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Così è (se vi pare) - Commedia in tre atti  - 1917

 

Atto Primo - Scena Sesta

 

Cameriere, Detti, poi la Signora Frola

Cameriere:

(picchiando all'uscio e presentandosi sulla soglia, turbato) Permesso? C'è di nuovo la Signora Frola.

Amalia:

(con sgomento) Oh Dio, e adesso... se non possiamo più levarcela d'addosso?...

Signora Sirelli:

Eh, capisco... a saperla pazza!

Signora Cini:

Dio, Dio... Chi sa che verrà a dire ora?

Sirelli:

Io sarei curioso di sentirla ancora...

Dina:

Ma sì, mamma... Non c'è da aver paura... è così tranquilla...

Agazzi:

Bisognerà riceverla, certo. Sentiamo che cosa vuole. Nel caso, si provvederà...

Al Cameriere.

Fa' passare

Il Cameriere si ritira.

Amalia:

Ma ajutatemi per carità... Io non so più come parlarle adesso...

Entra la Signora Frola La signora Amalia si alza e le viene incontro; gli altri la guardano sgomenti.

Signora Frola:

Permesso?

Amalia:

Venga, venga avanti, signora... Sono qua ancora le mie stesse amiche...

Signora Frola:

(con mestissima affabilità, sorridendo) Che mi guardano... e anche lei, mia buona signora, come una povera pazza, è vero?

Amalia:

No, signora - che dice?

Signora Frola:

Abbiano pazienza un momento (con profondo rammarico) Ah, meglio lo sgarbo, signora, di lasciarla dietro la porta, come feci la prima volta! Non avrei mai supposto che lei dovesse ritornare e costringermi a questa visita, di cui purtroppo avevo previsto le conseguenze!

Amalia:

Ma no - perché?

Dina:

Quali conseguenze, signora?

Signora Frola:

Non è uscito di qua or ora mio genero?

Agazzi:

Ah, sì... - Ma è venuto... è venuto, signora, per parlare a me di... certe cose d'ufficio...

Signora Frola:

(ferita, costernata) Eh... codesta pietosa bugia che ella mi dice per tranquillarmi...

Agazzi:

No no, signora, stia sicura... le dico la verità...

Signora Frola:

(ferita, costernata) Era calmo, almeno? Ha parlato calmo ?

Agazzi:

Ma sì, calmo, calmissimo - è vero?

Tutti annuiscono, confermano.

Signora Frola:

Oh Dio, signori, loro credono di rassicurare me, mentre vorrei io, al contrario, rassicurar loro sul conto di lui!

Signora Sirelli:

E su che cosa, signora? Ma no, creda...

Agazzi:

Se ha parlato con me di cose d'ufficio...

Signora Frola:

Ma io vedo come mi guardano... Abbiano pazienza! Non si tratta di me! - Dal modo come mi guardano, m'accorgo ch'egli è venuto qua a dar prova di ciò che io per tutto l'oro del mondo non avrei mai rivelato! Mi sono tutti testimonii che poc'anzi io qua, alle loro domande che - credano - sono state per me molto crudeli, non ho saputo come rispondere... ho dato loro di questo nostro modo di vivere una spiegazione che non può soddisfare nessuno, lo so! Ma potevo dirne loro la vera ragione? O potevo dir loro - come va dicendo lui - che la mia figliuola è morta da quattr'anni e che io sono una povera pazza che la crede ancora viva e che lui non me la vuol far vedere?

Agazzi:

(stordito dal profondo accento di sincerità con cui la signora Frola ha parlato) Ah... ma come? La sua figliuola?

Signora Frola:

(subito, con ansia costernata) Vedono che è vero? Perché vogliono negarlo? Ha detto loro così, è vero?

Sirelli:

(esitando, ma studiandola) Sì... difatti... ha detto...

Signora Frola:

Ma lo so! E so quale turbamento gli cagiona il vedersi costretto a dir questo di me! - È una disgrazia, signor Consigliere, che con tanti stenti, attraverso tanti palpiti e tanti dolori, s'è potuta superare - ma così, a patto di vivere come viviamo... Purtroppo, capisco, deve dar nell'occhio alla gente, provocare scandalo, sospetti... Ma d'altra parte, se lui è un ottimo impiegato, zelante, scrupoloso... Lei lo avrà già sperimentato, certo...

Agazzi:

No... per dir la verità, ancora...

Signora Frola:

Per carità non creda alle apparenze! - È ottimo - lo hanno dichiarato tutti i suoi superiori! E perché si deve allora tormentarlo con questa indagine della sua vita familiare, della sua disgrazia - ripeto - già superata e che - a rivelarla - potrebbe comprometterlo nella carriera?

Agazzi:

Ma no, signora, non s'affigga così... Nessuno vuol tormentarlo... Che compromissione?

Signora Frola:

Dio mio, come vuole che non m'affligga nel vederlo costretto a dare a tutti una spiegazione... assurda, via, inverosimile... Possono loro credere sul serio che la mia figliuola è morta? che io sia pazza? che questa che ha con sé è una seconda moglie? - Ma è un bisogno, credano... è un bisogno per lui! - Gli s'è potuto ridar la calma, la fiducia, solo a questo patto. Si eccita solo, si sconvolge tutto, quando è costretto a parlarne, perché sente lui stesso la violenza che fa, a dir certe cose - lo avranno veduto...

Agazzi:

Sì, difatti... difatti era eccitato...

Signora Sirelli:

O Dio, ma come?... ma allora - è lui?

Sirelli:

Ma sì, che dev'esser lui!

Trionfante:

Signori, io ve l'ho detto!

Agazzi:

Ma via! Possibile?

Agitazione in tutti gli altri.

Signora Frola:

(subito, giungendo le mani) No, per carità, signori! Che credono? È solo questo tasto che non gli dev'esser toccato! Ma scusino, lascerei io forse la mia figliuola così sola con lui, chiusa?... Ma poi la prova è lì, all'ufficio, dove adempie a tutti i suoi doveri come meglio non si potrebbe!

Agazzi:

Ah, ma bisogna che lei ci spieghi, signora! Possibile che suo genero sia venuto qua a inventarci tutta una storia?

Signora Frola:

Sissignore, sì, ecco, spiegherò loro tutto! Ma bisogna compatirlo, signor Consigliere!

Agazzi:

Ma come? Non è vero niente che la sua figliuola è morta?

Signora Frola:

Oh no! Dio liberi!

Agazzi:

Ma allora il pazzo è lui!

Signora Frola:

No, no... guardi...

Sirelli:

Ma sì, perdio, dev'esser lui!

Signora Frola:

No, guardino... guardino... Non è neanche lui!... Mi lascino dire... Lo hanno veduto - è così forte di complessione... violento... Sposando, fu preso da una vera frenesia d'amore... Rischiò di distruggere, quasi, la mia figliuola, ch'era delicatina... Per consiglio dei medici e di tutti i parenti - anche dei suoi (che ora poverini non ci sono più!) - gli si dovette sottrarre la moglie di nascosto, per chiuderla in una casa di salute. E allora lui, già un po' alterato, naturalmente, a causa di quel suo.... soverchio amore - non trovandosela più in casa... - ah, signore mie... cadde in una disperazione furiosa... credette davvero che la moglie fosse morta, non volle sentir più niente, si volle vestir di nero; fece tante pazzie; e non ci fu verso di smuoverlo più da quest'idea. Tanto che - quando, dopo appena un anno, la mia figliuola, già rimessa, rifiorita, gli fu ripresentata - disse di no, che non era più lei, no, no... la guardava... ma no, no... non era, non era più lei... Signore mie, uno strazio... le si accostava... pareva che la riconoscesse... e poi di nuovo, no, no... E per fargliela riprendere, con l'ajuto degli amici, si dovette simulare un secondo matrimonio...

Signora Sirelli:

Ah, dice dunque per questo che...?

Signora Frola:

Sì; ma non ci crede più, certo, da un pezzo, neanche lui! Ha bisogno di darlo a intendere agli altri; non può farne a meno! Per star sicuro, capiscono? Perché forse, di tanto in tanto, gli balena ancora la paura che la mogliettina gli possa essere di nuovo sottratta.

A bassa voce, sorridendo confidenzialmente.

Se la tiene chiusa a chiave, perciò - tutta per sé. Ma l'adora!... Sono sicura, e la mia figliuola è contenta.

Si alza.

Me ne scappo, perché non vorrei che tornasse subito da me, se è così eccitato...

Sospira dolcemente, scotendo le mani giunte.

Ci vuol pazienza... Quella poverina deve fingere di non esser lei, ma un'altra... e io... eh! io - d'esser pazza, signore mie! Ma come si fa? Purché stia tranquillo lui... Non s'incomodino, prego, so la via... Riverisco, signori, riverisco...

Salutando e inchinandosi si ritira in fretta, per l'uscio comune. Restano tutti, sbalorditi, come basiti. Silenzio.

Laudisi:

(facendosi in mezzo) Vi guardate tutti negli occhi? Eh! La verità?

Scoppia a ridere forte.

Ah! ah! ah! ah!

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1917

INTRODUZIONE
ANALISI
MESSA IN SCENA

ATTO PRIMO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

SCENA SESTA

ATTO SECONDO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

SCENA SESTA

SCENA SETTIMA

SCENA OTTAVA

SCENA NONA

ATTO TERZO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

SCENA SESTA

SCENA SETTIMA

SCENA OTTAVA

SCENA NONA

Teatro

 Atti unici

●●  DUE atti

●●●  tre atti

INTRODUZIONE

1892 ●

La morsa

1906 ●●●

Tutto Per bene

1910 ● Versione Inglese

Lumie di Sicilia

1911 ●

Il dovere del medico

1913 ●

Cecè

1916 ●

All'uscita

1916 ●●●

Liolà

1916 ●●●

Pensaci Giacomino!

1917 ●●●

Il Piacere Dell'Onestà

1917 ●●●

L'Innesto

1917 ●●● Versione Inglese

Cosi è (se vi pare)

1917 ●

La patente

1918 ●●●

Ma non è una cosa seria

1918 ●●

Il berretto a sonagli

1918 ●●●

Il Giuoco Delle Parti

1919 ●●●

L'uomo, la bestia e la virtù

1921 ●●● Versione Inglese Versione Spagnola

Sei Personaggi In cerca D'Autore

1922 ●●● Versione Inglese

Enrico IV

1922 ●

L'imbecille

1923 ● Versione Spagnola

L'uomo dal fiore in bocca

1925 ●

La Giara

1925 ●

Sagra del signore della nave

1926 ●●●

Diana e la tuda

1928 ●

Bellavita

1932 ●●●

Quando Si è Qualcuno

1932 ●●●

i giganti della montagna