Atto Terzo - Scena Terza
FABIO, DETTI.
FABIO (smorendo e accostandosi
trepidante a BALDOVINO). Lo
prenderò?.
- Ma dunque... -- oh Dio! - avete
lasciato... - avete lasciato inaltre mani le
chiavi della cassa?
BALDOVINO. No, signor marchese.
Perché?
FABIO. Dio mio... Dio mio... e
allora? che qualcuno sia venuto a sapere...
per qualche confidenza del Fongi?
MAURIZIO. Manca il danaro dalla
cassa?
MADDALENA. Oh Dio!
BALDOVINO. Ma no, stia tranquillo,
signor marchese;
Batterà una mano sulla giacca per indicare
la tasca interna.
l'ho qua!
FABIO. Ah! L'avete preso voi?
BALDOVINO. Le ho detto che con me non
si fanno le cose a mezzo!
FABIO. Ma dove volete insomma
arrivare?
BALDOVINO. Non tema. - Sapevo che a
un gentiluomo come lei avrebbe fatto
ribrezzo togliere anche per finta, per un
momento solo, questo danaro dalla cassa ; e
sono andato a prenderlo io, jersera.
FABIO. Ah si? E. a quale scopo?
BALDOVINO. Ma per dar modo a lei,
signor marchese, di fare il magnifico gesto
della restituzione.
FABIO. V'ostinate ancora in codesta
pazzia?
BALDOVINO. Vede che l'ho preso
realmente. E se lei ora non fa come le dico
io, questa che dev'essere ancora una
finzione, diventerà sul serio ciò che voleva
lei.
FABIO. Volevo... - ma non capite che
non voglio più, adesso?
BALDOVINO. Lo voglio io, adesso,
signor marchese.
FABIO. Che volete?
BALDOVINO. Precisamente ciò che
voleva lei. - Non ha detto jeri, di là alla
signora,
Allude ad AGATA.
ch'io avevo in tasca il danaro? - Ebbene,
l'ho in tasca!
FABIO. Ah, ma non avete in tasca
anche me, perdio!
BALDOVINO. Anche lei! - anche lei,
signor marchese! - Io vado adesso alla
riunione del Consiglio. Debbo far 1
'esposizione. Lei non può impedirmelo Tacerò
naturalmente di quest'eccedenza che il
signor Marchetto Fongi mi aveva cosi bene
combinata, e gli darò la soddisfazione di
sorprendermi a rubare. - Ah, non dubiti,
saprò simulare a maraviglia Io smarrimento
del ladro colto in fallo. - Poi aggiusteremo
qua ogni cosa.
FABIO. Voi non lo farete!
BALDOVINO. Lo farò, Io farò, signor
marchese.
MAURIZIO. Ma non si può passar per
ladro volontariamente, quando non si è!
BALDOVINO (fermo, minacciando). Vi ho
detto che son deciso anche a rubare davvero,
se v'ostinate a impedirmelo!
FABIO. Ma perché, in nome di Dio,
perché? se io stesso vi prego di rimanere?
BALDOVINO (fosco, con gravità lenta,
voltandosi a guardarlo). E come vorrebbe
lei, signor marchese, che io rimanessi qua,
ora?
FABIO. Vi dico che sono pentito...
pentito sinceramente...
BALDOVINO. Di che?
FABIO. Di ciò che ho fatto!.
BALDOVINO. Ma non di ciò che ha fatto
dev'esser pentito lei, Caro signore, perché
è naturalissimo ma di ciò che non ha fatto!
FABIO. E che avrei dovuto fare?
BALDOVINO. Che? Ma dovevate venir da
me subito, dopo qualche mese, a dirmi che se
stavo ai patti io (il che non mi costava
nulla), e volevate starci anche voi (
com'era naturale ) ; c'era qualcuno qua,
sopra di voi e di me, a cui - com'io stesso
vi avevo predetto - la dignità, la nobiltà
dell'animo avrebbero impedito di starci; e
subito io, allora, vi avrei dimostrato
l'assurdità della vostra pretesa, che cioè
entrasse qua, a far questa parte, un uomo
onesto!.
FABIO. Si, si, avete ragione! E
difatti me la son presa con lui
Indicherà MAURIZIO.
che mi ha portato qua uno come voi!
BALDOVINO. Ma no, che ha fatto
benissimo lui, credete, a portar me!
- Un mediocre onesto volevate voi qua, è
vero? Come se fosse possibile che un
mediocre accettasse una simile posizione,
senz'essere un farabutto! - Ho potuto
soltanto accettarla io che - come vedete -
posso anche non farmi scrupolo di passare
per ladro!
MAURIZIO. Ma come? perché? .
FABIO (contemporaneamente). Cosi, per
gusto?
MAURIZIO. Chi ti costringe? Nessuno
lo vuole!
MADDALENA. Nessuno! Siamo qua tutti a
pregarvi!
BALDOVINO (a MAURIZIO). Tu,
per amicizia...
Alla signora MADDALENA:
Lei, per il bambino...
A FABIO.
E voi, per che cosa?
FABIO. Ma anche per questo.
BALDOVINO (guardandolo negli occhi,
da presso). E per che altro?
FABIO non risponde.
Ve lo dico io per che altro : perché avete
veduto l'effetto, ora, di ciò che avete
fatto
a MADDALENA:
Signora mia, il buon nome del bambino? Ma è
un'illusione! Lui sa
Indicherà MAURIZIO.
che pur troppo... il mio passato... - Si,
poteva questa mia vita d'ora... cosi
specchiata... fino dall’alba della sua
venuta al mondo... non far pensare più,
forse, a tante cose tristi... notturne...
dell'altra mia vita...- Ma lui
Indicherà FABIO.
ha da pensare adesso a ben altro che al
bambino, signora!
Si rivolge anche agli altri:
Non volete tener conto di me? Vi pare ch'io
possa esser qua sempre un lume soltanto, per
voi, e basta? Ho anch'io infine la mia
povera carne che grida! Ho sangue anch'io,
nero sangue, amaro di tutto il veleno dei
miei ricordi... - e ho paura che mi
s'accenda! - Jeri, di là, quando questo
signore
Indicherà FABIO.
mi buttò in faccia, davanti alla vostra
nobile figliuola, il presunto mio furto, io
son caduto, più cieco di lui, più cieco di
tutti, in un'altra e ben più grave insidia
che da dieci mesi, stando qua, accanto a
lei, quasi senza ardire di guardarla,
occultamente m'ha teso questa mia carne : -
s'è servita del vostro trabocchetto da
bambini, signor marchese, per farmi sentir
l'abisso. - Io dovevo tacere,
capite?ingozzare davanti a lei la vostra
ingiuria, passar per ladro, si, davanti a
lei : poi prendervi a quattr'occhi e dirvi e
dimostrarvi che non era vero e costringervi
segretamente a seguitar fra noi due d'intesa
la parte sino alla fine. - Non ho saputo
tacere. - La mia carne ha gridato! . -
voi... lei... tu... avete ancora il coraggio
di trattenermi? - Io dico che per castigare
a dovere questa mia vecchia carne , sono ora
forse costretto a rubare davvero! .
Resteranno tutti muti a guardarlo,
sbigottiti. Una pausa. Entrerà dall'uscio a
destra AGATA, pallida e decisa. Si
fermerà dopo alcuni passi. BALDOVINO
la guarderà, vorrebbe forzarsi a resisterle
composto e grave; ma gli si leggerà negli
occhi quasi uno smarrimento di terrore .