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UNO, NESSUNO E CENTOMILA

Libro Terzo

IV. Il seme

 

Vidi allora per la prima volta mio padre come non lo avevo mai veduto: fuori, nella sua vita; ma non com'era per sé come in sé si sentiva, ch’io non potevo saperlo; ma come estraneo a me del tutto, nella realtà che, tal quale egli ora m'appariva, potevo supporre gli dessero gli altri.
A tutti i figli sarà forse avvenuto. Notare com'alcunché d'osceno che ci mortifica, laddove è il padre per noi che si rispetta. Notare, dico, che gli altri non dànno e non possono dare a questo padre quella stessa realtà che noi gli diamo. Scoprire com'egli vive ed è uomo fuori di noi, per sé, nelle sue relazioni con gli altri, se questi altri, parlando con lui o spingendolo a parlare, a ridere, a guardare, per un momento si dimentichino che noi siamo presenti, e cosí ci lascino intravedere l'uomo ch’essi conoscono in lui, l'uomo ch’egli è per loro. Un altro. E come? Non si può sapere. Subito nostro padre ha fatto un cenno, con la mano o con gli occhi, che ci siamo noi. E quel piccolo cenno furtivo, ecco, ci ha scavato in un attimo un abisso dentro. Quello che ci stava tanto vicino, eccolo balzato lontano e intravisto là come un estraneo. E sentiamo la nostra vita come lacerata tutta, meno che in un punto per cui resta attaccata ancora a quell'uomo. E questo punto è vergognoso. La nostra nascita staccata, recisa da lui, come un caso comune, forse previsto, ma involontario nella vita di quell'estraneo, prova d'un gesto, frutto d'un atto, alcunché insomma che ora, sí, ci fa vergogna, ci suscita sdegno e quasi odio. E se non propriamente odio, un certo acuto dispetto notiamo anche negli occhi di nostro padre, che in quell'attimo si sono scontrati nei nostri. Siamo per lui, lí ritti in piedi, e con due vigili occhi ostili, ciò che egli dallo sfogo d'un suo momentaneo bisogno o piacere, non si aspettava: quel seme gettato ch’egli non sapeva, ritto ora in piedi e con due occhi fuoruscenti di lumaca che guardano a tentoni e giudicano e gl'impediscono d'essere ancora in tutto a piacer suo, libero, un altro anche rispetto a noi.

 

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COPERTINA

RIASSUNTO

Libro Terzo

I. Pazzie per forza

II. Scoperte

III. Le radici

IV. Il seme

V. Traduzione d’un titolo

VI. Il buon figliuolo feroce

VII. Parentesi necessaria, una per tutti

VIII. Caliamo un poco

IX. Chiudiamo la parentesi

X. Due visite

Libro Primo

Libro Quinto

Libro Secondo

Libro Sesto

Libro Terzo

Libro Settimo

Libro Quarto

Libro Ottavo

Romanzi

1901

L'esclusa

1902

Il turno

1904 Versione Inglese  Spanish Version

Il fu Mattia Pascal

1911/1941

Giustino Roncella nato Boggiolo

1913

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Quaderni di Serafino Gubbio, operatore