Libro Quinto
VII. Ma io intanto dicevo tra me
(Oh Dio mio, e non sentiranno ora venir meno a un tratto la loro
bella sicurezza, vedendosi guardati da questi miei occhi che non
sanno quello che vedono?
Fermarsi per un poco a guardare uno che stia facendo anche la
cosa piú ovvia e consueta della vita; guardarlo in modo da
fargli sorgere il dubbio che a noi non sia chiaro ciò che egli
stia facendo e che possa anche non esser chiaro a lui stesso:
basta questo perché quella sicurezza s’aombri e vacilli. Nulla
turba e sconcerta piú di due occhi vani che dimostrino di non
vederci, o di non vedere ciò che noi vediamo.
«Perché guardi cosí?»
E nessuno pensa che tutti dovremmo guardare sempre cosí,
ciascuno con gli occhi pieni dell'orrore della propria
solitudine senza scampo).
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