Libro Secondo
VIII. Fuori all’aperto
No, via, non abbiate paura che vi guasti i mobili, la
pace, l'amore della casa.
Aria! aria! Lasciamo la casa, lasciamo la città. Non dico che
possiate fidarvi molto di me; ma, via, non temete. Fin dove la
strada con quelle case sbocca nella campagna potete seguirmi.
Sí, strada, questa. Temete sul serio che possa dirvi di no?
Strada strada. Strada brecciata; e attenti alle scaglie. E
quelli sono fanali. Venite avanti sicuri.
Ah, quei monti azzurri lontani! Dico azzurri ; anche voi dite
azzurri, non è vero? D'accordo. E questo qua vicino, col bosco
di castagni: castagni, no? vedete, vedete come c'intendiamo?
della famiglia delle cupulifere, d'alto fusto. Castagno marrone.
Che vasta pianura davanti ("verde" eh? per voi e per me "verde":
diciamo cosí, che c'intendiamo a maraviglia); e in quei prati
là, guardate guardate che bruciare di rossi papaveri al sole! -
Ah, come? cappottini rossi di bimbi? - Già, che cieco!
Cappottini di lana rossa, avete ragione. M'eran sembrati
papaveri. E codesta vostra cravatta pure rossa... Che gioja in
questa vana frescura, azzurra e verde, d'aria chiara di sole! Vi
levate il cappellaccio grigio di feltro? Siete già sudato? Eh,
bello grasso, voi, Dio vi benedica! Se vedeste i quadratini
bianchi e neri dei calzoni sul vostro deretano... Giú, giú la
giacca! Pare troppo.
La campagna! Che altra pace, eh? Vi sentite sciogliere. Sí ma se
mi sapeste dire dov'è? Dico la pace. No, non temete non temete!
Vi sembra propriamente che ci sia pace qua? Intendiamoci, per
carità! Non rompiamo il nostro perfetto accordo. Io qua vedo
soltanto, con licenza vostra, ciò che avverto in me in questo
momento, un'immensa stupidità, che rende la vostra faccia, e
certo anche la mia, di beati idioti, ma che noi pure attribuiamo
alla terra e alle piante, le quali ci sembra che vivano per
vivere, cosí soltanto come in questa stupidità possono vivere.
Diciamo dunque che è in noi ciò che chiamiamo pace. Non vi pare?
E sapete da che proviene? Dal semplicissimo fatto che siamo
usciti or ora dalla città; cioè, sí, da un mondo costruito:
case, vie, chiese, piazze; non per questo soltanto, però,
costruito, ma anche perché non ci si vive piú cosí per vivere,
come queste piante, senza saper di vivere; bensí per qualche
cosa che non c'è e che vi mettiamo noi; per qualche cosa che dia
senso e valore alla vita: un senso, un valore che qua almeno in
parte, riuscite a perdere, o di cui riconoscete l'affliggente
vanità. E vi vien languore, ecco, e malinconia.
Capisco, capisco. Rilascio di nervi. Accorato bisogno
d'abbandonarvi. Vi sentite sciogliere, vi abbandonate.
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