Atto Terzo - Scena Seconda
DETTI, MAURIZIO.
MAURIZIO entrerà costernato
dall'uscio a destra. BALDOVINO,
appena lo vedrà entrare, scoppierà in una
lunga risata.
BALDOVINO. Ah! ah! ah! ah! - Vieni a
pregarmi anche tu di (( non commettere
questa pazzia ))? .
MADDALENA (subito a MAURIZIO).
Si, si, per carità, Setti, persuadetelo,
voi!
MAURIZIO. Ma stia tranquilla che non
la commetterà! Perché sa bene che è una
pazzia; non sua, ma di FABIO!
BALDOVINO. Ti ha spinto lui a correr
subito al riparo?
MAURIZIO. Ma no! Io sono qua perché
tu stesso m'hai scritto di venire
BALDOVINO. Ah, già! - E m'hai portato
davvero le cento lire che ti chiedevo in
prestito?
MAURIZIO. Non ti ho portato nulla!
BALDOVINO. Perché hai capito - uomo
di spirito - ch'era tutta una finzione?
Bravissimo!
Si prenderà con le mani la giacca e:
Vedi però che mi trovi vestito per andarmene
- come ti dicevo nel mio biglietto - con lo
stesso abito con cui son venuto! - A un
onest'uomo vestito cosi - eh? - non mancano
proprio che le cento lire domandate in
prestito a un proverbiale amico d'infanzia,
per andarsene via decentemente.
Con uno scotto improvviso, accostandoglisi e
ponendogli una mano di qua, uno mano di là,
sulle braccia:
Bada che tengo moltissimo a questa finzione!
MAURIZIO (stordito). Ma che diavolo
dici?
BALDOVINO (voltandosi a guardar la
signora MADDALENA e ridendo di
nuovo). Questa povera signora guarda con
tanto d'occhi...
Amabile, ambiguo.
Ora le spiego, signora... - Dunque, veda,
l'errore del signor marchese, signora mia -
(errore, badi, scusabilissimo, e degno per
me del maggior compatimento!) - è consistito
semplicemente nel credere ch'io potessi
realmente cascare in una trappola. L'errore
non è irreparabile. Il signor marchese si
persuaderà che, essendo io entrato qua per
una finzione a cui ho preso gusto, questa
finzione dev'esser seguita fino all'ultimo -
fino al furto, sissignori - ma non sul
serio, ha capito? - che io, cioè, debba
mettermi in tasca davvero trecentomila lire,
come credeva lui (son più di cinquecento,
signora).
- Faccio tutto gratis ; anche il dramma
necessario di questo furto.
per il piacere che mi son preso! - E non
temete, oh! che ponga a effetto la minaccia
fatta balenare solo per tenere in rispetto
il signor marchese: che vorrò prendermi il
bambino, di qui a tre o quattro anni! -
Storie! - Che volete che me ne faccia io,
del bambino? O temete forse un ricatto?
MAURIZIO. Ma smettila, via! Qua
nessuno può pensarlo!
BALDOVINO. E se per esempio l'avessi
pensato io?
MAURIZIO. Ti dico di smetterla!
BALDOVINO. Non il ricatto, no... - ma
di condurre la finzione fino a godermi
questo squisito piacere, di vedervi qua
tutti affannati a scongiurarmi di non voler
passare per ladro prendendomi un danaro, che
pur con tanta industria mi si voleva far
prendere!
MAURIZIO. Ma se tu non l'hai preso?
BALDOVINO. Bravo! Perché voglio che
lo prenda lui, con le sue Mani!
Vedendo comparire in gran subbuglio,
affannato, pallidissimo, FABIO sulla
soglia dell'uscio a destra:
E lo prenderà, ve l'assicuro io!