Libro Primo
VI. Finalmente
«Sai che ti dico, Gengè? Sono passati altri quattro giorni. Non
c'è piú dubbio: Anna Rosa dev'esser malata. Andrò io a vederla.»
«Dida mia, che fai? Ma ti pare! Con questo tempaccio? Manda
Diego; manda Nina a domandar notizie. Vuoi rischiare di prendere
un malanno? Non voglio, non voglio assolutamente.»
Quando voi non volete assolutamente una cosa, che fa vostra
moglie?
Dida, mia moglie, si piantò il cappellino in capo. Poi mi porse
la pelliccia perché gliela reggessi.
Gongolai. Ma Dida scorse nello specchio il mio sorriso.
«Ah, ridi?»
«Cara, mi vedo obbedito cosí...»
E allora la pregai che, almeno, non si trattenesse tanto dalla
sua amichetta, se davvero era ammalata di gola:
«Un quarto d'ora, non piú. Te ne scongiuro.»
M'assicurai cosí che fino a sera non sarebbe rincasata.
Appena uscita, mi girai dalla gioja su un calcagno,
stropicciandomi le mani.
«Finalmente!»
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