Libro Terzo
V. Traduzione d’un titolo
Non l'avevo mai finora staccato cosí da me mio padre. Sempre
l'avevo pensato, ricordato come padre, qual era per me; ben poco
veramente, ché morta giovanissima mia madre, fui messo in un
collegio lontano da Richieri, e poi in un altro, e poi in un
terzo ove rimasi fino ai diciott'anni, e andai poi
all'università e vi passai per sei anni da un ordine di studii
all'altro, senza cavare un pratico profitto da nessuno; ragion
per cui alla fine fui richiamato a Richieri e subito, non so se
in premio o per castigo, ammogliato. Due anni dopo mio padre
morí senza lasciarmi di sé, del suo affetto altro ricordo piú
vivo che quel sorriso di tenerezza, che era - com'ho detto - un
pò compatimento, un pò derisione.
Ma ciò che era stato per sé? Moriva ora, mio padre, del tutto.
Ciò che era stato per gli altri... E cosí poco per me! E gli
veniva anche dagli altri, certo, dalla realtà che gli altri gli
davano e ch’egli sospettava, quel sorriso per me... Ora
l'intendevo e ne intendevo il perché, orribilmente.
«Che cos’è tuo padre?» mi avevano tante volte domandato in
collegio i miei compagni.
E io:
«Banchiere.»
Perché mio padre, per me, era banchiere.
Se vostro padre fosse boia, come si tradurrebbe nella vostra
famiglia questo titolo per accordarlo con l'amore che voi avete
per lui e ch’egli ha per voi? oh, egli tanto tanto buono per
voi, oh, io lo so, non c'è bisogno che me lo diciate; me lo
immagino perfettamente l'amore d'un tal padre per il suo
figliuolo, la tremante delicatezza delle sue grosse mani
nell'abbottonargli la camicina bianca attorno al collo. E poi,
feroci domani, all'alba, quelle sue mani, sul palco. Perché
anche un banchiere, me lo immagino perfettamente, passa dal
dieci al venti e dal venti al quaranta per cento, man mano che
cresce in paese con la disistima altrui la fama della sua usura,
la quale peserà domani come un'onta sul suo figliuolo che ora
non sa e si svaga dietro a strani pensieri, povero lusso di
bontà, che davvero se lo meritava, ve lo dico io, quel sorriso
di tenerezza, mezzo compatimento e mezzo derisione.
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