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La
bisbetica domata
1590 -
1593
Fra le più rappresentate, da sempre, "La bisbetica domata" deve gran parte della sua fortuna alla fresca e vivace messa in scena di un tema antico quanto la cultura occidentale: l'addomesticamento nel matrimonio della donna puntigliosa e ribelle.
La commedia ha infatti il merito di trasformare in irresistibili situazioni farsesche la pedanteria di una lunga tradizione misogina o, se si preferisce, ostile alla donna. Lo stesso duello amoroso fra Petruccio e la ""bisbetica"" Caterina si svolge attraverso una serie di mosse e di battute che implicano un'inedita trattazione psicologica del rapporto fra uomo e donna. Ne scaturisce una delle più piacevoli rappresentazioni della vita matrimoniale che siano state mai date, resa ancor più effervescente da una trama romanzesca di equivoci, ora drammatici e ora grotteschi. E se ad occhi più disincantati il discorso conclusivo sull'obbedienza dovuta dalle moglie ai mariti può apparire non meno labile del sogno del calderaio Sly, svegliatosi ad apertura di commedia con l'illusione di essere un gran signore, ciò rientra ampiamente nel giuoco dell'ironia di Shakespeare che in gran parte è anche la nostra.
da Wikipedia: I personaggi principali.
Caterina: Sorella di Bianca e figlia di Battista Minola, un ricco mercante di Padova. La sua reputazione è di bisbetica, ma in realtà lo è solo all’apparenza. Caterina è la prima fra le brillanti ed argute protagoniste dei brani di Shakespeare. Essa ha scoperto che l’unica soluzione che possa preservare la sua integrità è di opporsi a ciò che gli altri dicono. Ella possiede un modesto senso dell’umorismo ed un carattere irascibile e scontroso.
Petrucchio: È un giovane uomo proveniente da Verona, che dice di essere venuto a Padova per sposarsi con una ragazza ricca e benestante. È un uomo allegro, impaziente e molto soddisfatto di Caterina. Egli possiede una corporatura robusta ed un’altezza considerevole. All’inizio è scontroso ed anche un po’ brutale nei confronti di Caterina, ma in seguito, dopo averla conquistata, si rivela invece egli “bisbetico” e scherzoso.
Bianca: All’inizio è una ragazza dolce, tranquilla, gentile ed obbediente; in seguito, però, in contrapposizione all’addolcimento di Caterina, diventa scontrosa e disobbediente al padre. Bianca funge da esempio a Caterina, mostrando i suoi punti deboli, ma alla fine dimostra di possederne alcuni lei stessa.
Lucenzio: È il tipico innamorato, che si infuoca a prima vista. Come personaggio, egli è dipinto molto vivacemente e possiede una corporatura snella e minuta.
Battista: È il tipico padre, il quale vuole niente meno che la completa obbedienza delle sue due figlie; egli spera di organizzare le loro vite definitivamente. Esso è anche occupato a sposare le sue figlie per soldi e spinge spesso i corteggiatori di esse a farlo. È un uomo di mezz’età e di corporatura bassa.
Elementi comici
Spesso Petruccio deride Caterina per conquistarla, usando anche dei termini un po’ scurrili. Egli in realtà è un uomo di origini nobili, il quale però si finge un po’ maleducato ed impertinente. Lo stesso Tranio, dando lezioni di letteratura a Bianca, maltratta e deride il suonatore di violoncello, il quale, incaricato di istruire la ragazza alla musica, era desideroso di entrare nella stanza (dove vi erano Tranio e Bianca). I travestimenti e lo scambio dei ruoli danno vita a situazioni ironiche e a malintesi che divertono il pubblico e rompono la drammaticità di alcune scene. La stessa Caterina appare comica quando sputa sentenze e si infuria come un serpente velenoso, mentre, in casa di Petruccio, essa risveglia la nostra compassione. Come in tutto il teatro elisabettiano, le commedie di Shakespeare, volte al divertimento del pubblico, non mancano di offrire momenti di profonda riflessione e spunti educativi.
Elementi letterari o cornice
Le commedie di Shakespeare sono caratterizzate da un lieto fine e da un’atmosfera gioiosa, piuttosto razionale e solo apparentemente ottimistica. I problemi e le discordanze della storia si risolvono sempre in un lieto fine dove però non mancano i toni malinconici ed un senso pessimistico sulla natura precaria della felicità umana.
Shakespeare ama giocare con gli equivoci, i travestimenti e le sorprese e ci mostra un’umanità affaccendata, che ha poco della riservatezza inglese, la borghesia elisabettiana che esprime l’avidità e la volontà di potere, o una nobiltà fastosa, capricciosa. L’amore è abilmente dipinto nelle commedie, a volte preso in giro, perché sinonimo di superficialità ed ipocrisia. Il grande drammaturgo non mostra le cose come egli crede che siano, ma mostra uomini ciascuno dei quali vede le cose a suo modo.
Per questa commedia, una delle prime opere di Shakespeare, egli si rifà ad opere precedenti di Chaucer e Dunbar, per poi modificarne la tecnica di recitazione e trasformando la violenza puramente fisica subita dai personaggi femminili passati in prevaricazione psicologica per la sua Caterina. Inoltre aggiunge all’intreccio principale la vicenda di Bianca come rovesciamento dei ruoli e gioco tra finzione e realtà.
L’introduzione crea un passaggio dalla realtà al sogno, per poi introdurci nell’azione comico-farsesca della storia. L’azione dura cinque giorni e si basa su scene di contrasto e contrapposizione di personaggi. È proprio da queste opposizioni, di carattere, di tono o di situazione, che nasce l’originalità e la vivacità di questa commedia, benché fra le più semplici e lineari di Shakespeare.
Elementi linguistici
La commedia presenta un’alternanza di registri drammatici e comici. I personaggi utilizzano spesso un linguaggio letterario molto convenzionale ed ornato; Lucenzio e gli altri parlano spesso per frasi fatte, proverbi, con riferimenti a libri, frasi italiane o citazioni latine imperfette. Dal punto di vista del linguaggio vi è anche un certo contrasto tra vecchi e giovani, padri e figli, innamorati dichiarati o nascosti.
Originale è il tono comico-farsesco con cui Shakespeare tratta l'intreccio principale: Petruccio e Caterina possiedono una carica travolgente nei loro furibondi contrasti verbali. Ad esempio il loro primo incontro-scontro, rappresenta un grande momento di teatro perché è l'unico in cui, a parole, Caterina è alla pari di Petruccio. Il loro è un vero e proprio match di battute, frecciate e sottointesi. Essi parlano un linguaggio diretto, spontaneo, irriverente ed arguto, che contrasta con le false ipocrisie dei discorsi di Bianca e tutti gli altri.
Se il tono ironico domina la commedia, non dobbiamo dimenticare che è proprio il momento finale che riporta la concentrazione e fa da contrappunto patetico: frustrata prima, quando era bisbetica, e dopo, quand’è domata, Caterina paga il prezzo di un’educazione e di una rigidità sociale ingiuste.
Analisi tra Petruccio e Caterina
Shakespeare, durante l’intera narrazione, contrappone i due personaggi tra di loro; all’inizio Petruccio è un uomo allegro e soddisfatto di Caterina, mentre quest’ultima è “bisbetica”, scontrosa ed impaziente. Col proseguimento della narrazione, invece, Petruccio diventa egli “bisbetico” ed irascibile, mentre Caterina diventa desiderosa del suo sposo pur non sopportando il suo senso dell’umorismo.
Nei confronti del matrimonio, Petruccio è desideroso di sposare Caterina, mentre quest’ultima, come già detto, no. Nonostante il disguido tra i due, Petruccio riesce a far ammettere a Caterina di volerlo sposare.
Battista organizza il matrimonio e Caterina, di mala voglia, è obbligata a presentarsi; Petruccio, invece, sapendo di essere atteso da Caterina, giunge al matrimonio in ritardo e vestito con abiti logori e sporchi. Caterina, arrabbiata più che mai e però sempre più desiderosa di sposarlo, cerca di velocizzare le nozze, mentre Petruccio tenta il contrario.
Alla fine Caterina cade tra le sue mani e Petruccio può finalmente “cantar vittoria”.
Condizione femminile all’epoca
Shakespeare, in questa commedia, dimostra la sua personale sensibilità critica nei confronti del ruolo della donna del suo tempo ed analizza con grande abilità la psicologia femminile.
Egli si oppone alle fredde regole sociali dei matrimoni combinati per interesse o prestigio delle famiglie e, nella figura di Caterina, ci mostra con ironia i conflitti interiori di una moglie domata dal matrimonio. Caterina mostra, al contempo, la sottile intelligenza femminile, il coraggio e l’ostinazione che la sorreggono nel rapporto difficile con Petruccio.
Shakespeare non ha una considerazione molto positiva della natura femminile: egli sottolinea soprattutto la civetteria e la superficialità della donna, attratta dal lusso e dall’apparenza esteriore. Per esempio, egli dice che il solo fatto che la donna ami truccarsi è un segno delle sue false intenzioni nei confronti dell’uomo.
Il contrasto tra Caterina, donna diretta, ma sincera, e Bianca, fanciulla educata, ma prepotente alla fine, mette in guardia il pubblico sulle false apparenze ed insegna che non sempre la sposa che si piega remissiva ai doveri è capace di amare veramente.
Bisogna però ricordare che il padre mercante Battista è pronto a disporre delle figlie come merce, dandole al migliore offerente; si può quindi pensare che, in questo caso, Shakespeare si ponga dalla parte delle fanciulle che tentano di opporsi.
Non c’è dubbio che il punto di vista presentato nella commedia è quello maschile e storicamente elisabettiano, che gode dell’oppressione cui è sottoposta la bisbetica.
Confronto tra la rappresentazione teatrale e quella cinematografica
La versione cinematografica è, ovviamente, arricchita di particolari e di scenografie, anche esterne. Le tecniche del cinema permettono, infatti, di attirare maggiormente l’attenzione del pubblico, perché, pur concentrandosi sulla storia di Caterina e Petruccio, esse ci fanno entrare negli ambienti frequentati dai due personaggi, nell’atmosfera sociale del tempo e ci offrono prospettive ed inquadrature diverse rispetto alla staticità teatrale. Nel film è possibile cogliere il gioco degli sguardi tra i due personaggi, apprezzare con più chiarezza il cambiamento psicologico e comportamentale di Caterina ed il colore dei luoghi. A teatro, invece, l’attenzione è concentrata soprattutto sulla parola e l’atmosfera è meno coinvolgente, ma più riflessiva. |