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IL FU MATTIA PASCAL

 

Riassunto

da Wikipedia

Trama

Il Signor Pascal era un uomo che viaggiava e seppe arricchirsi giocando a carte con un capitano di Liverpool. Con quanto accumulato egli riuscì ad acquistare campi, case, e vigne a Miragno, paesino Ligure in cui lui viveva. Morì durante un viaggio lasciando tutto alla moglie e ai due figli. La madre, che era inetta alle amministrazione di di un tale capitale, decise di affidare l’ incarico a Batta Malagna, amico del defunto marito. Egli però ne approfittò in ogni modo impoverendo la famiglia a suo vantaggio. Mattia e Roberto però crescono comunque serenamente e liberi da ogni pensiero morale, religioso ed anche scolastico. E’ infatti Pinzone il loro “insegnante”, egli infatti e divertirsi con i due ragazzi piuttosto che insegnargli qualcosa. Mattia cresce sviluppando un carattere impulsivo, allegro, ma soprattutto spensierato. Malagna non riesce ad avere figli dalla prima moglie malata e per questo (quasi a castigarlo per quanto a rubato) soffre moltissimo. Dopo la morte della sua “dolce metà” decide di sposare Oliva, rovinando così l’ amore fra lei e Mattia, che l’ aveva messa incinta. Così il Malagna, accettandolo come suo, riesce ad avere un nuovo erede. Da Batta intanto si trasferiscono la vedova Pescatore (sua parente) e l’ affascinante figlia Romilda. Pomino, amico di Mattia, se ne innamora e chiede allo stesso di avvicinarla a lui. Fra Mattia e Romilda, però, nasce involontariamente un forte amore e si sposano, nonostante il parere contrario della vedova. La vita del giovane Pascal da quel momento diventa un’ inferno, egli perde infatti ogni sua ricchezza residua e sua moglie comincia a non amarlo più, lasciandosi andare e diventando sempre più brutta. Egli è anche investito da una serie di devastanti disgrazie: i due figli messi al mondo muoiono uno dopo l’ altro e la madre, che è stata portatavia da zia Scolastica (sorella del padre di Mattia) dalle grinfie della perfida seninatrice di zizania quale era la vedova Pescatore, non riesce a resistere e muore di li a poco, lasciando devastato il povero Mattia. Il piccolo Pascal decide di cercar lavoro e diventa bibliotecario dell’ abbandonata biblioteca di Miragno. Il lavoro però consiste solo nel cacciare topi, ed è quindi troppo noioso, tanto da spingerlo a partire all’ insaputa di tutti per Montecarlo. Lì in una decina di giorni riesce a far fortuna vincendo 82.000 lire, una vera fortuna per quei tempi e che gli avrebbe permesso di risanare ogni debito. Il caso però vuole che gli si presenti una occasione all’ apparenza irripetibile e alcuanto ghiota: un modo sicuro di cambiare vita lasciandosi tutto alle spalle: su un giornale figurava infatti la notizia della sua morte, o meglio, la moglie e la suocera avevano identificato il cadevere di un povero ragazzo annegatosi vicino al molino alla Stia (vecchia proprietà dei Pascal e luogo del suicidio) come quello di Mattia. Egli allora, dopo aver letto la notizia, vede aprirsi davanti a se una nuova vita fatta di sola libertà ed una rottura col passato. Decide allora di non commettere più gli errori della vita precedente e quindi niente più legami con nessuno. Cambia allora aspetto: via la fede, eliminata la barba, si fa crescere i capelli e opta per un paio di occhiali colorati con lo scopo di nascondere l’ occhio storto. Era però necessario anche cambiare nome, e l’ occasione gli si presentò su un piatto d’ argento: in un dialogo tra alcuni signori non molto distanti da lui l’ unione di un nome di una persona ed il cognome di un’ altra gli fornisce l’ identità perfetta: Adriano Meis. Si inventa poi di essere emigrato che era ancora infante con il suo nonno (con cui è rimasto fino alla sua morte: cioè fin verso i dodici anni) dall’ America. Ora Mattia era morto e lui aveva cominciato la sua seconda vita. I suoi viaggi si alternavano da visite a città italiane a visite a città tedesche. Presto però si accorge che la sua libertà non era che frutto di un errore, quindi errata, che lo ha reso un uomo sconosciuto tanto alla legge quanto alle altre persone.

 

Protagonista

Mattia Pascal – Adriano Meis: protagonista della storia che racconta sollecitato dal suo amico prete in un libro. Mattia è un ragazzo dal viso placido, ha un occhio “ballerino”, è minuto e non ha particolari talenti, scoppia pèrò di salute e questo “apparentemente” gli basta (cambierà poco alla volta idea e la muterà più volte). Egli ha avuto un’ infanzia felice e agiata, ma dopo la morte del padre l’ amministrazione del patrimonio a Batta Malagna dalla madre, che era inetta a questo genere di cose. Malagna però non fa che approfittare di questa situazione volgendo ogni cosa a suo favore. Dopo essersi sposato sulla sua vita si abbatteranno un’ ondate di fatti abbastanza nefasti, tanto che deciderà di scappare a Montecarlo e iniziare una nuova vita, ma......

Questo personaggio rappresenta un po' tutti noi e compie un percorso, un’ avventura che lo cambierà radicalmente. Questo accade anche a noi, non analogamente, infatti ogni esperienza che viviamo ci insegna qualcosa, ma soprattuto l’ esperienza, intesa come avventura vissuta in prima persona, ci ricorda che abbiamo sempre da imparare.

 

Inizio pagina

Personaggi secondari

La madre di Mattia

Donna dal buon animo che Mattia vede quasi come una santa. Essa è molto calma, gracile e spesso ammalata, anche se non si lamenta mai. La cosa che le sta più a cuore è la sorte dei suoi figli, infatti quando Mattia si sposa non riesce a sopportare la vicinanza della violenta e prepotente vedova Pescatore e finisce col diventarne vittima cercando di aiutare Mattia a sopportarla e quindi scatenando le sue ire. Se ne va dalla casa e si trasferisce a casa della sorella del marito (zia Scolastica), ma muore poco dopo per gli affanni.

Il fratello Roberto

Ha due anni in più di Mattia e a differenza di lui è bello e dal forte fisico. Fra i due vi è un rapporto di complicità e intesa. Non ha però lo stesso successo con le ragazze, però riesce a contrarre un matrimonio vantaggioso e si risistema compensando il dissesto finanziario subito durante la gioventù.

Zia Scolastica

Da giovane Mattia la presenta abbastanza burbera ed ha molto più paura di lei che della madre.
E’ l’ unica persona che nella narrazione riesce a tenere testa alla “perfida” vedova Pescatore. Essa prova un forte rancore verso l’ amministratore dei beni ( Batta Malagna). Essa è però in fondo buona e gentile, infatti accoglie nella sua casa prima la madre di Mattia (strappata così dalle grinfie della Pescatore ma troppo tardi) e poi lo stesso nipote quando torna a Miragno.

Batta Malagna

Persona disonesta e spesso cattiva ( la sua prima moglie, ad esempio, era malata e non poteva bere vino, lui intanto si dava a questa sua passione davanti a sua moglie e senza freni), che non si fa scrupoli a prosciugare le ricchezze del defunto amico. Esso non riesce però ad avere figli, se non sposando Oliva, la ragazza che Mattia avava messo incinta e che amava. Pascal scherza su questo dicendo che almeno tutte le ricchezze rubate alla sua famiglia sarebbero tornate ai legittimi proprietari, i Pascal, visto che quel figlio era “suo”.

Marrianna Dondi - Vedova Pescatore

Definita più volte durante la narrazione una strega, essa è una persona perfida, assomiglia quasi al cugino Malagna. Essa considera Mattia un inetto e non accetta mai la condizione di ristrettezze e fa di tutto per vendicarsi ed è quindi la causa dei principali litigi fra i due coniugi. E’ però molto divertente come Pirandello fa sì che Mattia la tenga poco in considerazione ( proprio il contrario di quello che ci si aspetterebbe e questo è una dimostrazione di come venga applicata dallo scrittore la regola del “sentimento del contrario”)

Romilda Pescatore

Figlia della vedova; Mattia all’inizio l’avvicina per conto dell’amico Pomino che si era invaghito di essa, ma bella come era, pian piano si infatuò di Mattia e lo sposò. Dopo il matrimonio però essa si lascia andare e diventa piuttosto bruttina e debole di carattere, dando così la possibilità a Marianna di influenzarla. I due figli che mette al mondo sono molto gracili ed il primo muore pochi giorni dopo, mentre il secondo (che Mattia inquadra come unica ragione che riesce a farlo andare avanti adesso che si è trovato un lavoro come bibliotecario) muore nello stesso periodo in cui muore sua madre (quella del protagonista).
Dopo che Mattia se ne va e viene creduto morto essa si risposa con Pomino, che intanto ha preso il posto in comune del suo defunto padre, e da lui ha un figlio, che ( “puro e innocente”, così viene definita da Pascal) lo convince a non rivendicare la moglie al suo ritorno. Essa infatti si trovava bene con il nuovo marito e con le ricchezze che gli poteva dare (anche la vedova Pescatore), tanto che era tornata bella come una volta.

Anselmo Paleari

Padre di Adriana, è un anziano signore proprietario di una pensione in Via Ripetta a Roma. Non potendo più lavorare si dedica a pensieri filosofici ed al tema che più lo appassiona, cioè l’ occulto. Egli infatti organizza spesso sedute spiritiche per evocare i morti.

Adriana Paleari

Figlia di Anselmo; essa fa da padrona di casa e è molto religiosa (parteciperà solo ad una seduta perché di solito le rifugge), pura, gentile tenera, ma allo stesso tempo matura e responsabile. Terenzio Papiano (che era il marito della defuta sorella di Adriana) vuole sposarla per non dover restituire la dote, ma lei si innamora di Mattia. Questo loro amore, stroncato sul nascere a causa di alcuni fatti, lo si può definire quasi spirituale, lo si può notare anche da come ogni occhiata che vi è stata fra loro sia stata descritta con un'enfasi tale da riuscire a coinvolgere in quanto narrato.

Terenzio Papiano

Marito della sorella di Adriana, ha avuto anche una fugace storia con la signorina Caporale, che ha convinto a prestargli dei soldi per il suo negozio che è poi fallito lasciandola povera, e adesso mirava a sposare Adriana per non dover restituire la dote che egli aveva delapidato. Egli lavora sotto le dipendenze del Conte d’Auleta.

Il fratello malato di Papiano-Scipione

Sarà lui a compiere il furto ai danni di Adriano Meis per conto di Terenzio. Egli è però malato di epilessia.

La signorina Caporale

Una volta era una brava musicista (la musica era infatti tutta la sua vita visto che era piuttosto bruttina), ma fu poi costretta a vendere il suo piano a causa della sua povertà, consolandosi con l’alcool e Adriana le permette di vivere lì in modo gratuito, quasi a volerla ripagare del danno arrecatole da Papiano. Anch'essa s’innamora di Adriano, ma capisce la situazione e decide solamente di consigliargli l’operazione all’occhio.

Pinzone

Insegnante di gioventù dei due fratelli Pascal. I suoi insegnamenti erano però noiosi e inutili e lui si faceva spesso corrompere con un po’ di vino, ma poi irrimediabilmente fa sempre la spia.

Pomino

Figlio del Cavalier Pomino, amico di gioventù di Mattia, nonchè “secondo” marito di Romilda. Esso prenderà il posto di suo padre e Romilda gli darà un figlio.

 

Ambiente e tempo

Non sono molto bene specificati, infatti la storia è un enorme flashback, però possiamo identificare dei luoghi chiave ( cioè la Via Ripetta a Roma, Miragno e Montecarlo) e possiamo immaginare che il periodo sia a cavallo tra la fine dell’ 800 e gli inizi dell’ 900 (periodo in cui è vissuto Pirandello), anche se questo romanzo è stupefacentemente moderno.

Durata della vicenda: La storia non ha una durata precisa però possiamo affermare che vi è un periodo di tempo in cui si svolge il “clou” della storia (cioè due anni e mezzo circa).

 

 

 

 

1904

COPERTINA
RIASSUNTO

Tesina

Pirandello tra vita e forma:

Il fu Mattia Pascal

Capitolo  1

Capitolo 11

Capitolo  2

Capitolo 12

Capitolo  3

Capitolo 13

Capitolo  4

Capitolo 14

Capitolo  5

Capitolo 15

Capitolo  6

Capitolo 16

Capitolo  7

Capitolo 17

Capitolo  8

Capitolo 18

Capitolo  9

Capitolo 19

Capitolo 10

 

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