Detti, la signora Amalia
Amalia:
(sopravvenendo agitata dall'uscio
a sinistra) Se se ne potesse
fare a meno! Non c'è più
assolutamente bisogno di prove!
Dina:
Ma già! Ci pensavo, sì, è inutile!
Amalia:
(salutando in fretta, costernata,
la signora Cini) Cara
signora...
Signora Cini:
(presentando la signora Nenni)
La signora Nenni, ch'era venuta con
me...
Amalia:
(salutando in fretta, costernata,
la signora Nenni) Piacere,
signora...
Poi:
Non c'è più dubbio! È lui!
Signora Cini:
È lui, è vero? è lui?
Dina:
Perché quest'inganno, alla povera
signora?
Amalia:
Un tradimento!
Laudisi:
Ma sì! È indegno, è indegno, avete
ragione! Tanto più che comincia a
parermi evidente che dev'esser lei!
Amalia:
Lei? Come! Che dici?
Laudisi:
Lei, lei, lei...
Amalia:
Ma va' là! Se tu la sentissi
parlare!
Dina:
Ne siamo ormai così sicure noi!
Signora Cini e Signora Nenni:
(gongolanti) Sì? sì, eh?
Laudisi:
Ma appunto perché ne siete così
sicure vojaltre: dev'esser lei!
Dina:
Andiamo, via, andiamo di là; non lo
vedete che lo fa apposta?
Amalia:
Andiamo, sì, andiamo, signore...
Davanti all'uscio a sinistra.
Favoriscano, prego...
Via la signora Cini, la
signora Nenni, Amalia.
Dina fa per uscire anche lei.
Laudisi:
(chiamandola a sé) Dina!
Dina:
Non ti voglio dare ascolto! No! no!
Laudisi:
Richiudi codesto uscio, se, ormai,
la prova è inutile.
Dina:
E il babbo? L'ha lasciato lui così
aperto... Sta per venire con
quell'altro. Se lo trova chiuso...
Sai com'è, il babbo...
Laudisi:
Ma lo persuaderete voi... tu,
specialmente...che non ce n'era più
bisogno. Non ne sei convinta tu?
Dina:
Convintissima!
Laudisi:
(con sorriso di sfida) E
chiudi allora!
Dina:
Tu vorresti pigliarti il piacere di
vedermi dubitare ancora. Non chiudo.
Ma solo per il babbo.
Laudisi:
(con sorriso di sfida) Vuoi
che chiuda io?
Dina:
Su la tua responsabilità!
Laudisi:
Ma io non ho acquistato come te la
certezza che il pazzo sia lui.
Dina:
E tu vieni; sentila parlare! Vedrai
che l'acquisterai anche tu, senza
dubbio. Vieni?
Laudisi:
Sì, vengo. E posso chiudere, sai? Su
la mia responsabilità.
Dina:
Ah, vedi? Anche prima di sentirla!
Laudisi:
No, cara. Perché son sicuro che tuo
padre, a quest'ora, pensa anche lui,
come vojaltre, che questa prova è
inutile.
Dina:
Ne sei sicuro?
Laudisi:
Ma sì! Sta parlando con lui! Avrà
acquistato senza dubbio la certezza
che la pazza è lei.
S'appressa all'uscio risolutamente.
Chiudo.
Dina:
(subito trattenendolo) No.
Poi, interdetta:
Scusa... se pensi così... lasciamolo
aperto...
Laudisi:
(ride al suo solito) Ah ah
ah... vedi?
Dina:
Io dico per il babbo!
Laudisi:
E il babbo dirà per voi...
Lasciamolo aperto...
Si sente sonare nel salotto accanto,
sul pianoforte, un'antica aria piena
di dolce e mesta grazia, della
"Povera Nina" del Pergolesi.
Dina:
Ah, è lei... senti? suona! suona
lei!
Laudisi:
La vecchietta?
Dina:
Sì, ci ha detto che la figliuola,
prima, la sonava sempre, questa
vecchia aria... Senti con quanta
dolcezza la suona?... Andiamo,
andiamo...
Escono tutt'e due per l'uscio a
sinistra.