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Pubblicata nella Rivista d'Italia, ottobre
1901;
2. LO STAJO
Tu sei come uno stajo, bontà mia,
che, a misurar le altrui nequizie, in dono
io m’abbia avuto, e donde il colmo via
tolgo con la rasiera del perdono.
Or faccio conto che granajo sia
l’esperienza: le granaglie sono
calunnie inganni invidia giunteria,
e da ogni mucchio so quanto son buono.