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Così è (se vi pare) - Commedia in tre atti  - 1917

 

Atto Primo - Scena Quinta

 

Cameriere, Detti poi il Signor Ponza

Cameriere:

(presentandosi sulla soglia) Signor Commendatore, c'è il signor Ponza che chiede d'essere ricevuto.

Signora Sirelli:

Oh! Lui!

Sorpresa generale e movimento di curiosità ansiosa, anzi quasi di sbigottimento.

Agazzi:

Ha chiesto di me?

Cameriere:

D'esser ricevuto - ha detto soltanto così.

Signora Sirelli:

Per carità, lo riceva qua, Commendatore! - Ho quasi paura; ma una grande curiosità di vederlo davvicino, questo mostro!

Amalia:

Ma che vorrà?

Agazzi:

Sentiremo.

Al Cameriere

Fallo passare.

Il Cameriere s'inchina, e via. Entra poco dopo il signor Ponza. Tozzo, bruno, dall'aspetto quasi truce, tutto vestito di nero, capelli neri, fitti, fronte bassa, grossi mustacchi neri da questurino; stringe continuamente le pugna e parla con sforzo, anzi con violenza a stento contenuta. Di tratto in tratto si asciuga il sudore con un fazzoletto listato di nero. Gli occhi, parlando, gli restano costantemente duri, fissi, tetri.

Agazzi:

Venga, venga avanti, signor Ponza!

Presentandolo

Il segretario signor Ponza: la mia signora - la signora Sirelli - la signora Cini - la mia figliuola - il signor Sirelli - Laudisi, mio cognato. - S'accomodi.

Ponza:

Grazie. Un momento solo, e tolgo l'incomodo.

Agazzi:

Vuol parlare da solo con me?

Ponza:

Posso... posso anche davanti a tutti... - Anzi... - È... è una dichiarazione doverosa, da parte mia...

Agazzi:

Oh, ma se è per la visita della sua signora suocera, può farne a meno, sa? Perché...

Ponza:

Non è per questo, signor Commendatore. Tengo anzi a dichiarare che la Signora Frola, mia suocera, sarebbe venuta senza dubbio prima che la sua signora e la signorina avessero la bontà di degnarla d'una loro visita, se io non avessi fatto di tutto per impedirglielo, non potendo assolutamente tollerare che ella faccia visite o ne riceva.

Agazzi:

(con fiero risentimento) Ma perché, scusi?

Ponza:

(alterandosi sempre più, non ostante gli sforzi per contenersi) Mia suocera avrà parlato a lor signori della sua figliuola, è vero? Avrà detto loro che io le proibisco di vederla, di salire in casa mia?

Amalia:

Ma no, creda! La signora è stata piena di riguardo e di bontà per lei!

Dina:

Non ha detto di lei altro che bene!

Agazzi:

E che s'astiene lei, di salire in casa dalla figliuola, per un riguardo a un suo sentimento, che noi francamente le diciamo di non comprendere...

Signora Sirelli:

Anzi, se dovessimo dire proprio ciò che ne pensiamo...

Agazzi:

Ma sì, ci è parsa una crudeltà, ecco! una vera crudeltà!

Ponza:

Sono qua appunto per chiarir questo, signor Commendatore. La condizione di questa donna è pietosissima. Ma non meno pietosa è la mia, anche per il fatto che mi obbliga a scusarmi... a far qui davanti a loro una dichiarazione, che soltanto...soltanto una violenza come questa poteva costringermi a fare.

Si ferma un momento a guardare tutti, poi dice lento e staccato:

La signora Frola è pazza.

tutti:

Pazza?

Ponza:

Da quattro anni.

Signora Sirelli:

Oh Dio, ma non pare affatto!

Agazzi:

Come, pazza?

Ponza:

Non pare, ma è pazza. E la sua pazzia consiste appunto nel credere che io non voglia farle vedere la figliuola.

Con orgasmo d'atroce e quasi feroce commozione

Quale figliuola, in nome di Dio, se è morta da quattro anni la sua figliuola?

tutti:

(trasecolati) Morta? - Oh!... - Come? - Morta?

Ponza:

Da quattro anni. È impazzita proprio per questo.

Sirelli:

Ma dunque, quella che lei ha con sé...

Ponza:

L'ho sposata da due anni. È la mia seconda moglie.

Amalia:

E la signora crede che sia ancora la sua figliuola?

Ponza:

È stata, se così può dirsi, la sua fortuna. Quando, dalla finestra della stanza dove la tenevano custodita, mi vide passare per via, la prima volta, con questa mia seconda moglie, si mise improvvisamente a ridere, a piangere, a tremar tutta di felicità: volle rivedere la sua figliuola, viva, in questa mia seconda moglie, e scampò dallo stato di tetra disperazione in cui era prima caduta in quest'altra forma di pazzia, lucida, che consiste appunto nel credere che non è vero che la sua figliuola è morta, ma che sono io che voglio tenermela tutta per me e non voglio più fargliela vedere. Si rianimò tutta; si calmò d'un tratto; è quasi come guarita... - tanto che - lor signori l'hanno veduta, l'hanno sentita parlare - non sembra affatto.

Amalia:

Affatto! Affatto!

Signora Sirelli:

Dice che è contenta così...

Ponza:

Lo dice a tutti. E è per me, veramente, piena di affetto e gratitudine... Perché credano che io faccio di tutto per assecondare, anche a costo di gravi sacrifizii, questa pietosa follìa.... Mi tocca tener due case; obbligo mia moglie, che per fortuna si presta caritatevolmente, a secondare anche lei la follia.... S'affaccia alla finestra, le parla, le scrive... - Ma, carità, ecco, dovere... fino a un certo punto, signori! Non posso costringere mia moglie a convivere con lei... Intanto è come in carcere, quella disgraziata, chiusa a chiave, per paura che ella le entri in casa. È tranquilla, sì, e così mite, d'indole... - ma, capiranno... farebbero raccapriccio a mia moglie le carezze... sarebbero anche uno strazio...

Amalia:

Ah, certo... povera signora, immaginiamoci!

Signora Sirelli:

È dunque lei, la signora, che vuol essere chiusa a chiave...?

Ponza:

Signor Commendatore, intenderà che io non potevo permettere, se non forzato, questa visita.

Agazzi:

Ah, intendo ora perfettamente, e mi spiego tutto!

Ponza:

Chi ha una sventura come questa, deve starsene appartato. Costretto a far venire qua mia suocera, era mio obbligo fare innanzi a loro questa dichiarazione, non potendo, da pubblico funzionario, per rispetto al posto che occupo, permettere che si creda di me, in paese, una cosa così disumana: che io, cioè, per gelosia o per altro, impedisca a una povera madre di veder la propria figliuola.

Si alza.

Chiedo scusa alle signore d'averle involontariamente turbate...

S'inchina.

Signor Commendatore!

S'inchina. Davanti a Laudisi e Sirelli chinando il capo:

Signori...

S'inchina e via per l'uscio comune.

Amalia:

(sbalordita) Uh... è pazza, dunque !

Signora Sirelli:

Povera signora! Pazza...

Dina:

Ecco la ragione, dunque... Non poteva spiegarsi altrimenti!

Signora Cini:

Ma chi l'avrebbe mai pensato!

Agazzi:

Eppure... eh! dal modo come parlava...

Laudisi:

Tu avevi già capito?

Agazzi:

No... ma, certo che... non sapeva lei stessa come dire...

Signora Sirelli:

Sfido, poverina... non ragiona!

Sirelli:

Però, scusate... è strano, per una pazza... - (non ragionava, certo!) - Ma questo cercar di farsi una ragione per cui il genero le impedisce di veder la figliuola... scusarlo... adattarsi a queste scuse trovate da lei stessa...

Agazzi:

Già, ma è appunto questa la prova che è pazza! In questo scusare il genero... che poi non lo scusava affatto...

Amalia:

Sì! diceva e non diceva...

Agazzi:

Precisamente! Se non fosse pazza, scusa, potrebbe accettar quelle scuse, queste condizioni di non veder la figliuola se non da una finestra?

Sirelli:

E da pazza le accetta? Vi si rassegna? Eh...mi sembra strano...

A Laudisi.

Tu che ne dici?

Laudisi:

Io? Niente!

 

Inizio pagina

 

 

 

1917

INTRODUZIONE
ANALISI
MESSA IN SCENA

ATTO PRIMO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

SCENA SESTA

ATTO SECONDO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

SCENA SESTA

SCENA SETTIMA

SCENA OTTAVA

SCENA NONA

ATTO TERZO

SCENA PRIMA

SCENA SECONDA

SCENA TERZA

SCENA QUARTA

SCENA QUINTA

SCENA SESTA

SCENA SETTIMA

SCENA OTTAVA

SCENA NONA

Teatro

 Atti unici

●●  DUE atti

●●●  tre atti

INTRODUZIONE

1892 ●

La morsa

1906 ●●●

Tutto Per bene

1910 ● Versione Inglese

Lumie di Sicilia

1911 ●

Il dovere del medico

1913 ●

Cecè

1916 ●

All'uscita

1916 ●●●

Liolà

1916 ●●●

Pensaci Giacomino!

1917 ●●●

Il Piacere Dell'Onestà

1917 ●●●

L'Innesto

1917 ●●● Versione Inglese

Cosi è (se vi pare)

1917 ●

La patente

1918 ●●●

Ma non è una cosa seria

1918 ●●

Il berretto a sonagli

1918 ●●●

Il Giuoco Delle Parti

1919 ●●●

L'uomo, la bestia e la virtù

1921 ●●● Versione Inglese Versione Spagnola

Sei Personaggi In cerca D'Autore

1922 ●●● Versione Inglese

Enrico IV

1922 ●

L'imbecille

1923 ● Versione Spagnola

L'uomo dal fiore in bocca

1925 ●

La Giara

1925 ●

Sagra del signore della nave

1926 ●●●

Diana e la tuda

1928 ●

Bellavita

1932 ●●●

Quando Si è Qualcuno

1932 ●●●

i giganti della montagna