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UNO, NESSUNO E CENTOMILA

 

Libro Quinto

VII. Ma io intanto dicevo tra me

 

(Oh Dio mio, e non sentiranno ora venir meno a un tratto la loro bella sicurezza, vedendosi guardati da questi miei occhi che non sanno quello che vedono?
Fermarsi per un poco a guardare uno che stia facendo anche la cosa piú ovvia e consueta della vita; guardarlo in modo da fargli sorgere il dubbio che a noi non sia chiaro ciò che egli stia facendo e che possa anche non esser chiaro a lui stesso: basta questo perché quella sicurezza s’aombri e vacilli. Nulla turba e sconcerta piú di due occhi vani che dimostrino di non vederci, o di non vedere ciò che noi vediamo.
«Perché guardi cosí?»
E nessuno pensa che tutti dovremmo guardare sempre cosí, ciascuno con gli occhi pieni dell'orrore della propria solitudine senza scampo).

 

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COPERTINA

RIASSUNTO

Libro Quinto
I. Con la coda fra le gambe

II. Il riso di Dida

III. Parlo con Bibì
IV. La vista degli altri
V. Il bel giuoco
VI. Moltiplicazione e sottrazione
VII. Ma io intanto dicevo tra me
VIII. Il punto vivo

Libro Primo

Libro Quinto

Libro Secondo

Libro Sesto

Libro Terzo

Libro Settimo

Libro Quarto

Libro Ottavo

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