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Pubblicata nella Rivista d’Italia, ottobre
1901
1.
SEMPRE BESTIA
Senza far nulla, un leone è leone:
e un pover’uom dev’affrontar la morte
per avere l’onor del paragone
con quella bestia, senza stento, forte.
D’alti pensieri l’anima infelice
nutrite, si che s’alzi a eccelse mète.
Un gran premio v’aspetta. Vi si dice
che veramente un’aquila voi siete.
Sciogliete in soavissima armonia
il vostro chiuso intenso ardente duolo,
fatene una sublime poesia,
e vi diran che siete un rosignuolo.
Ma dunque per non essere una bestia
che dovrebbe far l’uomo? non far niente?
non pigliarsi ne affanno ne molestia?
E ciuco allora gli dirà la gente.
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