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UNO, NESSUNO E CENTOMILA

 

Libro Settimo

VI. Un vescovo non comodo

 

Andai dunque a trovare al Vescovado monsignor Partanna.
Dicevano a Richieri che era stato eletto vescovo per istanze e mali ufficii di potenti prelati a Roma. Il fatto è che, pur essendo da alcuni anni a capo della diocesi, non era ancora riuscito a cattivarsi la simpatia, a conciliarsi la confidenza di nessuno.
A Richieri si era avvezzi al fasto, alle maniere gioconde e cordiali, alla copiosa munificenza del suo predecessore, il defunto Eccellentissimo Monsignor Vivaldi; e tutti perciò si erano sentiti stringere il cuote allorché avevano veduto per la prima volta scendere a piedi dal Palazzo Vescovile lo scheletro intabarrato di questo vescovo nuovo, tra i due segretarii che lo accompagnavano.
Un vescovo a piedi?
Dacché il Vescovado sedeva come una tetra fortezza in cima alla città, tutti i vescovi erano sempre scesi in una bella carrozza con l'attacco a due, gale rosse e pennacchi.
Ma all'atto stesso della sua insediatura monsignor Partanna aveva detto che vescovado è nome d'opera e non d'onore. E aveva licenziato servi e cuoco, cocchiere e famigli, smesso la carrozza e inaugurato la piú stretta economia, con tutto che la diocesi di Richieri fosse tra le piú ricche d'Italia. Per le visite pastorali nella diocesi, molto trascurate dal suo predecessore e da lui invece osservate con la massima vigilanza ai tempi voluti dai Canoni, non ostanti le gravi difficoltà delle vie e la mancanza di comunicazioni, si serviva di carrozze d'affitto e anche d'asini o di muli.
Sapevo poi da Anna Rosa che tutte le suore dei cinque monasteri della città, tranne quelle ormai decrepite della Badía Grande, lo odiavano per le crudeli disposizioni emanate contro di loro appena insediatosi vescovo, cioè che non dovessero piu né preparare né vendere dolci o rosolii, quei buoni dolci di miele e di pasta reale infiocchettati e avvolti in fili d'argento, quei buoni rosolii che sapevano d'anice e di cannella! e non piú ricamare, neanche arredi e paramenti sacri, ma far soltanto la calza; e infine che non dovessero piú avere un confessore particolare, ma servirsi tutte, senza distinzione, del Padre della comunità. Disposizioni anche piú gravi aveva poi dato per i canonici e benehciali di tutte le chiese, e insomma per la piú rigida osservanza d'ogni dovere da parte di tutti gli ecclesiastici.
Un vescovo cosí non è comodo per tutti coloro che han voluto mettere fuori di sé il sentimento di Dio costruendogli una casa fuori, tanto piú bella quanto maggiore il bisogno di farsi perdonare. Ma era per me il meglio che mi potessi augurare. Il suo predecessore, l'Eccellentissimo Monsignor Vivaldi, benvisto a tutti, con tutti alla mano, avrebbe senza dubbio cercato il modo e la maniera d'accomodare ogni cosa, salvando banca e coscienza, per accontentare me, ma anche Firbo e Quantorzo e tutti gli altri.
Ora io sentivo che non potevo piú accomodarmi né con me né con nessuno.

 

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COPERTINA

RIASSUNTO

Libro Settimo

I. Complicazione

II. Primo avvertimento

III. La rivoltella tra i fiori

IV. La spiegazione

V. Il Dio di dentro e il Dio di fuori

VI. Un vescovo non comodo

VII. Un colloquio con Monsignore

VIII. Aspettando

Libro Primo

Libro Quinto

Libro Secondo

Libro Sesto

Libro Terzo

Libro Settimo

Libro Quarto

Libro Ottavo

Romanzi

1901

L'esclusa

1902

Il turno

1904 Versione Inglese  Spanish Version

Il fu Mattia Pascal

1911/1941

Giustino Roncella nato Boggiolo

1913

I vecchi e i giovani

1915/1925

Quaderni di Serafino Gubbio, operatore