Studio in casa del Consigliere
Agazzi. - Mobili antichi; vecchi
quadri alle pareti; uscio in fondo, con
tenda; uscio laterale a sinistra, che dà
nel salotto, anch'esso con tenda; a
destra, un ampio camino, su la cui
mensola poggia un grande specchio; su la
scrivania, apparecchio telefonico;
canapè, poltrone, seggiole, ecc.
Agazzi, Laudisi,
Sirelli
Agazzi è in piedi presso la
scrivania, col ricevitore
dell'apparecchio telefonico
all'orecchio. Laudisi e
Sirelli, seduti, guardano verso di
lui, in attesa.
Agazzi:
Pronto!... - Sì... Parlo con Centuri?...
Ebbene?... Sì, bravo...
Ascolta a lungo, poi.
Ma come, scusi? è possibile?
Ascolta di nuovo a lungo, poi.
Lo capisco, ma mettendocisi con un po'
d'impegno!...
Altra pausa lunga, poi.
È proprio strano, scusi, che non si
possa...
Pausa.
Capisco, sì... capisco...
Pausa.
Basta, veda un po'... A rivederla...
Posa il ricevitore, e viene avanti.
Sirelli:
(ansioso) Ebbene?
Agazzi:
Niente.
Sirelli:
Non si trova niente?
Agazzi:
Tutto disperso, tutto distrutto...
Municipio... archivio... stato civile...
Sirelli:
Ma la testimonianza almeno di qualche
superstite?...
Agazzi:
Niente... Dice che non si ha notizia di
superstiti, se pure ce ne sono...
Ricerche difficilissime!
Sirelli:
Cosicché non ci resta che o da credere
all'uno o da credere all'altra - senza
prove?
Agazzi:
Purtroppo!
Laudisi:
(alzandosi) Volete seguire il mio
consiglio? Credete a tutti e due!
Agazzi:
Ma come! che dici?
Sirelli:
Se una dice una cosa e l'altro ne dice
un'altra!
Laudisi:
E allora, non credete a nessuno dei due!
Sirelli:
Tu vuoi scherzare. Mancano le prove, i
dati di fatto; ma la verità, perdio,
sarà da una parte o dall'altra!
Laudisi:
I dati di fatto... già! Che vorresti
desumerne?
Agazzi:
Ma scusa! Purtroppo non c'è più - ma
c'era - se la signora Frola è lei la
pazza - c'era, doveva esserci, si potrà
trovare domani l'atto di morte della
figliuola. - Oppure, non c'è e non si
potrà trovare perché non c'è stato mai -
e allora il pazzo è lui, il signor Ponza
suo genero!
Sirelli:
Potresti negar l'evidenza, se domani
quest'atto ti venisse presentato?
Laudisi:
Io? Ma non nego nulla io! Me ne guardo
bene! Siete voi che avete bisogno dei
dati di fatto, dei documenti, per
affermare o per negare! Io non so che
farmene, perché per me la realtà non
consiste in essi, ma nell'animo di quei
due, in cui non posso entrare, se non
per quel tanto che essi me ne dicono.
Sirelli:
Benissimo! E non dicono appunto che uno
dei due è pazzo? - O pazza lei, o pazzo
lui - di qui non si scappa! Quale dei
due?
Agazzi:
È qui la questione!
Laudisi:
Prima di tutto, non è vero che lo dicano
entrambi. Lo dice lui, il signor Ponza,
di sua suocera. La signora Frola lo
nega, non soltanto per sé, ma anche per
lui. Se mai, lui - dice - fu un
po' alterato di mente per soverchio
amore. Ma ora, sano, sanissimo...
Sirelli:
Ah dunque tu propendi, come me, verso
ciò che dice lei, la suocera?
Agazzi:
Certo che, stando a ciò che dice lei, si
può spiegar tutto...
Laudisi:
Ma si può spiegar tutto ugualmente,
stando a ciò che dice lui, il genero!...
Sirelli:
E allora - pazzo - nessuno dei due? Ma
uno dev'essere, perdio!
Laudisi:
E quale? Non potete dirlo voi, né può
dirlo nessuno! E non già perché codesti
dati di fatto, che andate cercando,
siano stati annullati da un accidente
qualsiasi - un incendio, un terremoto -;
ma perché li hanno annullati essi in sé,
nell'animo loro, volete capirlo? -
creando lei a lui, o lui a lei, un
fantasma che ha la stessa consistenza
della realtà, dov'essi vivono
perfettamente, di pieno accordo! E non
potrà essere distrutta, quella loro
realtà, da nessun documento, poiché essi
ci respirano dentro, la vedono, la
sentono, la toccano! - Al più, per voi
potrebbe servire il documento, per
togliervi voi una sciocca curiosità. Vi
manca, ed eccovi dannati al meraviglioso
supplizio d'aver davanti, accanto, qua
il fantasma e qua la realtà, e di non
poter distinguere l'uno dall'altra!
Agazzi:
Filosofia, caro, filosofia! - Lo
vedremo, lo vedremo adesso se non sarà
possibile!
Sirelli:
Abbiamo inteso prima l'uno, poi l'altra;
mettendoli insieme, ora, di fronte, vuoi
che non si scopra dove sia il fantasma,
dove la realtà?
Laudisi:
Io vi chiedo licenza di seguitare a
ridere alla fine.
Agazzi:
Va bene, va bene; vedremo chi riderà
meglio alla fine. Non perdiamo tempo!
Si fa all'uscio a sinistra e chiama.
Amalia! Signora! Venite, venite qua!