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Commedia in un atto - 1911

 

PERSONAGGI
Tommaso Corsi
Anna, sua moglie
La signora Reis, madre di Anna
Il dottor Tito Lecci
L'avvocato Franco Cimetta
Rosa, cameriera
Un Questurino
Un Infermiere, che non parla

 


 

Il dovere del medico, novella appartenente alla raccolta La vita nuda, da cui Pirandello trasse anche, come spesso faceva, un atto unico cui diede lo stesso titolo.

Nella novella in questione, si narra la storia di un tradimento coniugale, in sé anche abbastanza banale, in quanto dettato non da una autentica passione improvvisamente sorta, quanto piuttosto da una semplice inclinazione (solo?) maschile alle, diciamo così, distrazioni, alle "storie di una notte".

Questa la trama: Adriana Montesani, giovane borghese benestante, moglie felice del brillante Tommaso Corsi, vede un giorno interrompersi bruscamente la sua felicità allorché il marito viene urgentemente riportato a casa in barella perché ferito al petto da un colpo di arma da fuoco. A riportare Tommaso a casa è lo stimatissimo dottor Vocalòpulo che, chiaramente in imbarazzo davanti alle pressanti domande di Adriana in merito alla ferita, inizialmente attribuisce la stessa all'infelice esito di un duello.

Ma il frenetico susseguirsi degli eventi (l'arrivo impetuoso della severissima madre di Adriana, infuriata con Tommaso, la presenza strana di un giornalista, la folla di curiosi accalcatisi sul portone di casa Corsi e, soprattutto, la presenza dei gendarmi), illumina Adriana sulla ben più amara verità: Tommaso è stato ferito da un sostituto Procuratore del re, che lo aveva sorpreso insieme alla moglie in atteggiamento inequivocabile. A sua volta, per difendersi, egli aveva fatto fuoco con la pistola che portava sempre con sé, causando la morte del marito tradito.

Museo Pirandello - Casa natale

 

Museo Pirandello - Casa natale

Da quel momento, attorno al capezzale di Tommaso in grave pericolo di vita si dipana una complessa trama di reazioni emotive e di giochi mentali: Adriana rifiuta di accogliere in sé la visione di un marito fedifrago, giudicando il tutto come una scappatella "…una debolezza, nella quale nessun uomo forse sa o può guardarsi dal cadere"; la madre di Adriana, a sua volta, si erge in un implacabile e inappellabile giudizio di condanna morale; il dottor Vocalòpulo vede innanzi a sé non un paziente da curare, ma la possibilità di accrescere la sua già notevole fama mediante il merito di aver salvato uno stimatissimo cittadino; il suo assistente, il dottor Sià, da uomo mediocre qual è, vive di riflesso, cercando di ritagliarsi una sia pur minima porzione di gloria accanto al suo mentore, mentre il giornalista, Vivoli, gestisce la cronaca dell'accaduto con tutto il cinismo possibile.

Tutto ciò, di per sé non molto insolito, è terreno preparatore per il gioco di paradossi che Pirandello ancora una volta ci offre.

Alla fine, Tommaso guarirà dalla ferita, ma sarà allora il momento in cui gli si farà presente da parte di Vocalòpulo, di Adriana e dell'illustre avvocato Cimetta, appositamente convocato, che deve affrontare un processo per omicidio, tanto più delicato in quanto omicidio di un Regio Procuratore.

Qui scatta il tema pirandelliano: Tommaso, uomo forte, sicuro di sé, perfino solitamente troppo pieno di se stesso, darà la colpa di tutto a Vocalòpulo, colpevole di avergli salvato la vita. Perché, dirà Tommaso, gli è stata salvata la vita, se poi non potrà fruirne a suo piacimento, dato che finirà in prigione? Qual è il merito di questo medico che, salvandolo dalla morte, lo ha restituito a una vita che, in buona sostanza, non è più sua, ma del magistrato giudicante? Cosa importa il dovere del medico di salvare la vita del paziente, se conseguenza di ciò è far finire lo stesso alla berlina?

Tutto ciò porta all'inevitabile assurdità del finale, in sé perfino un po' macabro: in seguito allo sforzo dovuto all'ira, la ferita di Tommaso, pure ormai convalescente, si apre, ma quando il dottore, davanti ad Adriana, davanti a Cimetta, si muove per arrestare il fiotto di sangue che sgorga, un gemito rabbioso di Tommaso lo ferma ed egli tristemente, con lucidissima rassegnazione afferma:"Ha ragione (…) Hanno sentito? Io non posso, non debbo…"

 

Inizio pagina

 

1911

INTRODUZIONE
ATTO UNICO

IL TEATRO DI PIRANDELLO

 Atti unici

●●  DUE atti

●●●  tre atti

INTRODUZIONE

CRONOLOGIA

1892 ●

La morsa

1895 ●●●

La ragione degli altri

1906 ●●●

Tutto Per bene

1910 ● Versione Inglese

Lumie di Sicilia

1911 ●

Il dovere del medico

1913 ●

Cecè

1916 ●

All'uscita

1916 ●●● 

Liolà

1916 ●●●

Pensaci Giacomino!

1917 ●●●

Il Piacere Dell'Onestà

1917 ●●●

L'Innesto

1917 ●●● Versione Inglese

Cosi è (se vi pare)

1917 ●

La patente

1918 ●●●

Ma non è una cosa seria

1918 ●●

Il berretto a sonagli

1918 ●●●

Il Giuoco Delle Parti

1919 ●●●

Come prima, maglio di prima

1919 ●●●

L'uomo, la bestia e la virtù

1920 ●●●

La signora morli, uno e due

1921 ●●● Versione Inglese Versione Spagnola

Sei Personaggi In cerca D'Autore

1922 ●●● Versione Inglese Versione Spagnola

Enrico IV

1922 ●●●

Vestire gli ignudi

1922 ●

L'imbecille

1923 ●●●

La vita che ti diedi

1923 ●

L'altro figlio

1923 ● Versione Spagnola

L'uomo dal fiore in bocca

1924 ●●

ciascuno a suo modo

1925 ●

La Giara

1925 ●

Sagra del signore della nave

1926 ●●●

L'amica delle mogli

1926 ●●●

Diana e la tuda

1928 ●

Bellavita

1928 - Mito ●●●

la nuova colonia

1928 - Mito ●●●●●

Scamandro

1929 - Mito ●●●

Lazzaro

1929 - ●●●

O di uno o di nessuno

1929 ●

Sogno (ma forse no)

1930 ●

Questa sera si recita a soggetto

1932 ●●●

Quando Si è Qualcuno

1932 ●●●

Trovarsi

1932 ●●●

i giganti della montagna

1934 ●●●

Non si sa come