho
aspettato. - Non vi vidi entrare... Ma
parlai appunto per dimostrare a lui che
pretendere da me l 'onestà era impossibile -
non per me - per vojaltri! - dovete
intendere perciò, che ora -- avendo voi
mutate le condizioni - essa diventa invece
impossibile per me : - non perché me ne
manchi il desiderio, la volontà - ma per ciò
che io sono, signora... per tutto quello che
ho fatto... - Già solo questa parte che mi
son prestato a rappresentare...
AGATA. L'abbiamo voluta noi, questa
parte!
BALDOVINO, E io l'ho accettata!
AGATA. Ma dichiarando avanti quali
sarebbero state le conseguenze per non farle
accettare a lui! - Ebbene, io le ho
accettate!
BALDOVINO. E non dovevate, non
dovevate, signora! - (il vostro errore è
questo) - non ho parlato io - mai - qua: ha
parlato una maschera grottesca! - E perché?
voi eravate qua, tutti e tre, nella povera
umanità che spasima nella gioia o gode nel
tormento della sua vita! Una povera debole
madre, qua, aveva pur saputo compiere il
sacrifizio di consentire che la sua
figliuola amasse fuori d'ogni legge! E voi,
presa d'amore per un brav'uomo, avevate
potuto non pensare che quest'uomo era
sventuratamente legato a un'altra donna!- Vi
son sembrate colpe, queste? Avete voluto
correr subito al riparo, chiamando me qua? -
E io sono venuto a parlarvi un linguaggio
asfissiante, quello di un 'onestà fittizia e
contro natura, a cui voi avevate avuto il
coraggio di ribellarvi! - Sapevo bene che a
lungo andare quegli altri due non avrebbero
più potuto accettarne le conseguenze. La
loro umanità doveva ribellarsi! Ho sentito
tutti gli sbuffi di vostra madre e quelli
del signor marchese. - E m'è piaciuto tanto,
credete, vedergli ordire ora quest'insidia
pur contro la più grave delle conseguenze
che gli avevo predette! . - Il pericolo vero
era per voi, signora . che le accettaste voi
sino alla fine! e le avete accettate,
difatti, avete potuto accettarle, voi,
perché disgraziatamente in voi, per forza,
con la maternità, l'amante doveva morire. -
Ecco, voi non siete più altro che madre. -
Ma io, io non sono il padre del vostro
bambino, signora! - Capite bene ciò che
vuole dir questo?
AGATA. Ah, è per il bambino? che non
è vostro?
BALDOVINO. No! no! che dite!
intendetemi bene! - Per il solo fatto che
voi vorreste venire con me, lo fate vostro
il bambino, vostro soltanto - e dunque più
sacro per me che se fosse mio veramente
pegno del vostro sacrifizio e della vostra
stima!
AGATA. E allora?
BALDOVINO. Ma l'ho detto per
richiamarvi alla mia realtà, signora, poiché
voi non vedete che il vostro bambino! - Voi
parlate ancora a una maschera di padre!
AGATA. No, no... io parlo a voi,
uomo!
BALDOVINO. E che sapete voi di me?
chi sono io?
AGATA. Ma ecco chi siete. questo.
E, come BALDOVINO, quasi annichilito,
abbasserà il capo,
Potete alzar gli occhi, se io posso
guardarvi ; perché davanti a voi, qua tutti
allora dobbiamo abbassare i nostri, solo per
questo, che delle vostre colpe voi avete
vergogna.
BALDOVINO. Non avrei mai supposto che
la sorte mi potesse riserbare d'udir parlare
cosi...
Riscotendosi violentemente, come da un
fascino.
No... no... signora... via! - Credete, ne
sono indegno! Sapete che ho qua - qua -
cinquecento e più mila lire?
AGATA. Voi le restituirete, e ce
n'andremo.
BALDOVINO. Che! Fossi matto! . Non le
restituisco, signora! Non le resti-tu-i-sco!
AGATA. vuol dire che io e il bambino
vi seguiremo anche per questa via...
BALDOVINO. Mi seguireste... anche
ladro?
Cascherà a sedere come stroncato. Avrà un
violento impeto di pianto .
e si nasconderà il volto con le mani.
AGATA (Io guarderà un tratto, poi si
recherà all'uscio a destra e chiamerà).
Mamma!