ShakespeareWeb Italiano    English    Deutsch    Español    Portugues   Sicilianu   E-Mail

Home

Novelle Scritti e Discorsi

La Storia

Romanzi

Intorno Pirandello
La Biografia Teatro Nobel

La Poetica

Poesie

Audiolibri

.: Ricerca -Searching :.

 

In PirandelloWeb

 

 

Il Piacere dell'Onesta - Commedia in tre atti  - 1917

 

Atto Secondo - Scena Undecima

 

BALDOVINO, DETTI.

 

S'apre l'uscio a sinistra e ne uscirà col cappello a staio in capo BALDOVINO. Scoprendo i due abbracciati, subito si fermerà, sorpreso.

 

BALDOVINO. Oh! - chiedo scusa...

Poi con severità attenuata da un sorriso di finissima arguta:

Dio mio, signori: sono entrato io, e non è niente ; ma pensate, potevaentrare il CAMERIERE. - Chiudete almeno le porte, mi raccomando.

AGATA (fremente di sdegno). Non c'era affatto bisogno di chiudere!e porte!

BALDOVINO. Non dico per me, signora. Lo dico al signor marchese, per lei!

AGATA. L'ho detto io stessa al signor marchese, che ora -- del resto -

Lo guarderà fieramente.

avrà da intendersi con lei!

BALDOVINO. Con me? - Volentieri. - E su che?

AGATA (sprezzante). Domandatelo a voi stesso!

BALDOVINO. A me?

Si volta a FABIO:

Che cosa?

AGATA (a FABIO, imperiosamente). Parlate! 

FABIO. No, non adesso...

AGATA. Voglio che glielo diciate adesso davanti a me!

FABIO. Ma bisognerebbe aspettare...

BALDOVINO (subito, sarcastico). Il signor marchese ha forse bisogno di testimonii?

FABIO. Non ho bisogno di nessuno! Voi avete intascato trecento mila lire!

BALDOVINO (calmissimo, sorridente). No, più, signor marchese! Eh, sono più! sono cinquecentosessantatremila... aspetti! Caverà dalla tasca interna il portafoglio, ne trarrà cinque cartoncini con prospetti di cifre a rendiconto, debitamente intestati, e leggerà nell'ultimo la cifra totale: cinquecentosessantatremilasettecentoventotto e sessanta centesimi! Più di mezzo milioncino, signor marchese. - Lei fa di me una stima troppo mediocre!

FABIO. Siano quelle che siano! - Non me n'importa! - Potete tenervele, e andare!

BALDOVINO. Troppa furia... troppa furia, signor marchese! - Lei ha ragione d'averne, a quanto sembra; ma appunto per questo badi che il caso è molto più grave di quanto lei s'immagina.

FABIO. Ma via! Smettete adesso codeste arie!

BALDOVINO. Che arie, no...

Si volgerà ad AGATA:

Prego la signora d'avvicinarsi e di stare a sentire.

Poi, come AGATA con accigliata freddezza si sarà appressata:

Se volete prendervi il piacere di darmi del ladro, potremo intenderci anche su questo: anzi, è bene che c'intendiamo subito. - Ma vi prego di considerare intanto, che non è giusto, prima di tutto, per me. Ecco qua:

Mostrerà loro i cartoncini, tenendoli aperti a ventaglio.

Da questi prospetti - lei vede, signor marchese - risultano intestate come risparmi e imprevisti guadagni della vostra Società le cinquecento e più mila lire. Ma non fa niente: si può rimediare, signora! - Avrei potuto mettermele in tasca con due dita, secondo loro, indicherà a FABIO, alludendo anche ai suoi soci. Se fossi cascato nella trappola che m'han fatto tendere da un certo omino storto cacciatomi tra i piedi, quel signor MARCHETTO FONGI che è venuto anche stamattina... - Oh

A FABIO:

non nego che non fosse tesa con una certa abilità, la trappola!

Ad AGATA;

Lei non s'intende di queste cose, signora; ma mi avevano combinato un certo giro di partita, per cui doveva risultare a me solo un'eccedenza di guadagno che avrei potuto intascarmi senz'altro, sicurissimo che nessuno se ne sarebbe accorto. Se non che, loro che mi avevano appunto combinato questo giro, Se io ci fossi cascato e avessi intascato il danaro, m'avrebbero colto subito con le mani nel sacco.

A FABIO;

Non è cosi?

AGATA (con sdegno appena contenuto, guardando FABIO che non risponde). Avete fatto questo?

BALDOVINO (subito). Oh no, signora! Non c'è da aversene a male! - E se lei può rivolgergli con tanta fierezza codesta domanda, guardi che non lui, ma io debbo sentirmi mancare - perché vuol dire che veramente la condizione di quest’uomo s'è fatta intollerabile. E se si è fatta intollerabile la sua, per conseguenza, intollerabile la mia!

AGATA. Perché, la vostra?

BALDOVINO (le volgerà un rapido sguardo di profonda intensità e subito abbasserà gli occhi, turbato, come smarrito). Ma perché... se io divento uomo davanti a lei... io... io... non potrei più... - ah, signora... m'avverrebbe la cosa più trista che si possa dare: quella di non potere più alzar gli occhi a sostenere lo sguardo degli altri...

Si passerà una mano sugli occhi, sulla fronte, per riprendersi:

No... via, via... Qua bisogna venir subito a una risoluzione!

Amaramente :

Ho potuto pensare che mi sarei presa oggi la soddisfazione di trattare come ragazzini questi signori consiglieri, questo MARCHETTO

FONGI, e anche voi, marchese, che v'eravate fatta l'illusione di prendere al laccio, cosi, uno come me! - Ma ora penso che se avete potuto ricorrere a codesto mezzo, di denunziarmi come ladro, per vincere il ritegno di lei

indicherà AGATA.

senza neppur considerare che questa vergogna di cacciarmi di qua come un ladro, di fronte a cinque estranei, si sarebbe rovesciata sul bambino appena nato... - eh, penso che dev'essere ben altro il piacere, per me, dell'onestà!

Porgerà a FABIO i cartoncini che ha mostrato.

Ecco qua a lei, signor marchese.

FABIO. Che volete che me ne faccia!

BALDOVINO. Li laceri. sono l'unica prova per me! - Il danaro è in cassa, fino all'ultimo centesimo.

Lo guarderà fermo negli occhi; poi, con forza c con durezza sprezzante:

Ma bisogna che lo rubi lei!

FABIO (rivoltandosi come sferzato in faccia). Io?

BALDOVINO. Lei, lei, lei.

FABIO. Siete pazzo?

BALDOVINO. Vuol far le cose a mezzo, signor marchese? - Le ho pur dimostrato che, volendomi onesto, doveva per forza risultar questo: che la cattiva azione l'avrebbe commessa lei! Rubi questo danaro: passerò io per ladro - e me ne andrò, perché, veramente, qui non posso più stare.

FABIO. Ma sono pazzie!

BALDOVINO. No, che pazzie! Io ragiono per lei e per tutti. - Non dico mica che lei debba mandarmi in galera. - Non potrebbe. - Lei ruberà il danaro solamente per me.

FABIO (fremendo e facendoglisi incontro). Ma che dite?

BALDOVINO. Non s'offenda: è una parola, signor marchese! Lei farà una magnifica figura. - Toglierà per un momento il danaro dalla cassa, per far vedere che l'ho rubato io. Poi subito lo rimetterà, per che i suoi soci naturalmente non abbiano a soffrir danno della fiducia che mi hanno accordato per un riguardo a lei. E’ chiaro. Il ladro resterò io.

AGATA (insorgendo). No! no! . questo no!

Controparte dei due uomini. E allora, come per correggere, senza cancellarla, l'impressione della sua protesta:

E il bambino?

BALDOVINO. Ma è una necessità, signora...

AGATA. Ah no! Io non posso, io non voglio ammetterla!

 

Inizio pagina

 

  

1917

INTRODUZIONE

ANALISI

ATTO PRIMO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

SCENA SESTA

SCENA SETTIMA

SCENA OTTAVA

ATTO SECONDO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

SCENA SESTA

SCENA SETTIMA

SCENA OTTAVA

SCENA NONA

SCENA DECIMA

SCENA UNDECIMA

SCENA DODICESIMA

ATTO TERZO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

SCENA SESTA

Teatro

 Atti unici

●●  DUE atti

●●●  tre atti

INTRODUZIONE

1892 ●

La morsa

1906 ●●●

Tutto Per bene

1910 ● Versione Inglese

Lumie di Sicilia

1911 ●

Il dovere del medico

1913 ●

Cecè

1916 ●

All'uscita

1916 ●●●

Liolà

1916 ●●●

Pensaci Giacomino!

1917 ●●●

Il Piacere Dell'Onestà

1917 ●●●

L'Innesto

1917 ●●● Versione Inglese

Cosi è (se vi pare)

1917 ●

La patente

1918 ●●●

Ma non è una cosa seria

1918 ●●

Il berretto a sonagli

1918 ●●●

Il Giuoco Delle Parti

1919 ●●●

L'uomo, la bestia e la virtù

1921 ●●● Versione Inglese Versione Spagnola

Sei Personaggi In cerca D'Autore

1922 ●●● Versione Inglese

Enrico IV

1922 ●

L'imbecille

1923 ● Versione Spagnola

L'uomo dal fiore in bocca

1925 ●

La Giara

1925 ●

Sagra del signore della nave

1926 ●●●

Diana e la tuda

1928 ●

Bellavita

1932 ●●●

Quando Si è Qualcuno

1932 ●●●

i giganti della montagna