Atto Terzo - Scena Prima
Lo studio di BALDOVINO. Ricco arredo di
sobria eleganza. Uscio in fondo, uscio
laterale a destra.
BALDOVINO, la SIGNORA MADDALENA.
BALDOVINO, vestito dello stesso abito
con cui s'è presentato al primo atto, sederà
fosco e duro, coi gomiti sulle ginocchia e
la testa tra le mani, guardando a terra. La
signora MADDALENA gli parlerà
affannosamente da presso:
MADDALENA. Ma dovreste capire che non
avete questo diritto! Non si tratta più ne
di voi, ne di lui; neppure di lei; ma del
bambino, del bambino!
BALDOVINO (levando il capo a
guardarla ferocemente). E che volete che
importi a me del bambino!
MADDALENA (atterrita; ma
riprendendosi). Oh Dio, è vero. - Ma vi
richiamo a quanto voi stesso diceste, per il
bambino appunto: il danno che gliene sarebbe
venuto! Sante parole che si sono impresse
nel cuore della mia figliuola e che ora -
dovreste intenderlo - glielo fanno
sanguinare; ora ch'ella non è più altro che
madre, madre soltanto!
BALDOVINO. Non intendo più nulla, io
adesso, signora!
MADDALENA. Ma non è vero! Se l'avete
fatto notare voi stesso, jeri, a lui!
BALDOVINO. Che cosa?
MADDALENA. Che non avrebbe dovuto
farlo per il bambino!
BALDOVINO. Io? - Ma no, signora. - A
me non importa niente che il signor marchese
l'abbia fatto. Sapevo bene che l'avrebbe
fatto.
La guarderà, più con fastidio che con
sprezzo.
E lo sapevate del resto anche voi, signora!
MADDALENA. Io, no! io, no, vi giuro!
BALDOVINO. Ma come noi Perché avrebbe
messo su, altrimenti, questa Società
anonima?
MADDALENA. Perché? - Io penso per...
per darvi da fare...
BALDOVINO. Già, e allontanarmi da
casa! - Senza dubbio, semplicemente per
questo, in principio. perché sperava che,
avendo qua una maggiore libertà, mentr'io
ero occupato altrove, la vostra figliuola --
MADDALENA (subito interrompendolo). -
no, AGATA no! - Lui certo, sì, l'avrà
fatto per questo. - Ma vi posso assicurare
che AGATA...
BALDOVINO (levando le braccia e
scattando). Ah perdio, ma dunque siete cosi
cieca anche voi? Potete far codesta
assicurazione - voi - a me?
MADDALENA. E’ la verità...
BALDOVINO. E non vi fa spavento?
Pausa.
Non capite che questo vuol dire ch'io me ne
debbo andare, e che voi, invece di venir qua
da me, dovete star presso la vostra
figliuola a persuaderla che è bene ch'io me
ne vada?
MADDALENA. Ma come, Dio mio, come? E’
tutto qui!
BALDOVINO. Non importa come! Importa
che me ne vada!
MADDALENA. No! no! Ve l'impedirà lei!
BALDOVINO. Per carità, signora, non
fate perdere la testa anche a me! Non mi
fate venir meno la forza che ancora mi
rimane, di veder le conseguenze di ciò che
gli altri ciecamente fanno! Ciecamente,
badate, non per mancanza d'intelletto, ma
perché quando uno vive, . vive e non si
vede. Vedo io, perché sono entrato qua per
non vivere.
- Volete farmi vivere per forza? - Badate a
voi, che se la vita mi riprende e acceca
anche me...
S'interromperà, dominando a stento
l'irrompere della sua umanità che, nella
minaccia, ogni volta gli dà un aspetto quasi
feroce; e riprenderà. calmo, quasi frigido:
Guardate... guardate... Io dunque,
semplicemente, la conseguenza ho voluto far
notare al signor marchese di ciò che ha
fatto: - che cioè, volendo far passare per
ladro un uomo onesto - (non io, onesto.
capite? ma quell'uomo ch'egli ha voluto qua
onesto e che io mi son prestato a
rappresentare per dimostrargli la sua
cecità) - volendo farlo passare per ladro,
bisognava che il danaro lo rubasse lui.
MADDALENA. Ma come volete che lo rubi
lui?
BALDOVINO. Per far passare me da
ladro.
MADDALENA. Ma egli non può! non deve!
BALDOVINO. Egli lo ruberà, ve lo dico
col - Lo ruberà per finta. Se no, lo ruberò
io per davvero! - Volete costringermi
proprio a rubarlo?