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Il Piacere dell'Onesta - Commedia in tre atti  - 1917

 

Atto Secondo - Scena Seconda

 

BALDOVINO, MAURIZIO.

La scena resta vuota un tratto. Si apre l'uscio a sinistra e ne escono BALDOVINO e MAURIZIO.

 

MAURIZIO (guardando in giro). Ma sai che ti sei messo proprio bene?

BALDOVINO (astratto). si.

Con un sorriso ambiguo.

Con perfetto decoro.

Pausa.

E dunque... di' di', dove sei stato? .

MAURIZIO. Mah! Un po' in giro. Fuori delle vie ordinarie.

BALDOVINO. Tu?

MAURIZIO. Perché? Non credi?

BALDOVINO. Fuori delle vie ordinarie? Nel senso che non sarai stato a Parigi o a Nizza o al Cairo. - Dove sei stato?

MAURIZIO. Nel paese del caucciù e delle banane!

BALDOVINO. Al Congo? .

MAURIZIO. sì. Nelle foreste. Oh sai? autentiche.

BALDOVINO. Ah! E belve, ne hai vedute?

MAURIZIO. Quei poveri negri delle mehalle.

BALDOVINO. No, dico belve sul serio: qualche tigre, qualche leopardo!

MAURIZIO. Che, che! Grazie. - Perdio, come ti sfavillano gli occhi!

BALDOVINO (sorride amaramente. piega le dita d'una mano e ne mostra

le unghie a MAURIZIO). Vedi dove siamo arrivati? E non ce le tagliamo mica per disarmarci! anzi! Perché paiano più civili, le nostre mani: vale a dire più atte a una lotta ben più feroce di quella che i nostri avi bestioni combattevano, poveretti, con le sole unghie. - Ho avuto sempre, perciò, invidia delle belve. E tu, disgraziato, sei stato nelle foreste e non hai veduto nemmeno un lupo?

MAURIZIO. Via, via! - Parliamo di te. - Ebbene, come va?

BALDOVINO. Che cosa?

MAURIZIO. Ma, dico, tua moglie. Cioè... la signora?

BALDOVINO. Come vuoi che vada? Benissimo.

MAURIZIO. E... i tuoi rapporti?

BALDOVINO (lo guarda un po'; poi alzandosi). Che vuoi che siano!

MAURIZIO (cangiando tono, rinfrancandosi). Ti trovo benone, però, sai?

BALDOVINO. sì, mi occupo.

MAURIZIO. Ah, già! So che FABIO ha messo su una società anonima.

BALDOVINO. Sì, per mettermi le mani in pasta. - Fa ottimi affari.

MAURIZIO. Ne sei il consigliere delegato?

BALDOVINO. Fa ottimi affari per questo.

MAURIZIO. Già, già, ho saputo! E vorrei entrarci anch'io; ma... dicono che sei d'un rigore spaventoso!

BALDOVINO. Sfido! - non rubo...

Gli s'appressa, gli posa le mani su ambo le braccia.

Sai, per le mani, centinaj a di migliaj a. Poterle considerare come carta straccia; non sentirne più bisogno, minimamente -

MAURIZIO. - eh, per te dev'essere un gran piacere -

BALDOVINO. - divino! - E nessun colpo fallito, sai! - Ma si lavora, si lavora! - E bisogna che tutti mi seguano!

MAURIZIO. Già... è questo...

BALDOVINO. Si lamentano, eh? Di' un po’. strillano? mordono il freno?

MAURIZIO. dicono... dicono che potresti essere un po' meno... meticoloso, ecco!

BALDOVINO. Eh, lo so! . - Li soffoco! Soffoco tutti quanti. Chiunque mi s'accosti! - Ma tu lo capisci: non posso farne a meno! dieci mesi non sono più un uomo!

MAURIZIO. No? E che sei?

BALDOVINO. Ma te l'ho detto: quasi una divinità! - Potresti in tenderlo! - Non ho corpo se non per l'apparenza. Sto tuffato in mezzo alle cifre, alle speculazioni; ma sono per gli altri; non c'è - e voglio che non ci sia - un centesimo di mio! Sto qua, in questa bella casa, e quasi non vedo e non sento e non tocco nulla. Mi meraviglio io stesso talvolta d'udire il suono della mia voce, il rumore dei miei passi; d'avvertire che ho bisogno anch'io di bere un bicchier d'acqua o di riposarmi. - Vivo, capisci? de-li-zi-o-sa-men-te, nell’assoluto di una pura forma astratta!

MAURIZIO. Dovresti sentire un po' di compassione per i poveri mortali!

BALDOVINO. La sento. ma non l’osso fare altrimenti. Lo dissi però, glielo feci bene osservare avanti, a tuo cugino il marchese! - Io sto ai patti.

MAURIZIO. Ma tu ci provi anche un diabolico gusto!

BALDOVINO. Non diabolico, no! Sospeso nell'aria, mi sono come adagiato su una nuvola: è il piacere dei Santi negli affreschi delle chiese!

MAURIZIO. Capirai, intanto, che non è possibile durare a lungo così.

BALDOVINO (capo, dopo una pausa). Ah, lo so! - Finirà. E forse presto! - Ma badino! Bisognerà veder come.

Lo guarda negli occhi.

Lo dico per loro. Apri bene gli occhi a tuo cugino! Mi pare che desideri troppo di disfarsi al più presto di me. - Ti turbi? Sai qualche cosa?

MAURIZIO. No, proprio nulla.

BALDOVINO. Via, sii sincero. Compatisco, bada! . E' così naturale! 

MAURIZIO. T'assicuro che non so nulla. Ho parlato con la signora MADDALENA. Non ho ancora visto FABIO.

BALDOVINO. Eh, lo so! Tutti e due, la madre e tuo cugino, avranno pensato. - (( La maritiamo pro forma; dopo qualche tempo, con un pretesto qualsiasi ci sbarazziamo di lui )). - La cosa più sperabile, difatti, era questa. - Ma non lo possono sperare! - Sono stati di una deplorevole leggerezza anche in questo.

MAURIZIO. Lo sospetti tu! . Chi te lo dice?

BALDOVINO. Tanto vero che hanno posto come patto fondamentale la mia onestà!

MAURIZIO. Ecco, dunque! Vedi bene...

BALDOVINO. Come sei sciocco! La logica è una cosa, l'animo è un'altra. Si può per coerenza logica proporre una cosa, e con l'animo sperarne un'altra. - Ora, credi, potrei prestarmi, per far cosa grata a lui che alla signora, a offrire un pretesto perché si sbarazzino di me. - Ma non lo sperino, perché io... - si, potrei farlo - ma non lo farò - per loro - non lo farò perché loro non possono assolutamente desiderare che io lo faccia!

MAURIZIO. Perdio, sei terribile! Neghi loro anche la possibilità del desiderio che tu commetta una cattiva azione?

BALDOVINO. Guarda. Supponiamo che lo faccia. In prima, rifiaterebbero.

Si leverebbero davanti l’ingombro opprimente della mia persona. L'onestà, mancata in me, potrà credersi - se non in tutto, almeno in parte - rimasta con loro. la signora rimarrà moglie legittima, separata da un marito indegno; e in questa indegnità del marito, giovine com'ella è, potrà trovare una scusa di farsi consolare da un vecchio amico di casa. Ciò che non era permesso a una signorina, si può condonare facilmente a una signora assolta da ogni obbligo di fedeltà coniugale. Va bene? - Io dunque, marito, potrei essere disonesto e farmi cacciare. - Ma io non sono entrato qua soltanto come marito. Da semplice marito, anzi, non sarei mai entrato: non ce ne sarebbe stato bisogno! C'era bisogno di me, in quanto questo

marito doveva tra poco esser padre ; tra poco, dico, in tempo... quasi debito. Qua c'era bisogno del padre. E il padre... eh, il padre nell'interesse di lui, del signor marchese, dev'essere per forza onesto! -

Perché se da marito posso andarmene senza recar danno a mia moglie, la quale, lasciato il mio nome, riprenderà il suo; da padre, la mia cattiva azione danneggerebbe per forza il figlio che non avrà altro nome che il mio; e più in basso io cadrò e più danno egli ne avrà. E questo, lui, non può assolutamente desiderarlo.

MAURIZIO. Ah, no davvero!

BALDOVINO. Vedi, dunque? - E per cadere in basso, ci cadrei; tu mi conosci! Per vendicarmi dell'azione che mi farebbero, cacciandomi via malamente, vorrei con me il figliuolo, che per legge m'appartiene; lo lascerei loro qua due o tre anni per farli affezionare a lui; poi proverei che mia moglie convive da adultera col suo amante, e lo toglierei loro e lo trascinerei con me, giù... giù... Tu sai che ho in me un'orribile bestia, di cui ho voluto liberarmi, incatenandola in queste condizioni che mi sono state offerte. - Conviene a loro soprattutto farmele rispettare, come ne ho ferma volontà; perché, liberato da esse, oggi o domani, non so proprio dove andrei a finire.

Cambiando tono improvvisamente:

Basta, basta... - Di' un po' ti han mandato loro da me, appena arrivato? - Su, su, che hai da domandarmi? Sbrigati, per favore.

Guarda l'orologio.

Ti ho accordato più tempo che non avrei dovuto. Sai che questa mattina c'è il battesimo del bambino? E ho, prima del pranzo, una riunione qua coi consiglieri invitati. Ti manda tuo cugino? Ti manda la signora madre?

MAURIZIO. Si, ecco; è appunto per il battesimo del piccino. - Codesto nome che vorresti imporgli...

BALDOVINO. Eh, lo so!

MAURIZIO. Ma scusa... - ti pare?

BALDOVINO. Lo so, povero piccino; è un nome troppo grosso! Rischia quasi di restarne schiacciato.

MAURIZIO (sillabando). Sigismondo!

BALDOVINO. Ma è un nome storico nella mia famiglia. - Mio padre Si chiamava così: il mio avo si chiamava così...

MAURIZIO. Non è una buona ragione per loro, capirai!

BALDOVINO. Ma neanch'io - tu lo sai - avrei mai pensato... Scusa, è mia la colpa? Brutto nome, sì, goffo, specialmente per un piccino... e... - ti confesso

Pianissimo .

che se l'avessi avuto - di mio - forse non l'avrei chiamato così...

MAURIZIO. Ah, vedi? vedi?

BALDOVINO. Che vedo? - questo anzi deve dirti che non posso, ora. Derogare a questo nome! - Siamo sempre lì! - Non per me; è per la forma! - Per la forma - tu lo capisci - giacche debbo dargli un nome - io non posso dargli che questo! - E’ inutile, sai? è proprio inutile, che insistano! . Mi dispiace ; ma non transigo, puoi dirglielo! - Mi lascino lavorare, perbacco. Sono futilità, codeste! Mi dispiace, caro, d'accoglierti così. - A rivederci, eh? A rivederci.

Gli stringe in fretta la mano e via per l'uscio a sinistra.

 

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1917

INTRODUZIONE

ANALISI

ATTO PRIMO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

SCENA SESTA

SCENA SETTIMA

SCENA OTTAVA

ATTO SECONDO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

SCENA SESTA

SCENA SETTIMA

SCENA OTTAVA

SCENA NONA

SCENA DECIMA

SCENA UNDECIMA

SCENA DODICESIMA

ATTO TERZO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

SCENA SESTA

Teatro

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INTRODUZIONE

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La morsa

1906 ●●●

Tutto Per bene

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Lumie di Sicilia

1911 ●

Il dovere del medico

1913 ●

Cecè

1916 ●

All'uscita

1916 ●●●

Liolà

1916 ●●●

Pensaci Giacomino!

1917 ●●●

Il Piacere Dell'Onestà

1917 ●●●

L'Innesto

1917 ●●● Versione Inglese

Cosi è (se vi pare)

1917 ●

La patente

1918 ●●●

Ma non è una cosa seria

1918 ●●

Il berretto a sonagli

1918 ●●●

Il Giuoco Delle Parti

1919 ●●●

L'uomo, la bestia e la virtù

1921 ●●● Versione Inglese Versione Spagnola

Sei Personaggi In cerca D'Autore

1922 ●●● Versione Inglese

Enrico IV

1922 ●

L'imbecille

1923 ● Versione Spagnola

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1925 ●

La Giara

1925 ●

Sagra del signore della nave

1926 ●●●

Diana e la tuda

1928 ●

Bellavita

1932 ●●●

Quando Si è Qualcuno

1932 ●●●

i giganti della montagna