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Fuori di chiave - 1912

 

V.

 

 

- Pubblicata in Nuova Antologia, 1° maggio 1902

4. DAL FANALE

O curioso amico, e perché mai
vuoi tu saper che cosa a farmi io stia
quasi ogni giorno, sul tramonto, qui,
appoggiato al fanale della via?
Se attendo? No. Mi godo il via vai
della città, mentre che muore il dí,
un altro dí...

E osservo come va la varia gente
che mi passa davanti in vario senso;
poco le donne, gli uomini di piú.
Pensa poco la donna a quel che sente;
non fa per me che sento ciò che penso.
Meglio le donne, opini, amico, tu?
Guardale tu.

Quel vecchio, vedi? ancor de la vetrina
d’un negozio s’industria a farsi specchio,
e non per gli altri, ma solo per sé,
che pure sa d’esser canuto e vecchio,
nero-rossi, qual pelo di faina,
si ritinge i capelli – radi, ahimè,
pochini, ahimè!

Ridi? Ma tu, tu come quel vecchietto,
io che pur come carta il tempo gramo
tagliuzzo e butto via, se ancora no
ai capelli, che bianchi non abbiamo,
forse al canuto, imbecillito affetto
della vita non diam la tinta un po’,
almeno un po’?

Guarda quei due che vanno insieme, astratto
l’uno, l’altro pensoso. Or tu che credi?
Osserva ben attento questo qui:
credi ch’ei pensi? Eh, no. Si guarda i piedi.
Rabagas prima urlava come un matto,
ora fa il serafino e va cosí,
serio cosí...

Lunga l’altro ha la chioma, ed è peccato
gli manchi, appesa al collo, la chitarra.
Cantava un tempo; ora non canta piú.
Ma figliaron le nubi. A buona sbarra
ha le vacche del cielo assicurato:
le nuvole che un tempo egli lassú
seguia, lassú...

Or vedi quello? Un principe romano.
Tu sai chi è, quanto sia ricco, è vero?
Precisamente neppur lui lo sa.
Pur pensa al papa e al re; che come un nero
nembo s’addensa l’avvenire umano:
pensa come ordinar la libertà:
qual libertà?

Van per le vie come tante persone
queste parole. Ma colui le mena
a spasso, quasi fossero però
cani, col laccio. Amico mio, che scena
se quel laccio, di furto, un mascalzone
tagliasse! Gli darei quel che non ho,
quel che non ho...

 

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Poesie

1912

FUORI DI CHIAVE

INTRODUZIONE

I.

 

 

 

1. PRELUDII: ORCHESTRALE E DI PARTENZA

2. RICHIESTA D'UN TENDONE

3. INGRESSO

4. LA META

II.

IL PIANETA

III.

 

 

 

1. CREDO

2. LO STAJO

3. IL TESORO

4. BOLLA E PALLA

IV.

 

 

1.  VECCHIO AVVISO

2. MELBTHAL

3. RITORNO

V.

 

 

 

1. PRIMAVERA DEI TERRAZZI

2. L'OCCHIO PER LA MORTE

3. ONORIO

4. DAL FANALE

VI.

 

 

1. STORMO

2. PIAN DELLA BRITTA

3. A UN OLIVO

VII.

 

 

 

1. SEMPRE BESTIA

2. CHIU'

3. MERIGGIO

4. ULTIMO VATE

VIII.

 

1. GUARDANDO IL MARE

2. NUVOLE

IX.

CONVEGNO

X.

 

 

 

1. LEGGENDO LA STORIA

2. LA CACCIA DI DOMIZIANO

3. TORMENTI

4. COMIATO

Poesie

da 

INTRODUZIONE

1889

Mal giocondo

1890

Pasqua di Gea

1890-1922

Poemetti

1890- 1933

Poesie sparse

1895-1896

Elegie Renane

1901

Zampogna

1909

Scamandro

1912

Fuori di chiave