Libro Secondo
X. L’uccellino
Sentite, sentite: su nel bosco dei castagni, picchi d'accetta.
Giú nella cava, picchi di piccone.
Mutilare la montagna, atterrare alberi per costruire case. Là,
nella vecchia città, altre case. Stenti, affanni, fatiche d'ogni
sorta; perché? Ma per arrivare a un comignolo, signori miei; e
per fare uscir poi da questo comignolo un po' di fumo, subito
disperso nella vanità dello spazio.
E come quel fumo, ogni pensiero, ogni memoria degli uomini.
Siamo in campagna qua; il languore ci ha sciolto le membra; è
naturale che illusioni e disinganni, dolori e gioie, speranze e
desiderii ci appaiano vani e transitorii, di fronte al
sentimento che spira dalle cose che restano e sopravanzano ad
essi, impassibili. Basta guardare là quelle alte montagne oltre
valle, lontane lontane, sfumanti all'orizzonte, lievi nel
tramonto, entro rosei vapori.
Ecco: sdraiato, voi buttate all'aria il cappellaccio di feltro:
diventate quasi tragico; esclamate:
«Oh ambizioni degli uomini!»
Già. Per esempio, che grida di vittoria perché l'uomo, come quel
vostro cappellaccio, s’è messo a volare, a far l'uccellino! Ecco
intanto qua un vero uccellino come vola. L'avete visto? La
facilità piú schietta e lieve, che s’accompagna spontanea a un
trillo di gioja. Pensare adesso al goffo apparecchio rombante e
allo sgomento, all'ansia, all'angoscia mortale dell'uomo che
vuol fare l'uccellino! Qua un frullo e un trillo; là un motore
strepitoso e puzzolente, e la morte davanti. Il motore si
guasta; il motore s'arresta; addio uccellino!
«Uomo,» dite voi, sdrajati qua sull'erba, «lascia di volare!
Perché vuoi volare? E quando hai volato?»
Bravi. Lo dite qua, per ora, questo; perché siete in campagna,
sdrajati sull'erba. Alzatevi, rientrate in città e, appena
rientrati, lo intenderete subito perché l'uomo voglia volare.
Qua, cari miei, avete veduto l'uccellino vero, che vola davvero,
e avete smarrito il senso e il valore delle ali finte e del volo
meccanico. Lo riacquisterete subito là, dove tutto è finto e
meccanico, riduzione e costruzione: un altro mondo nel mondo:
mondo manifatturato, combinato, congegnato; mondo d'artificio,
di stortura, d'adattamento, di finzione, di vanità; mondo che ha
senso e valore soltanto per l'uomo che ne è l'artefice.
Via, via, aspettate che vi dia una mano per tirarvi sú. Siete
grasso, voi. Aspettate: su la schiena vè rimasto qualche filo
d'erba... Ecco andiamo via.
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