Atto Secondo - Scena Undecima
BALDOVINO, DETTI.
S'apre l'uscio a sinistra e ne uscirà col
cappello a staio in capo BALDOVINO.
Scoprendo i due abbracciati, subito si
fermerà, sorpreso.
BALDOVINO. Oh! - chiedo scusa...
Poi con severità attenuata da un sorriso di
finissima arguta:
Dio mio, signori: sono entrato io, e non è
niente ; ma pensate, potevaentrare il
CAMERIERE. - Chiudete almeno le porte,
mi raccomando.
AGATA (fremente di sdegno). Non c'era
affatto bisogno di chiudere!e porte!
BALDOVINO. Non dico per me, signora.
Lo dico al signor marchese, per lei!
AGATA. L'ho detto io stessa al signor
marchese, che ora -- del resto -
Lo guarderà fieramente.
avrà da intendersi con lei!
BALDOVINO. Con me? - Volentieri. - E
su che?
AGATA (sprezzante). Domandatelo a voi
stesso!
BALDOVINO. A me?
Si volta a FABIO:
Che cosa?
AGATA (a FABIO,
imperiosamente). Parlate!
FABIO. No, non adesso...
AGATA. Voglio che glielo diciate
adesso davanti a me!
FABIO. Ma bisognerebbe aspettare...
BALDOVINO (subito, sarcastico). Il
signor marchese ha forse bisogno di
testimonii?
FABIO. Non ho bisogno di nessuno! Voi
avete intascato trecento mila lire!
BALDOVINO (calmissimo, sorridente).
No, più, signor marchese! Eh, sono più! sono
cinquecentosessantatremila... aspetti!
Caverà dalla tasca interna il portafoglio,
ne trarrà cinque cartoncini con prospetti di
cifre a rendiconto, debitamente intestati, e
leggerà nell'ultimo la cifra totale:
cinquecentosessantatremilasettecentoventotto
e sessanta centesimi! Più di mezzo
milioncino, signor marchese. - Lei fa di me
una stima troppo mediocre!
FABIO. Siano quelle che siano! - Non
me n'importa! - Potete tenervele, e andare!
BALDOVINO. Troppa furia... troppa
furia, signor marchese! - Lei ha ragione
d'averne, a quanto sembra; ma appunto per
questo badi che il caso è molto più grave di
quanto lei s'immagina.
FABIO. Ma via! Smettete adesso
codeste arie!
BALDOVINO. Che arie, no...
Si volgerà ad AGATA:
Prego la signora d'avvicinarsi e di stare a
sentire.
Poi, come AGATA con accigliata
freddezza si sarà appressata:
Se volete prendervi il piacere di darmi del
ladro, potremo intenderci anche su questo:
anzi, è bene che c'intendiamo subito. - Ma
vi prego di considerare intanto, che non è
giusto, prima di tutto, per me. Ecco qua:
Mostrerà loro i cartoncini, tenendoli aperti
a ventaglio.
Da questi prospetti - lei vede, signor
marchese - risultano intestate come risparmi
e imprevisti guadagni della vostra Società
le cinquecento e più mila lire. Ma non fa
niente: si può rimediare, signora! - Avrei
potuto mettermele in tasca con due dita,
secondo loro, indicherà a FABIO,
alludendo anche ai suoi soci. Se fossi
cascato nella trappola che m'han fatto
tendere da un certo omino storto cacciatomi
tra i piedi, quel signor MARCHETTO
FONGI che è venuto anche stamattina... -
Oh
A FABIO:
non nego che non fosse tesa con una certa
abilità, la trappola!
Ad AGATA;
Lei non s'intende di queste cose, signora;
ma mi avevano combinato un certo giro di
partita, per cui doveva risultare a me solo
un'eccedenza di guadagno che avrei potuto
intascarmi senz'altro, sicurissimo che
nessuno se ne sarebbe accorto. Se non che,
loro che mi avevano appunto combinato questo
giro, Se io ci fossi cascato e avessi
intascato il danaro, m'avrebbero colto
subito con le mani nel sacco.
A FABIO;
Non è cosi?
AGATA (con sdegno appena contenuto,
guardando FABIO che non risponde).
Avete fatto questo?
BALDOVINO (subito). Oh no, signora!
Non c'è da aversene a male! - E se lei può
rivolgergli con tanta fierezza codesta
domanda, guardi che non lui, ma io debbo
sentirmi mancare - perché vuol dire che
veramente la condizione di quest’uomo s'è
fatta intollerabile. E se si è fatta
intollerabile la sua, per conseguenza,
intollerabile la mia!
AGATA. Perché, la vostra?
BALDOVINO (le volgerà un rapido
sguardo di profonda intensità e subito
abbasserà gli occhi, turbato, come
smarrito). Ma perché... se io divento uomo
davanti a lei... io... io... non potrei
più... - ah, signora... m'avverrebbe la cosa
più trista che si possa dare: quella di non
potere più alzar gli occhi a sostenere lo
sguardo degli altri...
Si passerà una mano sugli occhi, sulla
fronte, per riprendersi:
No... via, via... Qua bisogna venir subito a
una risoluzione!
Amaramente :
Ho potuto pensare che mi sarei presa oggi la
soddisfazione di trattare come ragazzini
questi signori consiglieri, questo
MARCHETTO
FONGI, e anche voi, marchese, che
v'eravate fatta l'illusione di prendere al
laccio, cosi, uno come me! - Ma ora penso
che se avete potuto ricorrere a codesto
mezzo, di denunziarmi come ladro, per
vincere il ritegno di lei
indicherà AGATA.
senza neppur considerare che questa vergogna
di cacciarmi di qua come un ladro, di fronte
a cinque estranei, si sarebbe rovesciata sul
bambino appena nato... - eh, penso che dev'essere
ben altro il piacere, per me, dell'onestà!
Porgerà a FABIO i cartoncini che ha
mostrato.
Ecco qua a lei, signor marchese.
FABIO. Che volete che me ne faccia!
BALDOVINO. Li laceri. sono l'unica
prova per me! - Il danaro è in cassa, fino
all'ultimo centesimo.
Lo guarderà fermo negli occhi; poi, con
forza c con durezza sprezzante:
Ma bisogna che lo rubi lei!
FABIO (rivoltandosi come sferzato in
faccia). Io?
BALDOVINO. Lei, lei, lei.
FABIO. Siete pazzo?
BALDOVINO. Vuol far le cose a mezzo,
signor marchese? - Le ho pur dimostrato che,
volendomi onesto, doveva per forza risultar
questo: che la cattiva azione l'avrebbe
commessa lei! Rubi questo danaro: passerò io
per ladro - e me ne andrò, perché,
veramente, qui non posso più stare.
FABIO. Ma sono pazzie!
BALDOVINO. No, che pazzie! Io ragiono
per lei e per tutti. - Non dico mica che lei
debba mandarmi in galera. - Non potrebbe. -
Lei ruberà il danaro solamente per me.
FABIO (fremendo e facendoglisi
incontro). Ma che dite?
BALDOVINO. Non s'offenda: è una
parola, signor marchese! Lei farà una
magnifica figura. - Toglierà per un momento
il danaro dalla cassa, per far vedere che
l'ho rubato io. Poi subito lo rimetterà, per
che i suoi soci naturalmente non abbiano a
soffrir danno della fiducia che mi hanno
accordato per un riguardo a lei. E’ chiaro.
Il ladro resterò io.
AGATA (insorgendo). No! no! . questo
no!
Controparte dei due uomini. E allora, come
per correggere, senza cancellarla,
l'impressione della sua protesta:
E il bambino?
BALDOVINO. Ma è una necessità,
signora...
AGATA. Ah no! Io non posso, io non
voglio ammetterla!