Signora Amalia, Signora
Sirelli, Dina, Detti.
Signora Sirelli:
(a Laudisi, minacciandolo con
un dito) Ancora? ancora, lei?
Sirelli:
È incorreggibile !
Signora Sirelli:
Ma come non si lascia prendere dalla
smania, dall'ossessione che è in tutti
ormai, di strappare questo mistero che
rischia di fare impazzire tutti quanti?
- Io non ci ho dormito stanotte!
Agazzi:
Per carità, signora, lo lasci stare!
Laudisi:
Dia retta a mio cognato piuttosto, che
le prepara il sonno per questa notte.
Agazzi:
Dunque. Stabiliamo. Ecco. Voi andate
dalla signora Frola...
Amalia:
E saremo ricevute?
Agazzi:
Oh Dio, direi...
Dina:
Restituiamo la visita...
Amalia:
Ma se lui non vuol permettere che la
signora ne faccia e ne riceva?
Sirelli:
Prima sì... perché ancora non si sapeva
niente. Ma ormai che la signora,
costretta, ha parlato, spiegando a modo
suo la ragione del suo ritegno...
Signora Sirelli:
Forse avrà piacere, anzi, di parlarci
della figliuola...
Dina:
È così affabile! - Ah, per me non c è
dubbio, sapete : il pazzo è lui !
Agazzi:
Non precipitiamo il giudizio. - Dunque,
statemi a sentire.
Guarda l'orologio.
Vi tratterrete poco, un quarto d'ora,
non più.
Sirelli:
(alla moglie) Per carità, sta'
attenta!
Signora Sirelli:
E perché dici a me?
Sirelli:
Se ti metti a parlare...
Dina:
(per prevenire una lite fra i due)
Un quarto d'ora, un quarto d'ora; starò
attenta io.
Agazzi:
Io arrivo alla Prefettura, e sarò qui di
ritorno alle undici. Fra una ventina di
minuti.
Sirelli:
E io?
Agazzi:
Aspetta.
Alle donne.
Con una scusa, un poco prima, voi
indurrete la signora Frola a venire qua.
Amalia:
E che... che scusa?
Agazzi:
Una scusa qualunque! La troverete
conversando... Manca a voi? C'è Dina,
c'è la signora... - Entrerete, s
intende, nel salotto.
Si reca all'uscio a sinistra e lo apre
bene, scostando la tenda .
Quest'uscio deve restare così - bene
aperto - così! per modo che di qua vi si
senta parlare. - Io lascio sulla
scrivania queste carte, che dovrei
portare con me. È una pratica d'ufficio
preparata apposta per il signor Ponza.
Fingo di scordarmela, e con questo
pretesto me lo conduco qua. Allora...
Sirelli:
Scusa, ma io quando devo venire?
Agazzi:
Qualche minuto dopo le undici, tu -
quando già le signore saranno nel
salotto, e io qua con lui. Vieni per
prendere la tua signora. Ti fai
introdurre da me. Io allora le inviterò
tutte a favorire qua da noi...
Laudisi:
(subito) E la verità sarà
scoperta!
Dina:
Ma scusa, zietto, quando saranno tutt'e
due di fronte...
Agazzi:
Non gli date retta! Andate, andate...
Non c'è tempo da perdere!
Signora Sirelli:
Andiamo, sì, andiamo. Io neanche lo
saluto!
Laudisi:
Ecco, mi saluto per lei, signora!
Si stringe una mano con l'altra.
Buona fortuna!
Via Amalia, Dina e la
Signora Sirelli.
Agazzi:
(a Sirelli) Andiamo anche
noi, eh? Subito...
Sirelli:
Sì, andiamo. Addio, Lamberto.
Laudisi:
Addio, addio...
Agazzi e Sirelli, via.