Cameriere, Detti, poi la Signora
Frola
Cameriere:
(picchiando all'uscio e presentandosi
sulla soglia, turbato) Permesso? C'è
di nuovo la Signora Frola.
Amalia:
(con sgomento) Oh Dio, e
adesso... se non possiamo più levarcela
d'addosso?...
Signora Sirelli:
Eh, capisco... a saperla pazza!
Signora Cini:
Dio, Dio... Chi sa che verrà a dire ora?
Sirelli:
Io sarei curioso di sentirla ancora...
Dina:
Ma sì, mamma... Non c'è da aver paura...
è così tranquilla...
Agazzi:
Bisognerà riceverla, certo. Sentiamo che
cosa vuole. Nel caso, si provvederà...
Al Cameriere.
Fa' passare
Il Cameriere si ritira.
Amalia:
Ma ajutatemi per carità... Io non so più
come parlarle adesso...
Entra la Signora Frola La signora
Amalia si alza e le viene
incontro; gli altri la guardano
sgomenti.
Signora Frola:
Permesso?
Amalia:
Venga, venga avanti, signora... Sono qua
ancora le mie stesse amiche...
Signora Frola:
(con mestissima affabilità,
sorridendo) Che mi guardano... e
anche lei, mia buona signora, come una
povera pazza, è vero?
Amalia:
No, signora - che dice?
Signora Frola:
Abbiano pazienza un momento (con
profondo rammarico) Ah, meglio lo
sgarbo, signora, di lasciarla dietro la
porta, come feci la prima volta! Non
avrei mai supposto che lei dovesse
ritornare e costringermi a questa
visita, di cui purtroppo avevo previsto
le conseguenze!
Amalia:
Ma no - perché?
Dina:
Quali conseguenze, signora?
Signora Frola:
Non è uscito di qua or ora mio genero?
Agazzi:
Ah, sì... - Ma è venuto... è venuto,
signora, per parlare a me di... certe
cose d'ufficio...
Signora Frola:
(ferita, costernata) Eh...
codesta pietosa bugia che ella mi dice
per tranquillarmi...
Agazzi:
No no, signora, stia sicura... le dico
la verità...
Signora Frola:
(ferita, costernata) Era calmo,
almeno? Ha parlato calmo ?
Agazzi:
Ma sì, calmo, calmissimo - è vero?
Tutti annuiscono, confermano.
Signora Frola:
Oh Dio, signori, loro credono di
rassicurare me, mentre vorrei io, al
contrario, rassicurar loro sul conto di
lui!
Signora Sirelli:
E su che cosa, signora? Ma no, creda...
Agazzi:
Se ha parlato con me di cose
d'ufficio...
Signora Frola:
Ma io vedo come mi guardano... Abbiano
pazienza! Non si tratta di me! - Dal
modo come mi guardano, m'accorgo ch'egli
è venuto qua a dar prova di ciò che io
per tutto l'oro del mondo non avrei mai
rivelato! Mi sono tutti testimonii che
poc'anzi io qua, alle loro domande che -
credano - sono state per me molto
crudeli, non ho saputo come
rispondere... ho dato loro di questo
nostro modo di vivere una spiegazione
che non può soddisfare nessuno, lo so!
Ma potevo dirne loro la vera ragione? O
potevo dir loro - come va dicendo lui -
che la mia figliuola è morta da
quattr'anni e che io sono una povera
pazza che la crede ancora viva e che lui
non me la vuol far vedere?
Agazzi:
(stordito dal profondo accento di
sincerità con cui la signora Frola
ha parlato) Ah... ma come? La sua
figliuola?
Signora Frola:
(subito, con ansia costernata)
Vedono che è vero? Perché vogliono
negarlo? Ha detto loro così, è vero?
Sirelli:
(esitando, ma studiandola) Sì...
difatti... ha detto...
Signora Frola:
Ma lo so! E so quale turbamento gli
cagiona il vedersi costretto a dir
questo di me! - È una disgrazia, signor
Consigliere, che con tanti stenti,
attraverso tanti palpiti e tanti dolori,
s'è potuta superare - ma così, a patto
di vivere come viviamo... Purtroppo,
capisco, deve dar nell'occhio alla
gente, provocare scandalo, sospetti...
Ma d'altra parte, se lui è un ottimo
impiegato, zelante, scrupoloso... Lei lo
avrà già sperimentato, certo...
Agazzi:
No... per dir la verità, ancora...
Signora Frola:
Per carità non creda alle apparenze! - È
ottimo - lo hanno dichiarato tutti i
suoi superiori! E perché si deve allora
tormentarlo con questa indagine della
sua vita familiare, della sua disgrazia
- ripeto - già superata e che - a
rivelarla - potrebbe comprometterlo
nella carriera?
Agazzi:
Ma no, signora, non s'affigga così...
Nessuno vuol tormentarlo... Che
compromissione?
Signora Frola:
Dio mio, come vuole che non m'affligga
nel vederlo costretto a dare a tutti una
spiegazione... assurda, via,
inverosimile... Possono loro credere sul
serio che la mia figliuola è morta? che
io sia pazza? che questa che ha con sé è
una seconda moglie? - Ma è un bisogno,
credano... è un bisogno per lui! - Gli
s'è potuto ridar la calma, la fiducia,
solo a questo patto. Si eccita solo, si
sconvolge tutto, quando è costretto a
parlarne, perché sente lui stesso la
violenza che fa, a dir certe cose - lo
avranno veduto...
Agazzi:
Sì, difatti... difatti era eccitato...
Signora Sirelli:
O Dio, ma come?... ma allora - è lui?
Sirelli:
Ma sì, che dev'esser lui!
Trionfante:
Signori, io ve l'ho detto!
Agazzi:
Ma via! Possibile?
Agitazione in tutti gli altri.
Signora Frola:
(subito, giungendo le mani) No,
per carità, signori! Che credono? È solo
questo tasto che non gli dev'esser
toccato! Ma scusino, lascerei io forse
la mia figliuola così sola con lui,
chiusa?... Ma poi la prova è lì,
all'ufficio, dove adempie a tutti i suoi
doveri come meglio non si potrebbe!
Agazzi:
Ah, ma bisogna che lei ci spieghi,
signora! Possibile che suo genero sia
venuto qua a inventarci tutta una
storia?
Signora Frola:
Sissignore, sì, ecco, spiegherò loro
tutto! Ma bisogna compatirlo, signor
Consigliere!
Agazzi:
Ma come? Non è vero niente che la sua
figliuola è morta?
Signora Frola:
Oh no! Dio liberi!
Agazzi:
Ma allora il pazzo è lui!
Signora Frola:
No, no... guardi...
Sirelli:
Ma sì, perdio, dev'esser lui!
Signora Frola:
No, guardino... guardino... Non è
neanche lui!... Mi lascino dire... Lo
hanno veduto - è così forte di
complessione... violento... Sposando, fu
preso da una vera frenesia d'amore...
Rischiò di distruggere, quasi, la mia
figliuola, ch'era delicatina... Per
consiglio dei medici e di tutti i
parenti - anche dei suoi (che ora
poverini non ci sono più!) - gli si
dovette sottrarre la moglie di nascosto,
per chiuderla in una casa di salute. E
allora lui, già un po' alterato,
naturalmente, a causa di quel suo....
soverchio amore - non trovandosela più
in casa... - ah, signore mie... cadde in
una disperazione furiosa... credette
davvero che la moglie fosse morta, non
volle sentir più niente, si volle vestir
di nero; fece tante pazzie; e non ci fu
verso di smuoverlo più da quest'idea.
Tanto che - quando, dopo appena un anno,
la mia figliuola, già rimessa,
rifiorita, gli fu ripresentata - disse
di no, che non era più lei, no, no... la
guardava... ma no, no... non era, non
era più lei... Signore mie, uno
strazio... le si accostava... pareva che
la riconoscesse... e poi di nuovo, no,
no... E per fargliela riprendere, con l'ajuto
degli amici, si dovette simulare un
secondo matrimonio...
Signora Sirelli:
Ah, dice dunque per questo che...?
Signora Frola:
Sì; ma non ci crede più, certo, da un
pezzo, neanche lui! Ha bisogno di darlo
a intendere agli altri; non può farne a
meno! Per star sicuro, capiscono? Perché
forse, di tanto in tanto, gli balena
ancora la paura che la mogliettina gli
possa essere di nuovo sottratta.
A bassa voce, sorridendo
confidenzialmente.
Se la tiene chiusa a chiave, perciò -
tutta per sé. Ma l'adora!... Sono
sicura, e la mia figliuola è contenta.
Si alza.
Me ne scappo, perché non vorrei che
tornasse subito da me, se è così
eccitato...
Sospira dolcemente, scotendo le mani
giunte.
Ci vuol pazienza... Quella poverina deve
fingere di non esser lei, ma un'altra...
e io... eh! io - d'esser pazza, signore
mie! Ma come si fa? Purché stia
tranquillo lui... Non s'incomodino,
prego, so la via... Riverisco, signori,
riverisco...
Salutando e inchinandosi si ritira in
fretta, per l'uscio comune. Restano
tutti, sbalorditi, come basiti.
Silenzio.
Laudisi:
(facendosi in mezzo) Vi guardate
tutti negli occhi? Eh! La verità?
Scoppia a ridere forte.
Ah! ah! ah! ah!
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